Il segretario generale Cisl Irpinia Sannio Mario Melchionna

Dodici aziende esposte per decine di milioni di euro che rischiano il fallimento, 200 unità lavorative senza stipendio e un’opera al’80 per cento del completamento, che in caso di annullamento dovrebbe essere smantellata, creando un costo sociale altissimo in termini di economie locali e di prospettive di sviluppo, ed esponendo lo Stato a richieste risarcitorie altissime. Tutto per avere chiuso la struttura commissariale di Governo e la stazione appaltante della Lioni- Grottaminarda.

Al termine della doppia assemblea di Grottaminarda (prima nei locali della Cisl e poi presso il Municipio), convocata questa mattina dalle sigle sindacali del comparto edile di Cgil, Cisl e Uil, sono state confermate le ipotesi già lanciate ieri mattina nel corso della riunione che si è tenuta presso il cantiere alla presenza dei sindacati di categoria, delle maestranze e imprenditori: informare il Prefetto di Avellino e chiedere di farsi promotrice di un vertice in Prefettura con i sindacati, Confindustria, amministratori locali, Regione Campania e Governo.

Il segretario della Cisl Irpinia Sannio Mario Melchionna e il sindaco di Grottaminarda Angelo Cobino

“La Lioni- Grottaminarda occupa uno dei primi posti dell’agenda del sindacato, ma abbiamo ritenuto farci promotori di un momento di sensibilizzazione istituzionale rispetto ad un problema serio che questa provincia si trova ad affrontare” spiega Mario Melchionna, segretario generale della Cisl Irpinia Sannio. “Sono a rischio i livelli occupazionali, le aziende subappaltatrici dei lavori, i fornitori e le attese sulle ricadute che l’opera comporta sul territorio” continua.

Melchionna sottolinea che il completamento dell’opera è necessario alla definizione di una visione strategica già ampiamente acquisita dal territorio, e su cui soon già state avanzate ipotesi di investimenti e crescita economica. “La Lioni- Grotta collega il Tirreno all’Adriatico, si aggancia al casello autostradale di Grottaminarda, alla stazione ferroviaria dell’alta capacità e alla piattaforma logistica di Valle Ufita: cade terribilmente in errore chi immagina di avere ancora bisogno di un’analisi costi-benefici; così come cade in errore chi non considera che il tracciato che è un’opera fondamentale per la Campania interna e per il tutto il Mezzogiorno d’Italia”.

Il documento stilato dai sindacati e sottoposto al Prefetto di Avellino

A detta del segretario Cisl, ogni giorno che passa senza una soluzione, crea un danno alla comunità. “Non si è mai visto un Governo eletto con un mandato retroattivo: non si può mettere mano alla programmazione del 2012, e abbiamo necessità di capirne le intenzioni. Se si vuole interrompere la costruzione di una strada all’80% del suo completamento, non possiamo parlare ancora di analisi costi- benefici” tuona Melchionna.

“Il report sulla convenienza di un’opera infrastrutturale si richiede a monte, ancora prima della progettazione: oggi non si può distruggere quello che è stato fatto, a maggior ragione se non si tratta di uno spreco di denaro pubblico. Noi lanciamo un appello al Governo nazionale affinchè ci dia una risposta e nel più beve tempo possibile”.

La chiusura dell’Unità di Missione del Commissario ad Acta Filippo D’Ambrosio ha innescato la nascita di una vertenza nella vertenza: le imprese subappaltatrici dei lavori e i fornitori avanzano un credito a sei zeri nei confronti dei consorzi appaltatori dell’opera, e sono sull’orlo del fallimento. Gli imprenditori chiedono infatti che il pagamento alle imprese locali avvenga dalla cassa centrale del Ministero, bypassando il trasferimento ai consorzi. “Siamo alla guerra anche fra i vari livelli di competenza; e questo è inammissibile” aggiunge il segretario.

Il Governatore della Campania Vincenzo DE Luca a Grottaminarda in occasione della inaugurazione dei cantieri stradali nel 2015

In attesa di un pronunciamento da parte del Ministero delle Infrastrutture e del Governo centrale, si guarda con interesse anche alla Regione Campania, che potrebbe acquisire la titolarità dell’opera, “a patto che il Governo trasferisca le competenze tramite una legge apposita” come aveva annunciato Luca Cascone, presidente della Commissione regionale Viabilità e lavori pubblici; ma anche che si faccia carico del pagamento dell’Iva. “L’ipotesi della Regione non è da scartare: per questo chiediamo che al tavolo tecnico in Prefettura ci sia anche la Regione Campania. Anche se è quantomeno assurdo che si debba procedere al trasferimento della titolarità dell’opera quando la stazione appaltante c’è e può essere riconfermata” ribatte.

“E’ stata interpellata anche l’Anas su questo aspetto, ma si è dichiarata disponibile alla gestione, non al completamento dell’opera, che deve essere necessariamente portata a termine dal Ministero. Sono sconcertato dalla superficialità con cui si affrontano le questioni, e vorrei che questo modo di fare “attendista” perda i connotati della superficialità e venga accantonato dai rappresentanti di Governo per infondere una nuova fiducia al Paese. La vertenza della Lioni- Grotta non esisteva: è stata creata” conclude.

Gli industriali intanto, fanno quadrato intorno alle aziende edili e impegnate sul movimento terra. Il Presidente di Confindustria Avellino Pino Bruno ha promosso un nuovo incontro in tarda mattina con gli imprenditori per vagliare altre ipotesi di soluzioni ed impedire il tracollo, e l’Ance di Avellino ha chiesto un incontro con il Sottosegretario agli Interni Carlo Sibilia.


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