Provincia, Vignola unisce
il Centrosinistra irpino dopo 10 anni

PD RIUNITO AL COMPLETO PER LA CHIUSURA DELLA CAMPAGNA ELETTORALE. Presenti al Circolo della stampa anche i rappresentanti dei Popolari Giuseppe Del Giudice e Nello Pizza. L'impegno del candidato alla presidenza sulla battaglia per l'elezione diretta dei cittadini, l'annuncio degli obiettivi programmatici e l'affondo al'avversario: «Biancardi, ti vedo nervoso»

Al Circolo della Stampa di Avellino ad attenderlo c’erano tutti i leader del Partito Democratico, ma anche la delegazione dei Popolari. Per Michele Vignola e il suo partito un segno di rispetto politico, come si usava una volta. Ma in questo caso qualcosa di più. Ad ascoltare il discorso programmatico del candidato presidente della Provincia c’erano il rappresentante dell’area popolare vicina a Ciriaco De Mita, Giuseppe Del Giudice, e il capogruppo in Consiglio comunale Nello Pizza, una rappresentanza ufficiale che certifica la solidità di una coalizione oggi resa possibile soprattutto dalla ritrovata compattezza dei Democratici. Giunti all’appuntamento conclusivo della campagna elettorale a ranghi completi, hanno fornito ai cronisti la foto di gruppo che mancava in via Tagliamento dalla elezione di Carmine De Blasio alla segreteria, cinque anni fa. Il Pd si prepara alla prova delle urne per la prima volta con una coalizione programmatica e politica da oltre dieci anni, dalla drammatica rottura interna conseguenza del divorzio nell’assemblea nazionale tra Ciriaco De Mita e Walter Veltroni, subito dopo la caduta di Romano Prodi. Altri tempi, visto che oggi a Roma non è Silvio Berlusconi a tenere fuori da Palazzo Chigi il gruppo dirigente erede dell’Ulivo, ma l’inedita alleanza gialloverde.

La facciata di Palazzo Caracciolo, sede della della Provincia

Con Enzo De Luca, Rosa D’Amelio, Umberto Del Basso De Caro e Luigi Famiglietti c’era Nicola Mancino, parso soddisfatto di riscontrare nella compresenza le premesse di una battaglia elettorale unitaria. Nelle sue parole pronunciate davanti ad una platea attenta, il Presidente emerito del Senato ha sottolineato il valore inestimabile della responsabilità in una fase storica e politica come quella che sta attraversando il Paese, dominata da una spregiudicata autoreferenzialità. E per un momento si è ritrovato nel Centrosinistra di una volta, quello che si corazzava per andare allo scontro con l’armata del Cavaliere di Arcore. Come hanno avuto modo di sottolineare i due segretari, Giuseppe Di Guglielmo e Giuseppe Del Giudice, oggi l’avversario è temibile nella sua idea delle istituzioni e della società, gerarchizzata e fortemente sovranista, in netta contrapposizione con il percorso europeo portato avanti in questi decenni.

Enzo De Luca, già senatore, componente della segreteria regionale del Partito Democratico

DE LUCA, LO SGUARDO ALLE SFIDE DI PRIMAVERA NEI COMUNI. In una sala dove il confronto riguardava l’ente Provincia, la preoccupazione per quello che sta accadendo a Roma era visibile in tutti i protagonisti della giornata. Il problema del momento, il tentativo in Commissione Lavori Pubblici al Senato, fatto con un blitz di Lega e Cinque Stelle durante una audizione della Rfi sugli accordi in fase realizzativa, spaventa per l’intenzione e il modo più che per il risultato. In questo contesto, sottolineato dai segretari, in particolare Del Giudice attento a rimarcare il significato del tavolo programmatico, tutti hanno definito la partita della Provincia come decisiva per le sorti del Pd e del Centrosinistra. Lo ha fatto anche il senatore Enzo De Luca, che con sobrietà si è speso con tenacia e determinazione per arrivare al risultato di una ricomposizione del partito, quale premessa della maggiore convergenza possibile all’interno del quadro politico. E anche in questa occasione De Luca è parso saldamente concreto nell’inquadrare la partita per Palazzo Caracciolo come un fondamentale passo in avanti verso le sfide elettorali nelle tre principali città dell’Irpinia, cioè Avellino, Ariano e Montoro, in larga parte dei territori, quindi alle fondamentali elezioni europee di primavera.

