Yukio Mishima, “La voce delle onde”

A cura di Ilde Rampino

Una storia che ha come sfondo la natura e soprattutto il fragore delle onde che culla i sentimenti e li trasforma in palpiti nascosti. Un luogo magico e simbolico è il tempio del dio del mare, in cui vi sono numerosi specchi che sembrano creare prismi multicolori nei desideri e nelle richieste delle persone che vi accedono. Vicende che hanno come cifra distintiva la lentezza, i passi silenziosi sulla sabbia o sulle rocce e vi è un personaggio emblematico: il guardiano del faro che accoglie il giovane pescatore e poi la ragazza di cui egli è innamorato, la giovane Hatsue.

Egli rappresenta la luce, il faro che dirige le fila delle navi della loro vita e il mare è la distesa attraverso cui i desideri nascosti possono essere distrutti o portati verso la riva di una felice soluzione. La fanciulla guarda il mare, simile a “un campo ondulato” e immagina il suo futuro, ancora nascosto attraverso le tende dei desideri degli altri, soprattutto di suo padre, che egli non riesce a contrastare. Shinji, il giovane pescatore avverte un profondo senso di gratitudine verso il guardiano del faro, a cui porta sempre qualche pesce e che considera come un punto di riferimento.

Egli è molto giovane e pian piano comincia a percepire delle emozioni quando incontra la ragazza per caso e ne è colpito. Al loro secondo incontro, dopo la visita al tempio, lei sta piangendo: la loro vicinanza emotiva diviene il loro segreto, ma egli vive tutto ciò con inquietudine, poiché non si sente all’altezza di poter conquistare la giovane Hatsue. Si rifugia nel suo lavoro di pescatore e profondo è il senso di rimpianto e di nostalgia verso di lei: le giornate di pesca diventano dense di attività per non pensare a lei.

Il senso di onestà e rettitudine che lo caratterizza si rivela anche nel momento in cui aiuta i pescatori in difficoltà e proprio allora Hatsue gli riporta i soldi, frutto del suo onesto lavoro, inavvertitamente persi sulla spiaggia. Il sentimento che pian piano nasce tra i due giovani è puro e innocente: il battito del loro cuore sembra sincronizzato con il movimento delle onde e quando essi si abbandonano alla passione, sembra che si ascolti il fragore tempestoso del mare fuori e dentro di loro.

I due giovani devono lottare e difendere il loro sentimento dalle cattiverie, dai pettegolezzi e dalla gelosia degli altri e soprattutto dal padre di lei che ostacola la loro storia. Molto bello e tratteggiato con estrema dolcezza è il personaggio della madre del giovane Shinji, la cui vita è difficile, avendo perso il marito molto giovane: il suo senso di sacrificio la rende piena di struggente umanità e, pur di aiutare suo figlio, chiede al padre della giovane Hatsue, un uomo molto ricco e potente, di essere ricevuta, ma viene cacciata via.

Il suo lavoro di pescatrice di perle la mette a contatto con tante ragazze che cominciano a provare emozioni e toccante è l’episodio in cui, in occasione di una sorta di gara tra loro, Hatsue riesce a pescare il maggior numero di perle e regala il suo premio, una borsetta, alla madre di Shinji: un gesto bellissimo e importante, perchè rivela, con estrema delicatezza, il suo sentimento per il giovane pescatore. La “voce delle onde”, mondo simbolico in cui l’uomo e la natura sembrano fondersi, riesce ad ascoltare il desiderio dei due giovani: Shinji riuscirà a guadagnare la fiducia del padre di Hatsue, con il suo coraggio e la sua determinazione che sarà messa duramente alla prova. Egli raggiungerà così il proprio scopo e la loro storia d’amore potrà finalmente essere vissuta, nutrita dal fragore del mare.