Il nuovo treno Jazz nella stazione di Avellino accanto ai vettori tradizionali

Ad Avellino il 31 marzo 2019 è il giorno che segna i primi 140 anni della stazione ferroviaria. Il 31 marzo 1879 la città nel Mezzogiorno del giovanissimo Stato unitario festeggiò l’apertura inaugurale del terminal di allora, di cui restano straordinarie testimonianze nei capannoni, in alcune attrezzature, nella cisterna, nei binari interrotti di raccordo.

Questa data celebra il passato glorioso di una delle più antiche stazioni del Paese, che consacrarono Avellino tra le città dell’Italia unita, ma soprattutto oggi segna la speranza di un nuovo inizio, già promettente ma che potrebbe essere addirittura clamoroso. Tra un anno sarà il terminal della metropolitana regionale delle Aree Interne, al centro della linea che unirà da Benevento le zone del retroterra campano (e molisano) con il mare e il porto di Salerno, grazie alla elettrificazione in corso. Ma per quella data potrebbe veder messa in cantiere anche quella bretella ferroviaria breve ma strategica, che connetterebbe Avellino al sistema ferroviario principale del Paese attraverso lo snodo di Codola. Attraverso l’intersezione con Nocera porterebbe ad uno sbocco sull’Alta velocità per Napoli-Roma-Milano, realizzando “un baffo” in corrispondenza della stazione di Mercato San Severino.

Pietro Mitrione, referente della associazione In_loco_motivi di Avellino
Il senatore dell’M5s, Ugo Grassi

L’iniziativa, promossa dall’Associazione Inlocomotivi presieduta da Pietro Mitrione, auspicata e sostenuta dai più autorevoli esperti del settore, recentemente è stata ripresa dal senatore M5s Ugo Grassi, che ha sollecitato la Rfi per un’integrazione dell’attuale opera di elettrificazione. I benefici sarebbero sostanzialmente due: si otterrebbe un collegamento ferroviario diretto e rapido tra Avellino e Napoli da un lato, uno sbocco sull’Alta Velocità, dall’altro, rendendo la stazione di Avellino il centro propulsivo dei collegamenti strategici per viaggiatori e merci del prossimo decennio nelle Aree interne.

ROTAIE AD ALTA VELOCITÀ GIÀ IN ESERCIZIO, DAL 2020 LINEA ELETTRIFICATA VERSO BENEVENTO E SALERNO (BARONISSI). Il terminal di Avellino è già adeguato agli standard dell’Alta Velocità ferroviaria. Il suo sistema di controllo automatizzato lo rende sicuro ed efficiente al pari di qualunque altra grande stazione italiana. Puntando al raccordo con l’Alta velocità, attraverso l’ormai noto snodo di Codola, Avellino rientra nel circuito nazionale di fatto già adesso. L’allaccio è solo una questione di volontà politica. Spetta ai rappresentanti attuali del territorio irpino ottenere questo risultato facendo leva su una estensione dell’intesa mai così articolata e proficua tra la galassia di Ferrovie dello Stato e la Regione Campania.

Lavori in corso sulla linea Avellino Salerno della Rai (repertorio)

E PENSARE CHE NEL 2012 ERA STATA CONDANNATA ALLA CHIUSURA… Aveva rischiato lo smantellamento nel 2012, due anni dopo lo stop imposto ai treni per Rocchetta Sant’Antonio, quando furono soppresse anche le corse residue per Benevento e Salerno. L’anniversario di domani è foriero di un rilancio per l’intera città di Avellino, se la prossima Amministrazione comunale saprà sfruttare il regalo storico che insieme nel 2016 il Governo nazionale, la Regione Campania e Rfi hanno fatto al Comune capoluogo con il Patto per il Sud siglato a Napoli da Vincenzo De Luca, Matteo Renzi e Claudio De Vincenti.

Il protocollo d’intesa per la qualificazione turistica della stazione ferroviaria di Avellino siglato il 2 gennaio scorso da attuare entro l’anno

