Pd in Irpinia verso il congresso: 4mila iscritti e 100mila euro

Concluso il tesseramento 2019 (oggi nel circolo di Cervinara ultime ore suppletive per la frana) con una conferma sostanziale delle adesioni. Delineate le forze in campo. Il commissario provinciale si prepara a completare il suo mandato convocando la fase finale dell'assise. Lo scenario

Pd irpino all'esame del Nazareno

Pd in Irpinia verso il congresso al termine di un congresso ormai concluso. Oltre 4mila iscritti e 100mila euro raccolti, quando manca solo il dato finale del Circolo di Cervinara, oggi aperto per le ultime ore suppletive, concesse a causa della alluvione di fine dicembre. In attesa della ufficializzazione delle cifre finali, all’interno del partito circolano i numeri di questa prima fase di rinnovamento degli organismi dirigenti, la cui conclusione sarà celebrata con il congresso nelle prossime settimane. Le iscrizioni finali saranno comprese tra le 4200 e le 4300, con un calo rispetto al 2018 tra i 5 e gli 8 punti percentuali. Si tratta di un risultato superiore alle previsioni di circa duemila iscrizioni. Alla vigilia del tesseramento quando si facevano i conti con la scissione recente di Matteo Renzi e i contraccolpi dell’azzeramento del gruppo dirigente eletto nell’assise del 2018, decisa dal giudice. Al contrario, sui territori ha prevalso evidentemente la voglia di voltare pagina rispetto alla recente storia di questo partito, di fatto commissariato in fasi diverse da circa sei anni. Gli iscritti sembrano decisi a riprendersi il proprio spazio di protagonismo, rinnovando le rappresentanze da troppo tempo non più espressione democratica dei territori e dei circoli. Per il commissario Aldo Cennamo la soddisfazione di aver svolto al meglio il proprio compito di traghettatore, avendo raggiunto l’obiettivo affidatogli nel luglio scorso dal Segretario Nicola Zingaretti. Il tesseramento non ha risentito del clima teso, a tratti avvelenato, che aveva caratterizzato le sorti del Pd in Irpinia dopo la fine anticipata della segreteria di Carmine De Blasio, ultimo ad essere stato eletto regolarmente nel dicembre del 2013. L’iter ordinato visto finora, tuttavia, giunge ora allo snodo più difficile. Il commissario provinciale dovrà gestire le risorse raccolte, alla luce della scadenze stabilite, che impongono il trasferimento ai circoli delle quote di competenza, ma soprattutto dovrà mettere in moto la macchina congressuale.

Pd irpino riunito in via Tagliamento per l’insediamento presso il Coordinamento provinciale del Commissario Aldo Cennamo. Nella foto, da destra a sinistra: Enzo De Luca, Gianluca Festa sindaco di Avellino, Giuseppe Di Guglielmo ex segretario provinciale, Michelangelo Ciarcia Presidente dell’Alto Calore Servizi, poi, Luca Cipriano

LE FORZE IN CAMPO. Pd in Irpinia verso il congresso, dunque, in uno scenario che appare delineato nei nuovi equilibri. Secondo i dati ufficiosi che circolano all’interno del partito in queste ore, andrebbe ad Area Dem  la maggioranza relativa con una forbice compresa tra il 35 e il 38% degli iscritti, davanti all’Area D’Amelio tra il 22 e il 24%. La componente vicina al consigliere regionale Maurizio Petracca raccoglierebbe tra il 7 e il 9 per cento, con l’Area Festa-De Caro accreditata tra il 18 e il 20 per cento. Tra il 6 e l’8 per cento lo schieramento di Santaniello, con la parte restante di iscrizioni non direttamente riconducibili alle correnti principali. Sul piano politico non si possono fare ancora previsioni circa le alleanze, benchè lo scenario nel quale questi risultati sono stati raccolti offre alcune evidenti indicazioni. Con la spaccatura insanabile maturata al Comune di Avellino tra l’Area Festa-De Caro da un lato, con Area Dem e l’Area D’Amelio dall’altro, gli equilibri del 2018 appaiono non più riproponibili. Le due aree maggiormente rappresentate, appunto Area Dem e D’Amelio, appaiono in grado già di superare ampiamente la maggioranza. Sono diversi e determinanti i fattori nazionali che, sommandosi al vuoto democratico prolungato da quasi sei anni in Irpinia, impongono una rapida celebrazione del congresso in provincia di Avellino. Lo scenario nazionale è in evoluzione, con il Pd impegnato a riscrivere con i 5s le regole elettorali per la elezione dei parlamentari, il referendum sul taglio di deputati e senatori, la forte dialettica interna al partito alleato di governo, il Movimento Cinque Stelle, con rischi non esclusi di tenuta sul medio termine per il governo. Si aggiunge la scadenza elettorale regionale in Campania, dove il Centrodestra a trazione leghista si presenta per il Governatore della Campania un avversario insidioso e temibile. Un nuovo eventuale distacco e disimpegno della base (nel 2018 esclusa clamorosamente dalla scelta dei candidati calati da Roma senza alcuna interlocuzione con via Tagliamento), rappresenterebbe un rischio principalmente per il Presidente attuale della Campania, Vincenzo De Luca e per il Centrosinistra.


LEGGI ANCHE:

Il tesseramento Pd ad Avellino vale 100mila euro. Record per l’Irpinia

Tesseramento Pd concluso ad Avellino. Congresso a gennaio

 

ARTICOLI CORRELATI