Michele Vignola, sindaco di Solofra e candidato alla presidenza della Provincia di Avellino

IL PROGRAMMA DI VIGNOLA: SCUOLA, ALTA FORMAZIONE; LOGISTICA E AMBIENTE. Michele Vignola non ha deluso le attese della platea. Nel prendere la parola si è mostrato fiducioso sul risultato finale, combattivo nei confronti dell’avversario Domenico Biancardi, al quale ha contestato scarsa chiarezza sulle modalità che lo hanno portato alla candidatura con uno schieramento tanto eterogeneo, ma soprattutto ha parlato da espressione della Coalizione. Si è proposto come il riferimento di una squadra di consiglieri organizzati con deleghe e compiti specifici e impegnativi, con l’obiettivo di qualificare il ruolo della amministrazione provinciale sul piano politico, esecutivo e di servizio alle autonomie locali. Con i poteri attuali conta di lanciare un piano straordinario per mettere in sicurezza il patrimonio scolastico, garantendo agibilità agli studenti e tranquillità alle famiglie. Nel suo programma il capitolo della istruzione, formazione, ricerca applicata, rappresentano la premessa per inaugurare una stagione di grandi investimenti pubblici, coordinati sul territorio in modo da massimizzare il profitto sociale di ogni euro investito in Irpinia. I soldi pubblici dovranno garantire ricadute occupazionali.

Ha rilanciato la sfida sulla logistica retroportuale, spiegando che Avellino e la sua provincia rappresentano nel cuore delle Zone Interne il baricentro del Mezzogiorno tra i due mari. Con la ferrovia veloce nell’Ufita, dove ha assicurato che “non passerà il tentativo maldestro di alcuni settori di 5s e Lega di sottrarre all’Irpinia la sua Alta capacità e la sua stazione”, ma anche quella agganciabile grazie alla elettrificazione sul versante salernitano e napoletano, Avellino sarà il naturale attrattore degli investimenti internazionali sulla grande piattaforma logistica che stanno diventando le Aree interne della Campania. L’asset della logistica dovrà essere bilanciato da politiche decise sull’ambiente, per garantire alla straordinaria filiera agroalimentare di svilupparsi in un contesto ecologico sano. In questo senso, la sua Provincia sarà un tramite per comporre in un sistema armonico il Progetto Pilota, le aree vaste di Avellino, Ariano, del Vallo di Lauro e Baianese, puntando a creare una unica estesa area vasta coincidente con i confini della intera Irpinia.

La presidente del Consiglio regionale della Campania, Rosa D’Amelio

L’AFFONDO A BIANCARDI: «ATTENTO AL TUO ENTE MONTANO». In conclusione ha voluto fare una promessa al suo avversario, più volte definito ‘nervoso’, anche in conseguenza dell’appoggio ricevuto dal vicino sindaco di Montoro Mario Bianchino. Vignola ha risposto alle insinuazioni circa la scarsa popolarità che riscuoterebbe presso la sua comunità, replicando di aver stravinto le elezioni comunali solofrane, contrattaccando. Vista la maggioranza di consiglieri di Centrosinistra presenti nella sua Comunità Montana, la Partenio Vallo Lauro Baianese, Vignola ha rinviato a dopo le elezioni l’apertura di una verifica politica nella maggioranza di quell’ente, preavvertendolo.

Sullo sfondo l’assunzione di un impegno nel portare avanti a livello nazionale con l’Associazione delle Province il disegno di ripristino del vecchio ente intermedio, con la restituzione ai cittadini delle prerogative elettorali. Un impegno assunto con tutti i presenti, in particolare con Nicola Mancino che questo passaggio aveva rimarcato intervenendo.

Mercoledì si andrà al voto. Vignola si è professato tranquillo di poter conseguire il successo che nei numeri e nelle cose ritiene sia già legittimato. Nel salutare i presenti, Vignola è uscito dal Circolo della stampa come il candidato di tutto il partito e della coalizione, che si appresta nel prossimo anno ad affrontare prove impegnative.


LEGGI L’INTERVISTA A MICHELE VIGNOLA

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