“Zes, pronto credito per nuova industria”
Melchionna: ampliare l’area

Intervista al segretario generale della Cisl Irpinia Sannio, sulle ricadute irpone della Zona Economica Speciale. Il Consiglio Comunale di Ariano scrive alla Regione e chiede la modifica del perimetro, che esclude il territorio arianese e il sito individuato per la stazione Hirpinia

L’ex Ministro per la Coesione Territoriale e il Mezzogiorno Claudio De Vincenti era intervenuto sulle colonne del Corriere del Mezzogiorno per sollecitare il Governo Conte a produrre gli atti necessari a rendere operative le due Zes – Zone Economiche Speciali – già costituite (Campania e Calabria) nel Mezzogiorno.

Il Ministro per lo Sviluppo Economico Luigi Di Maio aveva poi replicato da Nola sull’accelerazione in corso per la definizione del comitato di indirizzo per rendere operative le aree a partire dalla Campania. In questa partita si inserisce la Valle Ufita, classificata Zes e indicata come zona retro-portuale di Salerno per gli scambi commerciali. Secondo gli analisti, una volta attuata la Zes, la ricaduta degli investimenti può rivoluzionare la geografia politica ed economica della provincia.

Il Governo Gentiloni aveva fissato le condizioni per inserire i porti del Mezzogiorno nel processo di più ampio respiro sulla logistica del Mediterraneo attraverso le Vie della Seta. L’interesse per il percorso è dimostrato dalle maggiori banche nazionali, a cominciare da Intesa San Paolo-Banco di Napoli, che ha già predisposto una linea di finanziamenti di 1,5 miliardi a favore degli investimenti nelle Zes meridionali. “Una virata sull’andamento complessivo delle aree interne, insomma, che se realizzata, dovrà necessariamente essere sostenuta da tutte le forze sociali, istituzionali e imprenditoriali” spiega il segretario generale della Cisl Irpinia Sannio Mario Melchionna nell’intervista rilasciata a Nuova Irpinia.

Melchionna, il Ministro Di Maio ha annunciato a breve la partenza dell’area Zes in Ccampania, che in Irpinia interessa la Valle Ufita.

“La Cisl si è sempre battuta per ottenere il riconoscimento della Zes per Avellino e Benevento- quest’ultima era rimasta fuori in prima battuta. Si tratta di un moltiplicatore di possibilità: consentirà maggiori investimenti sul territorio, che dunque sarà più attrattivo. È una partita nuova che si apre per l’Irpinia e per la Valle Ufita: con il rilancio della IIA, la costruzione della stazione Hirpinia e i collegamenti autostradali che già ci sono, possiamo diventare un crocevia fondamentale nel Mezzogiorno”.

Le procedure per la Zona Economica Speciale sono iniziate nel 2016, e nonostante i passi in avanti, mancano ancora dei ‘tasselli amministrativi’ da completare. Qual è la forbice che separa l’economia dalla politica di indirizzo?

“Purtroppo sappiamo benissimo che in Italia la burocrazia è molto lenta e l’augurio che possiamo fare è quello di ottenere quanto prima le agevolazioni necessarie: non esiste che gli imprenditori seguano i tempi della politica, e temo che col passare del tempo possano mutare gli scenari e si vada ad investire altrove”.

Valle Ufita occupa una posizione geograficamente strategica in grado di costruire a raggiera una fitta trama di collegamenti. Sono decine i comuni coinvolti, così come le aree Pip  confinanti che potrebbero essere assorbiti da una ipotetica espansione.

“Purtroppo la Cisl ha constatato una nota dolente su questo piano: il perimetro della Zes sancito dalla Regione taglia in due l’area di Valle Ufita. Il confine è determinato proprio dagli stabilimenti della ex Irisbus (attuale IIA), che stabilisce il confine a pochi metri dal territorio che fa capo ad Ariano Irpino”.

Continui. 

