Il segretario nazionale del Partito Democratico, Maurizio Martina al Forum milanese del Pd

Per offrire agli italiani una alternativa al Governo in carica, per costruire tra la gente e sui territori una forza radicata al punto da contrastare efficacemente l’asse gialloverde di Lega e Movimento Cinque Stelle, al Pd serve un congresso. Occorre una riorganizzazione profonda del partito, che sancisca la nuova linea di apertura all’aggregazione di un più vasto schieramento di forze democratiche.

Questa è in sintesi la posizione espressa da Maurizio Martina al Forum dell’Italia a Milano, annunciando le proprie dimissioni e proponendo l’avvio dell’iter congressuale. Martina ha proposto la riconvocazione dell’assemblea nazionale l’11 novembre “per essere conseguenti alla nuova fase che si deve aprire. Credo che il congresso possa essere un’occasione per fare una parte del lavoro che ci manca, per sviluppare fino in fondo l’alternativa che muove dal Pd ma che dovrà necessariamente andare oltre il Pd”.

CONCLUSA LA FASE DI TRANSIZIONE DOPO LE DIMISSIONI DI RENZI. «Con questo Forum si completa il mio mandato ricevuto dall’Assemblea nazionale a luglio», ha affermato il segretario, che ha raccolto le redini del partito dopo le dimissioni rassegnate dal predecessore Matteo Renzi, dopo la sconfitta elettorale del 4 marzo. «Nei prossimi giorni con la segretaria nazionale concluderemo questa fase», ha aggiunto. «Chiedo alla presidenza di riconvocare l’Assembla in tempi giusti, l’11 novembre è una data buona, perché il mandato da luglio era questo: costruire un percorso dove raccogliere idee per una prospettiva e preparare il PD ad nuova battaglia». A questo punto si azzera il gruppo dirigente eletto in forza dell’assise precedente nel 2017. «L’Assemblea sarà l’inizio di una nuova fase, che si aprirà e servirà per proseguire il lavoro iniziato a piazza del Popolo (all’assemblea di Roma contro il Governo Conte-Di Maio-Salvini) e proseguito oggi».

Il segretario nazionale del Partito Democratico, Maurizio Martina

UN CONGRESSO PER COSTRUIRE ALTERNATIVA E NUOVO PARTITO.  «Il nostro Congresso potrà essere l’occasione per fare una parte del lavoro che ci manca, per sviluppare fino in fondo un’alternativa che muove dal PD ma che deve andare oltre», ha ammesso Martina. «L’abbiamo visto a Lodi, a Riace e in Campidoglio: il Congresso potrà aiutarci ma dipenderà da come lo faremo. Il tema non è lo strumento, ma come lo vivremo. Non dobbiamo temere il confronto. Il confronto tra noi deve essere lo strumento dell’unità». A questo proposito, Martina non ritiene scontato il ricorso alle primarie. «Possono essere uno strumento anche le primarie, pur con i propri limiti, ma è un grande fatto politico, un pezzo della risposta. Questo partito ha energie formidabili, è un bene per l’Italia, le energie che ci sono qui dentro sono fondamentali per costruire l’alternativa.

Selfie con l’ex segretario Matteo Renzi

FINISCE L’AVENTINO. L’annuncio di Maurizio Martina chiude la discussione sull’ipotesi di un ennesimo rinvio del congresso, circolata nei giorni scorsi, ma soprattutto contribuisce a fare chiarezza su due questioni di fondo. La prima riguarda la scelta della coalizione da costruire intorno al partito, oggi insufficiente a garantire direttamente l’alternativa. La seconda riguarda il destino di Matteo Renzi, soddisfatto per le sentenze che hanno visto condannati Marco Travaglio e Il Fatto Quotidiano per diffamazione nei confronti del padre Tiziano, per anni sotto processo mediatico. Dopo aver annunciato l’iniziativa dei comitati civici, ora dovrà venire allo scoperto e decidere se portare le sue truppe all’esterno, trasformando la Leopolda in un partito, oppure se continuare all’interno dei Democratici, preparandosi anche alla prospettiva della minoranza interna. In ogni caso, il prezzo che ogni forza politica è costretta a pagare quando assume la responsabilità del governo consente oggi al Pd di guardare con maggiore fiducia al futuro, a patto di saper costruire una proposta adeguata alle esigenze del Paese e della gente. Le crepe aperte nel consenso per i Cinque Stelle a Genova, dove il malcontento per i ritardi nella ricostruzione del ponte Morandi crescono ogni giorno, si aggiungono a quelle aperte in queste ore in Puglia sulla Tap, dove il via libera al gasdotto di Conte, Salvini e Di Maio è stato addittura sanzionato da manifestazioni di piazza.

