Avellino potrebbe rappresentare un laboratorio politico nazionale in primavera. A poche settimane dalle primarie che riscriveranno la storia del Pd e del Centrosinistra dopo il crollo del 2018, mescolati alle dichiarazioni ufficiali arrivano i primi segnali di ciò che potrà avvenire tra pochi mesi. Il dato notturno dell’Abruzzo ha certificato il ritorno alle coalizioni.

La vittoria netta del centrodestra nelle elezioni regionali in Abruzzo davanti al Centrosinistra allargato relega il Movimento Cinque Stelle a terza forza. Se Marco Marsilio sarà il prossimo governatore d’Abruzzo con una vittoria conseguita sfiorando il 50 per cento dei voti, il 35 dell’inseguitore Giovanni Legnini dice che oltre l’80 per cento dell’elettorato di quella regione si riconosce nelle coalizioni tradizionali, per quanto oggi profondamente diverse da ciò che erano.

Nicola Zingaretti alla convenzione nazionale del Partito Democratico

A destra guida Matteo Salvini su un Cavaliere ansioso di mandare a casa Beppe Grillo e Luigi Di Maio, mentre a sinistra solo dopo le primarie si potrà delineare lo scenario che Enrico Letta e Romano Prodi descrivono come un nuovo potenziale Ulivo nel segno di Nicola Zingaretti.

Toccherà alla Lega decidere se staccare la spina ad un Premier oggi indebolito dai riflessi elettorali frutto di una politica economica fino ad oggi infruttuosa. Se lo farà, intorno al Carroccio potrà svilupparsi un Centrodestra o Destracentro attrattivo, in grado di proporsi anche sui territori, dove da mesi recluta i delusi dei poli tradizionali. Altrimenti, se preferirà tenere a Palazzo Chigi Giuseppe Conte fino al voto delle eiropee, alle prossime amministrative potrebbero essere realizzate in diverse città le cosiddette alleanze europeiste, dal Pd a Forza Italia, contro il fortino già provato dell’asse gialloverde.

Tra queste città potrebbe esserci Avellino. Le voci di una possibile convergenza tra Pd e Forza Italia hanno trovato una prima conferma nella posizione espressa dall’ex capogruppo in Consiglio comunale, Ida Grella. Intervistata da Nuova Irpinia, ha aperto spiragli ad una convergenza che da mesi propone il deputato azzurro Cosimo Sibilia e che, va sottolineato, risponderebbe ad una esigenza già espressa dal consigliere regionale Maurizio Petracca, che aveva sollecitato già per le elezioni provinciali una aggregazione tra riformisti, liberali e moderati. Grella ha parlato da componente del fronte che sostiene la candidatura di Nicola Zingaretti, anticipando un tema che tra pochi giorni la sua parte potrebbe sostenere da una posizione di maggioranza all’interno del suo partito.

Ida Grella, esponente di Areadem, componente del Partito Democratico e referente dell’Associazione Democrazia Compiuta

La soluzione europeista si imporrebbe anche per ragioni locali. La frammentazione del vecchio centrosinistra, con autocandidature e liste civiche, mette a rischio nuovamente la stabilità di cui la città ha disperato bisogno per risolvere i suoi problemi, sostengono all’interno dell’area vicina al Governatore del Lazio. E del resto, nelle dichiarazioni pubbliche, sia Enzo De Luca che Rosetta D’Amelio, cioè i referenti delle aree con più iscritti, parlano di fase nuova, che deve proporre all’elettorato soluzioni autorevoli in grado di assicurare ai cittadini competenze e sobrietà, pur nella determinazione sulle soluzioni. Un candidato che risponda a queste caratteristiche dovrà essere sostenuto adeguatamente in consiglio comunale, se eletto, per evitare di far naufragare sugli scogli dell’utilità marginale le buone premesse della campagna elettorale. Di qui la necessità di convergenze basate sulla esigenza del buon governo, con il ritorno della politica, è il ragionamento.

Gianluca Cantalamessa, deputato e coordinatore regionale della Lega, ad interim responsabile del partito ad Avellino

Sull’altro fronte, Lega e 5s giocano partite diverse. Il Carroccio organizza i giovani, ma apre le porte agli amministratori locali delusi dalle attuali o precedenti esperienze. Il disegno è cercare di radicare un simbolo che oggi punta ad approfittare della difficoltà in cui è scivolato l’alleato parlamentare. Il Movimento Cinque Stelle è costretto ad elaborare una strategia di rilancio, dopo la caduta del suo sindaco, ma si presenta all’appuntamento in ordine sparso. Non sarà facile liquidare tutta l’esperienza Ciampi, nè difenderla così com’era. Le tante ambizioni che emergono dicono che la strada è per ora in salita.

Da sinistra: Matteo Salvini, Ministro dell’Interno, il Premier Giuseppe Conte e il Ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio
La firma a Caserta dei Protocolli con la Regione Campania sulla Terra dei Fuochi

ELETTORATO CONFUSO E SENZA RIFERIMENTI. Gli ultmi sondaggi pubblicati dal Corriere della Sera ieri, sabato 9 febbraio, lo dimostrano. A fronte del calo delle forze di governo, con i Cinque Stelle sotto di otto punti rispetto al dato elettorale del marzo 2018, non c’è un’avanzata delle forze di opposizione. Ma per Lega e pentastellati l’allarme resta. Quasi un italiano su due tra gli intervistati non ha scelto alcuna forza politica. C’è una potenziale forte mobilità del consenso che attende di essere organizzata.


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