Il commissario prefettizio di Avellino, Giuseppe Priolo

LE OFFICINE IRPINE, PORTA D’INGRESSO ALLE ECCELLENZE TIPICHE DELL’INTERA PROVINCIA: IL TERMINAL RIDISEGNA IL VOLTO ORIENTALE DI AVELLINO, ASPETTANDO L’ALTA VELOCITÀ. Il protocollo d’intesa siglato da Rfi, Comune di Avellino e Regione Campania, che lo scorso 2 gennaio il Commissario prefettizio Giuseppe Priolo ha confermato, nel 140esimo anniversario dalla inaugurazione del terminal consente di dare impulso proprio da qui al recupero della zona orientale della città, quella che prende forma da piazza Castello-piazza Amendola, prosegue per via Francesco Tedesco-Parco Santo Spirito e prosegue fino a Borgo Ferrovia-Pianodardine. Si tratta del nucleo urbano storico più ricco di reperti e testimonianze storiche, delle quali i resti del terminal originario rappresentano un esempio di archeologia industriale. Il progetto prevede la realizzazione di padiglioni dedicati alle informazioni turistiche, alla biglietteria e allo spazio commerciale comprensivo di un punto ristoro, con una esposizione di ferrovie e treni in miniatura allestiti in una mostra permanente dal Museo Nazionale di Portici “Pietrarsa”, la galleria dei prodotti tipici completa la cittadella di una stazione che si presta ad ulteriori interventi già previsti dal Comune di Avellino, come gli incubatori di impresa e spazi per insediare centri di ricerca collegabili all’Università di Salerno o alle attività industriali della vicina Pianodardine. Grazie al Pics, questa trama proseguirà risalendo il quartiere ferroviario del Borgo e via Francesco Tedesco, fino ad arrivare al centro storico e alla Dogana, luogo di scambio la cui traccia iniziale si perde all’inizio del primo millennio, al 1009. Con la elettrificazione, la stazione cittadina ritorna al futuro, perché recupera quella funzione di porta sulle eccellenze del territorio, vera ragione della sua realizzazione nella seconda metà dell’800. Se dovesse arrivare l’Alta Velocità e il collegamento diretto con Napoli, allora le possibilità di sviluppo sarebbero davvero illimitate, considerando la Zona Economica Speciale a Pianodardine, che proporrebbe Avellino e del suo hinterland come una delle principali piazze logistiche retroportuali de Mezzogiorno.

Il Prefetto Maria Tirone, la Presidente del Consiglio Regionale Rosa D’Amelio, l’assessore regionale Chiara Marciani e le altre autorità mescolate nella folla alla stazione ferroviaria di Avellino per aprire la lunga Giornata Internazionale della Donna

TERMINAL DELLA METROPOLITANA REGIONALE: LE POTENZIALITÀ. Comoda per chi proviene o deve raggiungere l’Ofantina bis (attraverso le Valli del Sabato, del Calore e dell’Ofanto), l’autostrada A16 Napoli-Canosa (quindi l’intera rete autostradale del Paese attraverso gli innesti), i principali assi interni al Capoluogo per Pianodardine (e l’altro versante della Valle del Calore in direzione Foggia), per il centro cittadino e la zona ospedaliera con la rinnovata ex Bonatti, la Stazione di Avellino sarà la porta d’accesso principale per pendolari, turisti e studenti. Con un accesso diretto alla Università di Salerno nel campus di Fisciano, ma anche nella direzione opposta verso l’ateneo beneventano dell’Unisannio, sarà una metropolitana perfetta per studenti e docenti. Per chi dovrà raggiungere Salerno per lo shopping, per lavoro o per turismo, sarà anche il mezzo più semplice per arrivare al mare, con il cambio a Salerno. Palazzo di Città e la Torre dell’Orologio, simbolo di Avellino.

LA LINEA OGGI. Oggi con la linea attiva la ferrovia unisce la città di Avellino a Salerno Irno, Fratte, Pellezzano,  Baronissi, Fisciano, Mercato S.Severino, Montoro Forino, Solofra, Serino, S.Michele di Serino in una direzione. A Prata Pratola Serra, Tufo, Altavilla Irpina Chianche Ceppaloni, Benevento Porta Rufina, Benevento Arco Traiano, dall’altro. Entro il 2020 la frequenza e la velocità di questi collegamenti sarà paragonabile a quelle di una metropolitana di tipo regionale. Il nuovo orario ferroviario invernale in vigore il 9 dicembre rafforza il ruolo di snodo per le zone interne del terminal sull’asse Salerno-Benevento.

La stazione ferroviaria di Avellino

Via l’Isochimica, la Stazione ferroviaria diventa la nuova Porta Est di Avellino: la sfida urbanistica

UN FUTURO DA SCRIVERE. Spetta al Comune di Avellino progettare il contesto urbanistico in cui il terminal dovrà essere calato con il nuovo terminal, posto al centro sull’asse di collegamento tra Salerno e Benevento. Garantendo ai suoi cittadini l’opportunità di servizi adeguati per consentir loro di accedere alla stazione, il Comune dovrà accorciare le attuali distanze tra centro città e Borgo Ferrovia. Parcheggi, innanzitutto, ma anche una riorganizzazione del trasporto pubblico urbano, sono necessari.

