La Democrazia Cristiana torna come Fondazione, a un quarto di secolo dallo scioglimento del partito, avvenuto il 18 gennaio 1994 in due tempi, in una giornata che ha visto nascere a distanza di poche ore il Ccd e il Ppi. Gianfranco Rotondi, che con Rocco Buttiglione presiederà la Fondazione Democrazia Cristiana intitolata a Fiorentino Sullo, ha spiegato ieri a Montecitorio che la fine dei partiti direttamente eredi dello Scudo Crociato non è la liquidazione di una idea politica, ma il suo opposto. Nel contesto attuale, dominato dai populisti, la Destra nel Paese è completamente occupata da Matteo Salvini e dalla Lega, ha spiegato. Compito della Fondazione sarà raccogliere e tenere vive le idee della Democrazia Cristiana, rilanciarne la lezione e la prospettiva, diffondendone i princìpi e i valori democratici nella cultura politica della società italiana (ed europea) di oggi. Non più partito organizzato, la Dc non dovrà tesserare e far eleggere propri rappresentanti sotto il proprio simbolo, ma contribuire a orientare i cristiani, i laici democratici, i liberali e riformisti, spingendoli all’impegno per la Repubblica in alternativa ad una Destra con la quale ritiene impossibile il dialogo. I democratico cristiani sono e saranno invariabilmente  contro Matteo Salvini, come ha ribadito a Silvio Berlusconi, considerato da Rotondi il leader politico che oggi in Italia ha la responsabilità di tutelare la storia democristiana, in quanto rappresentante nel Belpaese del Partito Popolare Europeo.

Lo Scudo crociato contro il totalitarismo e il comunismo in un manifesto elettorale famoso della campagna elettorale italiana nel 1948
Alcide De Gasperi in un appassionato comizio elettorale. Il fondatore della Dc è stato da Presidente del Consiglio protagonista assoluto della ricostruzione materiale e morale italiana dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale

UNA TERZA FASE PER LA FORZA POLITICA FONDATA DA DE GASPERI. L’alternativa delle idee prende forma con questa fondazione che segna la terza fase della vita democristiana. Nata nel 1942 per ricostruire l’identità, la democrazia e la speranza di un Paese annientato dalla dittatura fascista, per 52 anni ha difeso la libertà di un popolo dalle minacce eversive interne ed esterne, nel contesto cinico e implacabile della Guerra Fredda, prima di finire travolta dalle macerie del Muro di Berlino e dalla fine di un’epoca nei primi anni ’90. Costretta alla diaspora nel 1994, stritolata dal bipolarismo all’italiana per 18 anni, dalla cui morsa si è liberata in rari casi (come nella elezione del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, il 30 gennaio 2015), dal 12 luglio 2019 riapre il fronte contro la Destra italiana sul piano culturale, quindi politico. Questo il messaggio lanciato dai protagonisti della Fondazione Fiorentino Sullo, che custodirà il simbolo e la matrice culturale del partito fondato nel 1942, per 52 anni alla guida del Paese direttamente, prima della dispersione in altre forze del suo ceto politico, ma non della sua tradizione, rimasta un modello non ripetibile per 25 anni. Per questo ieri, venerdì 12 luglio, nella sala della Regina alla Camera dei deputati, la Fondazione ‘Democrazia Cristiana’ è stata presentata proponendo la opzione di un ritorno di quella tradizione in forma moderna. Il dibattito ha sviluppato un eloquente tema “Ci rivedremo in Centro?”.

IL DOVERE DEI DEMOCRATICO CRISTIANI NELL’ITALIA ATTUALE. “Berlusconi non è solo il leader di Forza Italia, ma anche di un’area democristiana che gli è stata leale e che oggi esprime una veduta diversa sulle alleanze”, ha spiegato Gianfranco Rotondi, presidente della fondazione Dc, presentando a Roma il pensiero e la prospettiva della nuova fondazione Dc. Con lui: Ubaldo Livolsi (Italia Semplice), Achille Colombo Clerici (Istituto Europa Asia), Francesco Verderami (Corriere della Sera), Fabrizio D’Esposito (il Fatto Quotidiano), David Allegranti (il Foglio). I lavori sono stati introdotti da Gianfranco Rotondi, sotto la presidenza di Mario Tassone, con le conclusioni affidate a Rocco Buttiglione. In questo contesto e con tale responsabilità il Cavaliere deve allontanarsi da una alleanza con la Lega assolutamente non compatibile con la tradizione democratico cristiana.


Gianfranco Rotondi presenta a Montecitorio la Fondazione Dc | Intervista video di Radio Radicale

Democrazia Cristiana, il simbolo negli ultimi anni

LA DC NEL NUOVO QUADRO POLITICO. Se non si è conclusa ieri la diaspora democristiana iniziata il 18 gennaio 1994, certamente si è sancita la fine della collaborazione con la Destra. Da ieri idealmente la frattura sulla linea professata da Mino Martinazzoli tra la fine del 1993 e l’inizio del 1994 si è risolta. Lo ha spiegato bene Gianfranco Rotondi. A Destra oggi Matteo Salvini ha occupato l’intero campo, mutando geneticamente lo schieramento che ai tempi dello scioglimento della Dc si proponeva come l’approdo liberale dei moderati. In una intervista resa a Il Giornale nel dicembre scorso, Rotondi si è spiegato con chiarezza su questo punto:  “Io non sono mai stato un democristiano di sinistra, sono sempre stato un moderato del centrodestra ma è chiaro che con questo governo abbiamo davanti scenari nuovi. Praterie. Lo dico anche al presidente  Berlusconi. Dovrebbe resettare il messaggio. Il presidente dice che i 5 Stelle sono brutti sporchi e cattivi. Noi invece diciamo che anche la Lega è brutta sporca e cattiva. Per questo ci considerano credibili”. Recentemente, uno dei maggiori dirigenti della Democrazia Cristiana, Ciriaco De Mita, fondando il suo Movimento Popolare, ha spiegato che per i democratico cristiani questo è il tempo del ritorno alle origini con la riscoperta del popolarismo. Non è più a sinistra che si scruta il pericolo, ha detto in sostanza. La chiamata alla mobilitazione è la medesima fatta dalla Cei, dai Vescovi italiani, attraverso il loro massimo rappresentante, il Cardinale Gualtiero Bassetti.

La sede storica della Dc in piazza del Gesù a Roma nel palazzo Cenci Bolognetti

Al di là della militanza in un partito, dovere dei cattolici è difendere valori e princìpi di una visione del mondo e dell’uomo, che nella Dottrina Sociale della Chiesa viene prima di ogni altra considerazione e logica. Con la nascita della Fondazione, un altro tassello su aggiunge alla costruzione del nuovo ordine politico, che sarà chiaramente visibile nell’Italia dei prossimi mesi.

NELLA STESSA GIORNATA LA CASSAZIONE HA CONCLUSO LA DISPUTA SUL SIMBOLO DC. Con la sentenza della Cassazione n.18746 depositata ieri, in cinque pagine i magistrati hanno concluso anche la battaglia di Angelo Sandri per ottenere il riconoscimento del simbolo. Nello stesso giorno in cui la Fondazione “Democrazia Cristiana” ha ricevuto il simbolo per custodirlo, è cessata anche l’ultima delle tante contese rimaste aperte dal 1994.


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