“Si tratta di un aspetto che deve essere corretto, soprattutto alla luce dei lavori di costruzione della stazione Hirpinia che ricade sullo stesso territorio, e su cui si è già pronunciato il Comune di Ariano con un deliberato del consiglio comunale, in cui l’amministrazione chiede alla Regione Campania di modificare i confini. La Regione ha ripartito gli ettari destinati, e sono certo che adottare una modifica è possibile”.

Le aspettative sul territorio intanto oscillano fra lo scetticismo di chi non crede nella celerità del Governo, e fra l’entusiasmo di qualche imprenditore alla finestra in attesa della disponibilità di infrastrutture, semplificazioni burocratiche e incentivi fiscali.

“È necessario e urgente avere tempi certi e il plafond di risorse destinate. L’accelerazione sul questo processo è richiesta dal momento storico, altrimenti si rischia che un’ottima idea come questa possa essere svilita. L’invito mio e della Cisl Irpinia Sannio è rivolto alla Regione Campania a completare gli adempimenti, e al Governo a definire l’operatività della piattaforma”.

Se applicata, la manovra interseca le misure dei bandi regionali legate all’imprenditoria e alle start up, con le agevolazioni fiscali. Lei rileva delle criticità?

“L’aggregazione deve considerare maggiormente le politiche giovanili e le persone escluse dal ciclo produttivo per effetto della crisi. Darei priorità ai giovani campani e del Mezzogiorno in generale per rispondere alla domanda di lavoro che sarà generata. Ci sono tantissimi operai in mobilità e che non godono più degli ammortizzatori sociali”.

Quale segmento produttivo andrebbe sviluppato secondo lei in Valle Ufita?

“L’area si presta a diversi insediamenti, e tengo a specificare che la priorità dovrà essere data alle strutture già esistenti. Insistono diverse aree Pip e industriali collegate come quella di Venticano, che introduce ad un collegamento con l’area del beneventano, e che rappresentano la base per una trama industriale di valenza regionale”.

Sull’area industriale ufitana, infine, insiste anche un progetto dell’Asi di Avellino per la costruzione del polo del freddo collegato all’industria agroalimentare.

“Il progetto è ancora in piedi, e riguarda la possibilità di collegare l’industria manifatturiera dell’agroalimentare con la ferrovia e il trasporto merci; tant’è che è stata proposta e approvata una variante sui lavori della linea ferroviaria dell’alta capacità e della stazione Hirpinia, che prevede un braccio ferrato in grado di agganciare la tratta all’area industriale”.

Gli amministratori dell’Alta irpinia guardano con vivo interesse alle dinamiche e agli interventi che riguardano la zona ufitana, senza risparmiare sottolineature, nè paragoni con le aree industriali dell’ex Cratere.

“In Valle Ufita stiamo parlando di annunci. L’Alta Irpinia invece ha delle grandissime potenzialità derivanti dal progetto pilota. Ci sono tanti fondi messi a disposizione dai bandi e la zona ha ottenuto la classificazione di ‘area di crisi non complessa con Lacedonia e il Calaggio. Mi piacerebbe che si mettesse in campo la politica del fare e non il solito piagnisteo”.

Guardare avanti significa adottare una politica di attrazione degli investimenti. Chi deve avere questo ruolo?

“I sindaci in primo luogo. Loro hanno la responsabilità di catturare l’attenzione delle imprese, snellire la burocrazia, e spingere per migliorare le infrastrutture e i collegamenti”.

Su questo punto, la dotazione della banda ultralarga si dirige in tal senso, ma non è ancora stata valorizzata come dotazione infrastrutturale.

“La banda ultralarga è un investimento immateriale utile non solo alle aree industriali, ma anche a tutta la rosa dei servizi e del terziario, oltre che all’ospedale e ai singoli cittadini. Questo è un elemento fondamentale da spendere oggi per definire la cifra della qualità della vita. Per questo è necessario cambiare registro e rimboccasi le maniche”.

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