I padiglioni dell’antica stazione ferroviaria di Avellino

FERROVIA STRATEGICA PER DARE FORMA AI QUARTIERI DI “AVELLINO EST”. Accanto a questi capitoli, il dialogo tra l’amministrazione ed Rfi ha prodotto alla fine del 2016 ipotesi suggestive per il riutilizzo di spazi aperti e manufatti ferroviari in dismissione. Ottocenteschi capannoni e ricoveri per attrezzature e veicoli potrebbero essere in parte destinati a musei di archeologia industriale, in parte si riconvertirebbero in strutture per incubatori di impresa e insediamenti residenziali per gli studenti, capitalizzando il collegamento ferroviario veloce (circa venti minuti) con l’Università. Altri obiettivi annunciati, dal recupero dell’ex mattatoio, alla attivazione della metro leggera, all’utilizzo dell’ampio parcheggio annesso al terminal, completano un quadro di possibilità per ora ancora non calato in un vero e proprio disegno compiuto. Pur indissolubilmente connessi da un lato al sito industriale di Pianodardine, dall’altra al proposto corridoio ecologico dell’Area Vasta e, lungo il torrente Fenestrelle, fino al centro storico ad una via Francesco Tedesco non ricostruita dopo le demolizioni successive al terremoto del 1980, questi ambiti restano per ora episodi svincolati da una visione di insieme. Rinviato a dopo il voto di primavera l’aggiornamento di un Puc entrato in vigore dieci anni fa, l’impressione è che si dovrà attendere la fine dell’anno per mettere sul tavolo concretamente il futuro della città orientale, che ancora una volta sarà la ferrovia a disegnare, dopo quasi 140 anni dall’inaugurazione della stazione, nel 1879. La prospettiva e le potenzialità economiche di un collegamento ferroviario veloce sfuggono al dibattito pubblico, che stenta a definire un rapporto più organico tra ferrovia e città. Eppure dal 2015 molto è cambiato. Il terminal è stato rigenerato con investimenti poderosi che ne hanno qualificato il livello tecnologico, portato ai migliori standard europei di sicurezza, sostenibilità e rapidità.

Rosa D’Amelio, Presidente del Consiglio Regionale della Campania

Area Vasta, c’è ancora da firmare la delega regionale al Comune di Avellino. D’Amelio: piano da cento milioni che va attuato entro

DA NAPOLI L’INPUT AD ACCELERARE. Dopo aver sbloccato il Pics (il Piano Integrato Città Sostenibile), come ha fatto sapere nei giorni scorsi in una intervista a nuovairpinia.it la Presidente del Consiglio regionale Rosetta D’Amelio, la Regione Campania si appresta a delegare la città di Avellino nella programmazione degli interventi contenuti nel programma dell’Area vasta, comprensivo di una serie di progetti collegati. Tra questi figura il rifacimento della parte architettonica del terminal. Per il 140esimo anniversario la stazione storica di Avellino, tra le più antiche del Paese, metterà in cantiere il recupero dei padiglioni che proprio furono realizzati all’alba dell’Unità d’Italia. L’obiettivo è annunciare il via al programma entro la data dell’inaugurazione, collegando il rilancio del terminal avellinese a quello delle altre 16 stazioni lungo la linea storica per Rocchetta Sant’Antonio, in itinere.

Il Commissario prefettizio del Comune di Avellino, Giuseppe Priolo con il Governatore della Campania, Vincenzo De Luca dopo la firma in calce all’Accordo di Programma

IL TERMINAL RIENTRA NELLA STRATEGIA DI AREA VASTA SOSTENUTA DA 46 COMUNI. Sono cinque gli assi di intervento che ricalcano le direttrici strategiche del Por Campania 2014/2020 (Innovazione e sostegno alla competitività; Ambiente, patrimonio culturale e trasporti; Welfare; Sviluppo urbano sostenibile), con progetti quali il corridoio ecologico del Parco urbano intercomunale del Fenestrelle, i bacini del Sabato e dell’Alta Solofrana; il Sistema turistico-museale; gli interventi infrastrutturali e di sostituzione edilizia dei prefabbricati pesanti e l’attuazione dell’Agenda digitale, per circa 100 milioni di euro di finanziamenti da captare, ai quali avrebbero dovuti aggiungersi ed integrarsi ulteriori stanziamenti per progetti dei singoli Comuni aderenti. Il piano che si incrocia con gli investimenti di ammodernamento ed elettrificazione delle tratte ferroviarie irpine, in connessione con la rete regionale, e che aveva partecipato al fondo di rotazione della Regione, per l’avvio delle progettazioni esecutive.


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