Bonafede come la Severino: i tribunali restano chiusi

Presentato ieri in Commissione Giustizia al Senato un nuovo concetto di territorialità della giustizia, che non guarda più alla risoluzione del contenzioso, ma ad un avvicinamento del cittadino, attraverso la Volontaria Giurisdizione. Nel modello illustrato dal Guardasigilli si rievoca la funzione delle vecchia Pretura, che dovrebbe incarnare il nuovo dialogo con i territori che hanno perso i presidi di giustizia

Presso la Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, in Commissione Giustizia del Senato, il Guardasigilli Alfonso Bonafede ha illustrato il progetto “Uffici di prossimità”: “Quando ero all’apposizione mi sono opposto parzialmente alla revisione della geografia giudiziaria che cancellava 30 tribunali, ma ora è necessario guardare alle cose con atteggiamento propositivo e bisogna cogliere l’opportunità nella riorganizzazione, con la differenziazione dei servizi” ha spiegato alla platea di rappresentanti istituzionali delle Regioni.

L’ingresso alla Commissione Giustizia del Senato

Nessuna audizione da parte della Regione Campania, almeno non nella sede ufficiale, nè accenni di aperture da parte del Ministro alle istanze prodotte dal Coordinamento Nazionale dei tribunali Soppressi, espressione della rivendicazione dell’articolo 12 del Contratto di Governo giallo-verde. Con l’annuncio e l’invito alle Regioni a candidare sedi per l’apertura degli Sportelli di Prossimità, il Guardasigilli ha chiuso definitivamente la partita, azzerando le prospettive dell’assemblea di Catania e dell’esercito di toghe nere pronte a battersi per ottenere la riapertura dei tribunali soppressi dalla Legge Severino.

I tecnici che hanno preceduto la relazione del Ministro Bonafede hanno annunciato il sostegno del Ministero per l’apertura di mille e 14 Uffici spalmati su tutto il territorio nazionale, con un investimento previsto di 36,7 milioni di euro derivanti dal Fondo Sociale Europeo, e un intervento calato preferibilmente nelle sedi dei tribunali soppressi, senza escludere però aperture nelle Asl, ospedali ed Enti Locali, per costruire un nuovo concetto di territorialità della giustizia e della “volontaria giurisdizione”.

L’edificio dell’ex tribunale di Sant’Angelo dei Lombardi

“Per troppo tempo si è parlato di giustizia in termini astratti” ha argomentato l’Onorevole Bonafede. “Io tengo a ribaltare questa idea e a migliorare la vita quotidiana, con presidi di legalità e giustizia vicini soprattutto alle fasce deboli della società. Il mio obiettivo è quello di favorire una uguaglianza sostanziale; così lo Stato decide di avvicinarsi al cittadino. Sfatiamo l’idea che al cittadino non interessi il tribunale perchè quando è stata avviata la revisione della geografia giudiziaria gli italiani si sono opposti alla privazione dei tribunali”.

A sostegno dell’efficacia del progetto illustrato, il parterre ministeriale ha illustrato i benefici registrati da tre regioni ‘pilota’ che hanno già inaugurato in via sperimentale il progetto, ovvero in Liguria, Piemonte e Toscana. “Quel vuoto creato dalla chiusura dei tribunali può essere in parte colmato da una maggiore attenzione ai territori e con una giustizia che esce fuori dai perimetri del tribunale e delle Corti d’Appello” ha avvisato Bonafede.

Gli uffici di prossimità intanto, come illustrato dagli addetti ai lavori, sono uno strumento integrato della Pubblica Amministrazione, che prevede la messa in rete di sevizi candidati a valere sul Pon “Governance e capacità istituzionale” e guarda al tema della tutela dei diritti e delle fasce più disagiate; oltre che al rafforzamento dell capacità amministrative con l’agenda digitale e l’innovazione digitale.

In Commissione Giustizia al Senato infatti, si è parlato di un target di utenti a cui è rivolto lo sportello, che affolla gli uffici giudiziari e tange la sfera dei diritti come la salute, l’interdizione, le inabilitazioni. Si tratta di servizi che la giustizia deve poter offrire ma che deve essere integrata con altre strutture. “Il 40 per cento dell’utenza che si reca in tribunale è generalizzata e non qualificata, per questo è necessario che gli Enti Locali si attrezzino per gestire il territorio in maniera più razionale, e aprire servizi che guardano alla volontaria giurisdizione” hanno spiegato i relatori. “Il tribunale si comporta come una pubblica amministrazione”.

Sono stati indicati i Comuni, le Unioni dei Comuni, ma anche le Asl, le ex sezioni del giudice di Pace, gli ospedali. Il modello è a riempimento, da leggero a pesante, e i servizi offerti possono variare dalle informazioni alla modulistica, dal supporto all’informatizzazione alla verifica del corso delle cause. Voce in capitolo avranno anche gli Ordini Forensi, che potranno supportare le attività e implementarle.

“La perdita di un tribunale deve essere percepita come un’idea innovativa e rivoluzionaria, che apre a nuove sfide. Investiamo su una idea qualitativa di giustizia” ha concluso il Ministro.

Ora si attendono le reazioni del Coordinamento nazionale della giustizia di prossimità, ma anche delle istituzioni che finora si sono esposte con progetti e valutazioni. Alla finestra restano i comuni di Sala Consilina, Sant’Angelo dei Lombardi e Ariano Irpino per la Campania, determinati nella battaglia a sostegno della riapertura dei tribunali, e contro la misura degli sportelli di prossimità, annunciata da settimane.

DOSSIER

“Vogliamo i tribunali non gli sportelli”, Avvocati contro il Ministro

Tribunali soppressi, Roberti in Irpinia “La Regione con i Comuni”