Pd: faccia a faccia tra Ciarcia e Di Guglielmo per l’unità

L’ex candidato alla guida del partito irpino ed attuale presidente dell’Alto Calore ha confermato di essere intenzionato a ritirare l’esposto presentato contro il numero uno di Via Tagliamento, subito dopo il congresso provinciale. Chiesto l'ingresso delle componenti di opposizione negli organismi dirigenti.

Michelangelo Ciarcia

Faccia a faccia tra Ciarcia e Di Guglielmo. A Via Tagliamento si tratta la tregua, sul tavolo il ritiro del ricorso in Tribunale, contro l’elezione del segretario provinciale.

L’ex candidato alla guida del partito irpino ed attuale presidente dell’Alto Calore ha confermato di essere intenzionato a ritirare l’esposto presentato subito dopo il congresso provinciale, disertato dall’asse costruito da franceschiniani, decariani e Luigi Famiglietti, a causa delle presunte irregolarità registrate nell’anagrafe degli iscritti, che ha poi determinato la platea dell’assise.

Giuseppe Di Guglielmo, segretario provinciale del Pd Avellino

Il numero uno dei Democratici ha accolto positivamente il segnale dell’ex avversario, ma restano ancora da approfondire e definire diversi dettagli, da entrambe le parti.

Ciarcia si è già confrontato sulla questione con l’ex senatore Enzo De Luca, che da tempo sollecita l’avvio di un dialogo tra le componenti del partito e nello specifico con l’area di riferimento della segreteria (i riformisti vicini alla presidente del consiglio regionale, Rosetta D’Amelio), ed il deputato Umberto Del Basso De Caro. Nel ragionamento dovrà essere coinvolto anche l’ex parlamentare, Luigi Famiglietti.

Allo stesso modo, Di Guglielmo dovrà riferire ai membri dell’esecutivo e alla sua componente di riferimento la volontà di Ciarcia, ma anche assumere una decisione sull’apertura di credito richiesta, che in concreto significa rimescolare le carte negli organismi dirigenti, nei quali non sono presenti le altre correnti.

La conferma dell’incontro e dell’avvio del percorso, giunge dallo stesso Michelangelo Ciarcia: «Il ricorso è ormai superato dal tempo e dai fatti. Ha avuto una sua motivazione, che a mio parere era oggettivamente fondata, ma che adesso non ha più senso. Quando la scorsa primavera ho deciso di partecipare alla corsa per la guida del partito, ho fatto sino in fondo una battaglia politica in cui credevo, insieme ai dirigenti e agli iscritti con i quali abbiamo definito una linea comune. Ma adesso la situazione è cambiata. Rivesto un ruolo istituzionale e non posso più stare nell’agone politico e portare avanti il contenzioso».

La presidente del consiglio regionale, Rosa D’Amelio
Da sinistra nella foto: Assunta Tartaglione, Umberto Del Basso De Caro ed Enzo De Luca, insieme al Teatro Gesualdo in occasione della manifestazione referendaria dell’allora premier Matteo Renzi

L’esponente del Pd sottolinea che nel frattempo sono cambiati gli equilibri interni al partito e gli obiettivi politici della formazione e dei singoli protagonisti: «Le posizioni sono cambiate e siamo in una fase in cui bisogna guardare avanti. Il partito ha bisogno di unità. Il ricorso poteva avere senso sul momento, ma dopo così tanto tempo, appare come una forzatura. Ho quindi l’esigenza di archiviare la querelle». (Leggi l’articolo)

Ma l’operazione non si potrà chiudere se dall’altra parte non vi sarà disponibilità ad inserire anche le correnti dell’opposizione interna in direzione ed eventualmente in segreteria. La richiesta è stata esplicitamente avanzata da Ciarcia, ma la riposta potrà arrivare soltanto dopo una consultazione di Di Guglielmo con la sua parte.

Le parole di unità che arrivano dalla campagna congressuale sembrano agevolare l’accordo, ma nel partito non manca chi preferisce la contrapposizione,

Ciarcia vorrebbe bruciare le tappe, anche perché probabilmente non crede nella possibilità che il ricorso possa avere esito positivo. Ma anche il segretario provinciale, dopo l’allontanamento di Gianluca Festa, potrebbe cercare di costruire nuovi scenari.

«Vedremo – ha precisato il presidente dell’Acs – se si concretizza l’intesa. Non si può più vivere la condizione di separati in casa. Occorre quindi costruire le condizioni».

Largo del Nazareno, dove si trova la sede del Partito Democratico a Roma

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