Commercio natalizio al Corso Vittorio Emanuele di Avellino (repertorio)

A livello nazionale il competitor che preoccupa è il commercio on line. A livello locale, Avellino e provincia temono l’incombenza maltempo e la fuga verso i grossi centri commerciali.

Al via i Saldi, da oggi fino al prossimo 2 aprile. “La neve certo non incoraggia le uscite – dichiara il presidente di Confesercenti Avellino Giuseppe Marinelli – diciamo che lo shopping vero e proprio partirà dal prossimo fine settimana“.

Locandina Saldi

Anche per l’Irpinia si conferma il dato di riferimento a livello nazionale. Si stima infatti che ogni famiglia in media dedichi, “fuori busta”, l’importo di 280 euro per nucleo. Circa 122 euro a persona. A fare da traino, il settore abbigliamento e calzaturiero. Meno appeal per l’intimo e la biancheria per la casa. Di necessità virtù dunque. Questo il trend generale. Al Nord come al Sud.

Avellino esce male  dagli acquisti prenatalizi che hanno fatto registrare un segno meno stimato intorno al 20%. Una distinzione rispetto alla media nazionale che invece si attesta sui livelli del Natale 2017. La campagna sconti è attesa dai commercianti come l’alba dopo la dispnea notturna. Fiduciosa Confesercenti Avellino che, nelle parole di Marinelli, dichiara: “noi prevediamo un aumento della spesa media. Auspichiamo inoltre il ricorso al negozio di vicinato e al piccolo punto vendita in generale. Tra l’altro, tenere in vita un centro città dedito al commercio significa avere una realtà vitale. Nel recente passato in segno di protesta alle ore 18.00 di pomeriggio abbiamo spento le luci di tutti i negozi. La città era al buio. Questo per dire agli utenti che è nell’interesse di tutti avere un centro vivo. Il commercio in questo momento rappresenta la chiave di svolta della città. E tutti siamo chiamati a fare la nostra parte”.

In provincia si sono attivate molto realtà come Ariano Irpino e Atripalda. Avviate infatti una serie di iniziative natalizie per rendere attrattivi i centri dei borghi, vista la congiuntura socio-economica poco favorevole. Uno sforzo e un propulsore da parte degli enti comunali per attirare utenti e quindi potenziali clienti.

La sfida dunque è quella di differenziarsi. Per consulenza delicata e mai invadente al cliente, qualità del servizio e del prodotto, capacità di soddisfare le esigenze dei consumatori. Ovviamente è importante la volontà delle parti in gioco, l’entusiasmo e la capacità (forse da ritrovare) di vivere e tessere relazioni con l’altro, di sperimentare il contesto comunitario e aggregativo della “piazza”.

Lo scotto del commercio all’interno delle city riguarda anche realtà come Mantova e altre città della Lombardia. Qui il pericolo grosso è dato dal commercio on line. Tant’è che sono in atto varie strategie come i Centri Commerciali Naturali, progetto, tra l’altro in cantiere anche per Avellino.

Pare andare meglio il pil dei residenti dei Comuni della provincia dove in generale “si ha una maggiore propensione al consumo”, dichiara Marinelli.

La percentuale di sconto “sarà decisa discrezionalmente dai commercianti o direttamente dalla politica del brand” prosegue Confesercenti. I dati, che si auspicano siano in attivo, si avranno nelle prossime settimane.

Commercio natalizio al Corso Vittorio Emanuele di Avellino (repertorio)

Intanto la titolare di un esercizio in pieno centro si dice pessimista rispetto alla risorsa “Città di Avellino” che si distingue per qualità della vita e la scarsa propensione al consumo. Dato secondo la signora Vozzella dalla “crisi del settore edile in primis, sintomo lampante di una difficoltà sistemica dell’indotto economico di Avellino”. La voce dalla pancia delle piccole e medie imprese cittadine non indugia nel dire che “forse delle politiche amministrative passate non hanno agevolato molto però il problema è dato anche dalla prospettiva occupazionale di medio lungo termine che non rende questa città, che adoro, appetibile. I fitti sono cari e molti vanno via. Chi spende, spesso, proviene dall’hinterland. Il centro non dà segni di vigore”.


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