Pd nella bufera ad Avellino, Petracca: il commissario ascolti o si fa il congresso da solo

«INACCETTABILI LE DICHIARAZIONI DEL NEO COMISSARIO BORDO. HA DECISO SU CONGRESSO E TESSERAMENTO SENZA ASCOLTARE I LIVELLI LOCALI DEL PARTITO». Il consigliere regionale del Partito Democratico ricorda che l'assise è già in corso con candidati e liste in campo. E avverte: «Mi auguro che Bordo corregga il tiro di parole che considero quantomeno improvvide»

Pd nella bufera ad Avellino, dove a innescare la miccia è stato il segretario nazionale Enrico Letta con la nomina di un segretario provinciale nelle vesti di commissario. Mentre cresce l’indignazione tra i militanti che attendono il congresso dal luglio 2018, il consigliere regionale Maurizio Petracca non usa giri di parole per esprimere la propria incredulità per quanto sta accadendo negli stessi giorni in cui doveva essere celebrato un congresso già organizzato dall’ex commissario Aldo Cennamo in piano accordo con le regole statutarie.

Maurizio Petracca

PETRACCA: «INACCETTABILI LE DICHIARAZIONI DEL NEO COMISSARIO BORDO. HA DECISO SU CONGRESSO E TESSERAMENTO SENZA ASCOLTARE I LIVELLI LOCALI DEL PARTITO». Attraverso una nota diffusa nel pomeriggio, il consigliere regionale del Partito Democratico, Maurizio Petracca commenta con stupore le dichiarazioni rese dal neo commissario. «Leggo e resto sbalordito. Le prime dichiarazioni stampa rilasciate da Michele Bordo, neo commissario provinciale del Partito Democratico irpino, hanno dell’incredibile. Bordo, prima ancora di arrivare ad Avellino, riapre il tesseramento e convoca il congresso. Poi, però, aggiunge che si confronterà con i livelli territoriali». Petracca sottolinea il punto politico e avverte. «Mi sembra un atteggiamento poco rispettoso nei confronti di un partito che in Irpinia è vivo e vegeto. A questo punto, Bordo farebbe bene a portarsi qualche iscritto da Foggia ed un po’ di tessere da fuori provincia e celebrarsi il congresso da solo».

«LA COMPETIZIONE CONGRESSUALE È IN ATTO CON DUE CANDIDATI SEGRETARI E LISTE DEPOSITATE». Petracca evidenzia quelli che ritiene i punti critici della scelta operata dal partito nazionale attraverso la nomina del commissario. «L’atteggiamento di Bordo, almeno per quello che emerge dalle sue dichiarazioni mi sembra poco corretto nei confronti dei livelli territoriali e locali, oltre che delle rappresentanze istituzionali che il Pd esprime in Irpinia. Forse a Bordo sfugge che, in vista di un congresso che già si sarebbe dovuto celebrare, ci sono due candidati segretario e duecento candidati per gli organismi provinciali e regionali. Tutto fatto, tra l’altro, secondo regole e procedure sollecitate e stabilite dal livello nazionale. Non mi pare, inoltre, nemmeno che ci sia stato un confronto con la segreteria regionale. Insomma, mi sembra che il normale esercizio democratico, come è normale che esista e ci sia all’interno di un partito, sia stato completamente ignorato, non preso nemmeno in considerazione».

«SI CORREGGANO I TERMINI». Il consigliere regionale Petracca conclude la sua nota formulando un auspicio. «Mi auguro che Bordo corregga il tiro di parole che considero quantomeno improvvide. E che arrivi in Irpinia con lo spirito di chi vuol dare una mano al partito. Non abbiamo certo bisogno di decisioni assunte in autonomia e senza tener conto di un contesto, come quello del Pd irpino, che non può non e deve essere ancora mortificato». Nel giro di un mese, con due iniziative della segreteria nazionale il Pd sio ritrova nella bufera ad Avellino, alle prese con una crisi senza precedenti che potrebbe determinarne il declino in Irpinia, una delle sue roccaforti in Campania dalla fondazione.


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