La recensione di Ilde Rampino

Una riscoperta di un autore, Domenico Rea, considerato a ragione uno dei più grandi scrittori della seconda parte del Novecento napoletano e non solo, autore di tanti libri, il più famoso dei quali è “Ninfa plebea”, del 1992, compiuta attraverso l’impegno e l’acume di Raimondo di Maio, libraio appassionato da tanti anni, attento alla promozione della cultura nella sua libreria storica “Dante & Descartes” in via Mezzocannone a Napoli, curatore di questa nuova edizione dei racconti di Rea dal titolo “Due matrimoni”. Il suo impegno, accanto alla famiglia dello scrittore e in particolar modo di sua figlia Lucia,è stato sostenuto anche dalla collaborazione di tre università, quelle di Cassino, Salerno e Napoli. Inoltre questo volume ha avuto la fortuna di aver destato l’interesse del Rotary Club di Nocera Inferiore- Sarno che ne ha promosso la diffusione e che, attraverso l’assessore alla Cultura Vincenzo Salerno, concorrerà al progetto di un Centro Studi “Domenico Rea”. La prima parte della breve opera “Dei matrimoni” è dedicata al “matrimonio combinato”, tipico di un certo periodo storico e appannaggio della borghesia. L’atteggiamento del padre di Martino, il protagonista, è legato alla ricerca del profitto e di una determinata posizione sociale attraverso il matrimonio con una donna benestante. Sintomatico è il valore che viene trasmesso, quello dell’apparenza, come “avere una donna che sappia stare in società”, calpestando però i sentimenti autentici. A questo proposito, Ramondo Di Maio parla di “familismo amorale”: offrire al figlio la prospettiva di un miglioramento economico, ma senza stimolarlo a lavorare. Il matrimonio diventa quindi un’occasione imperdibile che crea nel figlio una sorta di dovere per liberarsi di quella relazione decennale con Maria, lanciandole una serie di accuse infamanti. Martino e la fidanzata incarnano due aspetti totalmente diversi: egli vuole trarre il massimo profitto dalla vita,

mentre lei, in un certo senso, è “votata al sacrificio”, pur di ottenere il suo amore e sostenendolo anche economicamente.
Il matrimonio contadino invece è imperniato sul concetto di abbondanza di cibo, ma è anche considerato un obiettivo, un “porto di pace”, in cui l’atto di fede davanti a Dio viene esibito attraverso il corteo nuziale che diventa un modo per farsi ammirare, destare invidia per acquisire un proprio ruolo ed essere finalmente “riconosciuti” dagli altri.
Questo breve libro può far avvicinare i giovani alla conoscenza di questo scrittore. Significativi e particolari sono i disegni di Daniela Pergreffi, che corredano il testo e regalano una nuova veste all’opera, con uno sguardo alla contemporaneità. L’opera è disponibile in tutte le librerie, ma nel caso in cui non si trovasse nella propria libreria di fiducia, è possibile ordinarlo presso la Libreria Dante & Descartes, al numero 081/5515368 oppure 081/4202413.


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