Il sindacato in piazza a Roma per lo sciopero generale dell'edilizia. Il cartello esposto per protestare contro il blocco dei cantieri tra Lioni e Grottaminarda dove si sta costruendo una strada a scorrimento veloce che ha valore di raccordo tra Contursi e Termoli, tra le autostrade A1-A16, l'A2 e l'A14

Lioni Grottaminarda e Novolegno di Montefredane vertenze nazionali nello sciopero dell’edilizia. La Filca Cisl è a Roma alla manifestazione indetta per rilanciare un cambio delle politiche nei settori collegati alle Costruzioni. Serve un cambiamento netto sulle infrastrutture e i lavori pubblici, ormai alla paralisi in tutta Italia. La Strada a Scorrimento Veloce Lioni-Grottaminarda e la chiusura dello stabilimento Novolegno di Pianodardine sono le due grandi vertenze rappresentate questa mattina dalla nutrita delegazione irpina. Giovanni Lo Russo della Filca Cisl evidenzia che le battaglie sostenute in Irpinia hanno avuto risonanza nazionale e che la categoria attende risposte concrete dal Governo gialloverde, dallo sblocco dei cantieri alla ripresa generale del comparto che oggi registra la maggiore sofferenza nel circuito economico.

I lavoratori della Novolegno – Gruppo Fantoni in prima linea nello sciopero generale dell’edilizia a Roma
I lavoratori del settore edile e delle Costruzioni in corteo a Roma per chiedere al Governo un cambio radicale delle politiche portate avanti innanzitutto sulle infrastrutture

Grandi opere (e Lioni-Grottaminarda) congelate, l’Edilizia sciopera per 8 ore. Cisl: in piazza per difendere il futuro. Proclamato uno sciopero di 8 ore e una manifestazione a Roma di tutti i lavoratori del settore dell’edilizia. “La giornata di mobilitazione nasce con l’intento di dare un segnale forte per il comparto”, dichiara Mario Melchionna Segretario Generale Cisl IrpiniaSannio.

«La Politica a tutti i livelli e le Istituzioni devono necessariamente recepire le istanze del territorio! Le infrastrutture e le grandi opere sono oramai ferme da anni. Ciò significa penalizzare il nostro Paese in termini di sviluppo e di occupazione che inevitabilmente ricade su noi cittadini e sul territorio interessato dalle opere già in cantiere e bloccate, con la conseguente perdita di finanziamenti e di occasioni  di crescita. Occorre dare una risposta alle tantissime persone che hanno perso il lavoro e a chi ad oggi rischia di perderlo», si legge in una nota.

I sindacati chiedono «di sbloccare le grandi opere da Nord a Sud e di confrontarsi con il Governo per rilanciare l’intera filiera delle costruzioni, dall’edilizia ai materiali, dal settore del legno e arredo al cemento, dai lapidei al settore dei laterizi».

I sindacati chiedono «di sbloccare le grandi opere da Nord a Sud e di confrontarsi con il Governo per rilanciare l’intera filiera delle costruzioni, dall’edilizia ai materiali, dal settore del legno e arredo al cemento, dai lapidei al settore dei laterizi».

Le organizzazioni confederali forniscono i numeri della nuova crisi che ha investito il settore: «Il valore dell’edilizia nel Pil nazionale è passato dall’11,5 per cento del 2008 (prima della crisi) all’8 attuale», spiega Melchionna. «Nello stesso periodo il valore delle costruzioni nel Pil è crollato dal 29 al 17 per cento».

IL CASO DELLA LIONI-GROTTAMINARDA. Nel contesto difficile del Mezzogiorno la provincia di Avellino si segnala per casi drammatici, continua la Cisl Irpinia Sannio. «Il Sud ed in particolare il nostro territorio soffrono già da tempo le conseguenze della crisi di un comparto rilevante come quello dell’Edilizia», si legge. «Aziende importanti a rischio chiusura come quella della Novolegno, stabilimento di Arcella del Gruppo Fantoni, hanno già inviato lettere di licenziamento ai suoi 117 lavoratori, nonostante gli incontri e le richieste dei Sindacati di accettare la sfida di nuovi investimenti». Ma soprattutto, «se parliamo di grandi opere non possiamo non pensare all’importanza della Lioni-Grottaminarda ritenuta decisiva per lo sviluppo economico, commerciale e sociale delle Aree Interne e dell’intero Mezzogiorno, che rischia di rimanere incompiuta per la mancata conferma del commissario ministeriale» .

IL MONITO DELLA CISL IRPINIA SANNIO. Per queste ragioni, «difendere il futuro di questa importante infrastruttura significa difendere il futuro del nostro territorio e di noi cittadini. Con la mancata proroga del commissario ad acta si è pervenuti al blocco di fatto dell’opera e  alla sospensione dei lavori. È necessaria una assunzione di responsabilità al fine di evitare il prolungarsi di questo isolamento che pregiudica lo sviluppo sociale ed economico del nostro territorio, la perdita di una significativa occasione di sviluppo e di tantissimi posti di lavoro. I Sindacati da mesi hanno presentato una piattaforma con proposte concrete e fattibili per difendere il lavoro che c’è e per crearne di nuovo». Per queste ragioni, «la Cisl IrpiniaSannio e la Filca Cisl IrpiniaSannio domani saranno a Roma per manifestare insieme ai lavoratori del settore e ai cittadini. Chiediamo che le risorse stanziate vengano spese in tempi brevi, per tutte le grandi e piccole opere necessarie a creare sviluppo e occupazione», conclude Melchionna”.


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