La sede dell'Alto Calore Servizi in corso Europa ad Avellino. Il particolare degli uffici di presidenza

I movimenti e le forze politiche promotori della petizione popolare a sostegno dell’acqua pubblica e sui destini di Alto Calore servizi, assieme all’associazione “Si può” raccolgono le firme per il referendum consultivo.

Presso la sede di via F.lli Del Gaudio, sarà possibile raccogliere le firme in merito alla petizione popolare per il referendum consultivo sull’acqua pubblica e contro i propositi di privatizzazione di Alto Calore, promossa dalle forze politiche della Sinistra e dall’Associazione Si può. Si invitano i cittadini interessati a partecipare, fanno sapere i promotori. L’iniziativa nasce all’indomani del rinvio dell’assemblea che avrebbe dovuto decidere con la ricapitalizzazione anche la privatizzazione del gestore idrico.

Michelangelo Ciarcia, presidente dell’Alto Calore Servizi spa

L’iniziativa tiene conto dell’incerto scenario per l’Alto Calore Servizi spa prospettato dall’amministratore unico Michelangelo Ciarcia. Al momento tutte le ipotesi sono aperte, in vista della riunione del tavolo istituzionale, slittata al 21 gennaio. Sarà quello il momento della verifica concreta delle proposte e delle disponibilità dei diversi attori in campo, in primis Regione e governo nazionale, per salvare l’azienda idrica dall’eventuale fallimento e scongiurare l’ingresso dei privati nella compagine sociale.

UN DEBITO CONSOLIDATO DI 140 MILIONI DA FRONTEGGIARE. In Assemblea erano venute fuori varie opzioni, che al momento sono state ritirate solo temporaneamente. Dopo aver parlato con il Ministero dello Sviluppo Economico, alla luce della proposta venuta dall’ex sindaco di Avellino Vincenzo Ciampi, ha indicato ai Comuni-Soci prima di Natale altre due strade per fronteggiare il debito consolidato di 140 milioni, oltre quella della ricapitalizzazione sul tappeto già dall’estate. Una riguarda la possibilità di contrarre un mutuo a lungo termine con la Cassa Deposito e Prestiti per lo stesso ammontare necessario alla ricapitalizzazione, ovvero 50 milioni di euro. Le somme garantirebbero la gestione operativa per quattro anni, consentendo all’azienda di raccogliere le risorse necessarie ad estinguere il debito. In pratica, si sposterebbe l’esposizione verso un istituto pubblico che consentirebbe tassi agevolati e sostenibili, quindi prospettive concrete di rientro. La seconda, proposta direttamente dal Ministero e dal Sottosegretario Carlo Sibilia, consisterebbe nel portare i libri in tribunale, per avviare un percorso di concordato preventivo.

Nadia Arace

DECIDERANNO GLI ATTORI ISTITUZIONALI. Se Ciarcia ha avanzato le due proposte alternative, aggiungendole alla opzione da lui preferita della ricapitalizzazione, spiegando di aver compreso le difficoltà di sottoscrizione da parte dei Comuni di nuovi impegni su apporti aggiuntivi, al di là delle compensazioni possibili in molti casi, su proposta del Presidente della Provincia Domenico Biancardi si è poi convenuto che solo un tavolo tecnico con la partecipazione di Regione Campania, Ministero dello Sviluppo Economico, Ente Idrico Campano, Cassa Deposito e Prestiti e una rappresentanza dei soci, potrà stabilire la via definitivamente. L’aggiustamento dei conti e il recupero dell’esposizione appaiono precondizioni per poter candidare l’Alto Calore al Servizio Idrico Integrato da parte dell’Ente Idrico Campano. In alternativa sarà bandita una gara europea. La strada del concordato potrebbe compromettere la praticabilità di un affidamento del Servizio Integrato da parte dell’eia, hanno osservato alcuni.

I COMITATI: «I CITTADINI POSSONO ESPRIMERSI E VINCOLARE LA SCELTA DEI COMUNI-SOCI». La petizione punta a rafforzare la posizione di chi esclude l’ingresso di privati nel capitale della società, in una fase in cui il manager dell’Acs ha aperto alla possibilità di richiedere un prestito con la Cassa Deposito e prestiti da 50 milioni di euro per garantire la piena operatività nei prossimi anni. Con la petizione si mira anche ad escludere l’altra opzione sul tappeto, quello della consegna dei libri in tribunale, consigliata dal Sottosegretario agli Interni Carlo Sibilia.


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