L’Acamir- Agenzia per la Mobilità della Regione Campania, ha rescisso il contratto con Industria Italiana Autobus per la fornitura di 47 autobus a causa delle inadempienze da parte del costruttore. La fornitura è stata annullata con delibera di risoluzione del contratto d’appalto, datata 19 novembre.

Si tratta d primo lotto della gara del 2016 che Industria Italiana Autobus si era aggiudicata con i Karsan Jest. Il bando di gara riguardava autobus “di categoria M3, Classe I, alimentazione a gasolio Euro VI, di lunghezza compresa tra i 6,2 e i 6,8 metri” cita la delibera. L’investimento previsto ammontava a 5 milioni e 345 mila euro circa.
“Successivamente IIA ha scelto di produrre un nuovo modello in proprio, chiamato Flumeri in quanto doveva essere assemblato nello stabilimento di Valle Ufita in provincia di Avellino con le medesime caratteristiche, ma non è stata in grado di onorare gli impegni contrattuali previsti”.

L’insegna della IIA a Flumeri

L’annuncio della perdita della commessa getta nuovamente nella disperazione maestranze e sindacati, che in queste ore denunciano il silenzio del Governo. Da Flumeri si teme il peggio. Il deliberato cita nella narrativa che in data primo febbraio 2018, l’azienda aveva trasmesso ad Acamir il piano di produzione degli autobus con il relativo cronoprogramma: “Inizio produzione il 15 marzo 2018, disponibilità dell’autotelaio con scocca nuda dal 23 marzo, disponibilità del veicolo protoserie per collaudo di fornitura dal 18 giugno 2018, collaudo di fornitura del primo scaglione di consegna di 18 veicoli dal 13 luglio 2018, collaudo di fornitura del secondo scaglione di consegna di 29 veicoli dal 13 agosto 2018”.

Il 22 giugno intanto, l’azienda ha comunicato lo spostamento della produzione degli autobus dallo stabilimento di Bologna allo stabilimento di Flumeri, “e informava dello stato della produzione, allegando due foto del prototipo ancora in fase di realizzazione”. A fine luglio veniva assegnata ad Industria Italiana Autobus una penale da 18.300 euro per il ritardo accumulato, per poi procedere, a metà novembre, alla risoluzione del contratto.

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