Michele Vignola, sindaco di Solofra e candidato alla presidenza della Provincia di Avellino

LA RICOSTRUZIONE SI GIOCA SUI TERRITORI. Sulla scia della battaglia per il congresso avviata dal Governatore del Lazio Nicola Zingaretti fin dalla primavera scorsa, anche il Segretario Maurizio Martina parla apertamente di una sfida che si giocherà nelle città e nelle zone periferiche e rurali. Del resto, con Di Maio, Casaleggio e Grillo, oggi nessuno potrebbe contendere ai pentastellati la leadership nella costruzione di una forza politica liquida. Il voto di opinione anche nei prossimi mesi, grazie alla migliore padronanza delle tecniche persuasive sulla rete, alla professionalità nella gestione infrastrutturale della comunicazione digitale, associate al controllo ormai delle reti del servizio pubblico, non consigliano a chi voglia costruire un’alternativa di cercare l’opinione. Lo storytelling della alternativa si dovrà trasferire agli italiani attraverso i volti e le capacità dialettiche di chi rappresenterà quella alternativa sul territorio. Ad Avellino questo percorso è stato già avviato, sotto l’egida di una iniziativa del senatore Enzo De Luca, condivisa dalla Presidente Rosa D’Amelio, dal deputato sannita Umberto Del Basso De Caro, dall’ex deputato Luigi Famiglietti. Con la indicazione unitaria di Michele Vignola quale candidato alla presidenza della Provincia, il partito di Avellino ha avviato un percorso di ricomposizione interno, ma ciò che più conta rispetto a quanto si sta decidendo al Nazareno, si sta rigenerando un rapporto politico e programmatico con le forze democratiche prossime, quelle del popolarismo, del riformismo e ambientalismo.

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MARTINA AL FORUM NAZIONALE DI MILANO

La sintesi della relazione sugli altri temi

“Questa comunità c’è, è viva, lotta, soffre, reagisce, si interroga. Siamo orgogliosi del lavoro che abbiamo fatto in questi anni e proprio per questo sono il primo ad essere irrequieto per le risposte mancate, per gli errori commessi. E’ così che si organizza un riscatto, non penso che ci sia un’altra via se non mettere in discussione tutto: sapere che quello che hai fatto è sì un patrimonio, ma che serve anche costruire un orizzonte nuovo”.

Lo dice Maurizio Martina, segretario PD, concludendo i lavori del Forum per l’Italia, la due giorni organizzata dal Partito democratico a Milano.

Manovra. in due settimane hanno bruciato l’intero valore dell’Imu sulla prima casa
Parlando della Manovra economica approvata dal Governo, il segretario ha commentato: “Non si governa un grande Paese con l’ossessione del nemico. Noi rischiamo davvero di tornare in recessione con quello che stanno facendo. Di bruciare i sacrifici degli italiani. In due settimane hanno bruciato l’intero valore dell’Imu sulla prima casa. E’ una Manovra da ladri di futuro perchè compromette giovani e donne di questo Paese. E’ una manovra che ipoteca il nostro destino“.

«Dobbiamo reagire con forza per non cadere nel ventre molle dell’Europa».
“Stanno svendendo l’Italia – ha proseguito -. Attaccano il presidente della Bce, che noi ringraziamo per l’autonomia assoluta che ha sempre garantito, attaccano lui e si presentano a Mosca come se l’Italia fosse in vendita. Altro che prima gli italiani…”. “È una presa in giro dire prima gli italiani e poi rifugiarsi nell’idea per cui la dogana e il dazio siano un argine più forte: è il buco più profondo in cui rischiamo di cadere, nel ventre molle dell’Europa, se non saremo capaci di reagire con forza”. Martina si è rivolto direttamente ai referenti nel Governo dei due partiti della Coalizione gialloverde: “Cari Di Maio e Salvini, non vi lasceremo giocare sulla pelle del Paese, sulla nostra libertà e sovranità, perchè o la nostra sovranità sarà sempre più europea oppure non ci sarà“, ha avvertito Martina.

«Non ci può essere legalità a corrente alterna». Anche il tema della legalità, secondo Martina, è portato avanti in maniera contraddittoria dal Governo Monti: “Non ci può essere legalità a corrente alternata: timidi con Casapound rapidi con altri“. Il segretario del PD ha quindi ribadito la ‘vicinanza alla famiglia di Stefano Cucchi per una verità che emerge in tutta la sua chiarezza’ e una richiesta alla magistratura ‘di fare fino in fondo il proprio mestiere per far emergere tutta la verità su un fatto drammatico’.

«Bisogna rinnovare la missione del PD». Il tema non è superare il PD ma rinnovarne la missione, perché la sfida democratica è ancora più urgente. Ringrazio Pedro Sanchez perchè ci ha evidenziato una prospettiva di cambiamento possibile. Alle prossime elezioni europee ci sarà chi vuole distruggere l’Europa e chi si vuole attivare per rinnovarla. Questa è la sfida delle prossime elezioni europee e Sanchez ci ha insegnato come si costruisce l’alternativa, guardate la Manovra economica in Spagna”, ha esortato. “E ringrazio Nannicini per aver parlato di riformismo radicale, necessario per il cambiamento”.

«Chi nasce e vive e studia in questo Paese è italiano: è una battaglia di valori». “L’immigrazione non è un’invasione da bloccare ma una risorsa da gestire”, ha ribadito con forza Martina, contro gli episodi di razzismo che si susseguono sempre di più nel nostro Paese. “Chi nasce e vive e studia in questo Paese è italiano. E bisogna fare una battaglia di valori affinchè questo dato della realtà divenga patrimonio comune”.


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