ZES Valle Ufita, Confindustria: vigileremo su tempi e procedure

Giuseppe Bruno, presidente dell'Unione Industriale di Avellino e Vincenzo Sirignano a capo dell'ASI, intervengono sulla notizia relativa agli ultimi atti governativi per l'attuazione della ZES in Valle Ufita. "Aspettiamo i decreti attuativi. Serve una semplificazione sulla giustizis civile"

“E’ importante dare attuazione alla ZES e quindi procedere con i decreti attuativi”. Così Giuseppe Bruno, presidente di Confindustria Avellino, forte dell’intensa e continua attività di marketing territoriale al servizio dell’Irpinia.

Il capo di Confindustria afferra la notizia rilanciata dal Vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio e dichiara: “se ne parla già da troppo tempo”. Placet per la conferma del riconoscimento ma attenzione “a tre emergenze collegate all’attuazione della ZES e in particolare all’avvio di nuove attività produttive in Valle Ufita – dichiara Bruno e prosegue – si tratta della risorsa tempo, della giustizia e delle infrastrutture. Possiamo fare qualcosa se, come sistema Paese, poniamo le condizioni per poter investire”.

Sguardo lungo per Confindustria Avellino che contestualizza il riconoscimento ZES per la Valle Ufita in un mercato di investimenti globalizzato. “Gli imprenditori quando cercano di capire dove è più opportuno investire demordono rispetto ad una giustizia inefficace e probabili inceppi di natura penale. Poi le infrastrutture. Non possiamo ancora impiegare (inutilmente, ndr) del tempo per argomentare sulla pertinenza o meno della stazione Irpinia. Non è concepibile”.

Troppe lungaggini, costi alti, chiacchiericcio che lede l’economia che nel fattore temporale trova la leva principale. Sono le condizioni generali che, in Italia, quindi anche in Irpinia, devono cambiare di pari passo con l’arrivo delle dichiarazioni in merito alle aree ZES in Campania.  “Le merci da noi arrivano il problema è che su di esse poi gravano costi ancora troppo alti. Su questi aspetti bisogna agire. Con i fatti”.

Un monito e una spinta all’Italia pigrona. Ricca di forza lavoro, di talenti, di risorse locali che il mondo ci invidia e che pure si blocca nella trappola dei tempi e del sistema giudiziario. Tutti fattori che, inseriti in una realtà già da anni schiaffeggiata dalla zelante realtà imprenditoriale internazionale, devono necessariamente adeguarsi. Mettersi in riga e ‘superarsi’ per essere realmente competitivi

Sulla stessa linea il presidente dell’ASI Vincenzo Sirignano che dichiara: “aspettiamo che tutto venga messo in pratica. Occorrono i fatti. Occorre leggere la governance e vedere come è fatta. È una grossa opportunità cui far seguire azioni concrete”.