Di Guglielmo: non ci saranno franchi tiratori. Pd irpino unito su Vignola

Il segretario provinciale dei Democratici invita i dirigenti di partito a superare le polemiche interne, concentrandosi sugli obiettivi programmatici. Nessun timore per il ricorso presentato dai decariani.

Il numero uno di via Tagliamento, Giuseppe Di Guglielmo, non si tira indietro di fronte alle critiche e alle polemiche interne al partito, invitando militanti e dirigenti a spostare il focus della discussione sui contenuti della proposta politica, senza dimenticare le scadenze.

Segretario, a novembre, dovrebbe essere avviata la discussione del ricorso presentato al Tribunale di Avellino dai suoi oppositori interni, che contestano l’esito del congresso provinciale e la sua elezione. Che ne pensa?

«Sono assolutamente tranquillo. La mia elezione è stata legittimata dagli organismi di partito, che hanno garantito la correttezza di ogni passaggio dell’iter congressuale e controllato le modalità di svolgimento del tesseramento. D’altra parte, il Tribunale si era già pronunciato a giugno, dopo che era stata presentata la diffida ad utilizzare il simbolo del Pd. In quella occasione, l’istanza fu rigettata. Non posso però non evidenziare che la politica non si fa con le carte bollate e che un uomo di partito dovrebbe attenersi alle decisioni assunte democraticamente».

Il deputato sannita Umberto Del Basso De Caro

Nel Pd però restano le tensioni.

«E’ tempo di guardare avanti. Il confronto deve avvenire sulle questioni concrete e sulle proposte. Non si può restare sempre in trincea. I gruppi dirigenti si valutano sull’attività che svolgono. In questo senso non ho nulla da rimproverarmi».

C’è ancora chi recrimina sulla gestione delle trattative per le provinciali. Come risponde?

«Mi preoccuperei più di quel che hanno fatto i nostri avversari. Il centrodestra come ha definito le proprie candidature? Il nostro percorso è stato trasparente e lineare. C’erano delle autocandidature per la presidenza, la segreteria provinciale del Pd ha consultato gli amministratori del territorio, c’è stato un confronto costante con i partiti alleati. Nonostante i punti di vista differenti, alla fine è stata trovata la quadra, puntando su un candidato autorevole come gli altri, ma che è sindaco di un comune importante, che può essere un riferimento per tutti».

Rosa D’Amelio, Presidente del Consiglio Regionale della Campania

Ci sarà una verifica dopo le elezioni?

«La verifica avverrà il 31 sera sui risultati. Credo che Vignola abbia buone chance di vincere. Purtroppo però c’è chi confonde le scadenze interne di partito con i passaggi istituzionali ed elettorali. In quest’ultimo caso le differenze e le divisioni interne al Pd dovrebbero essere superate. Bisognerebbe dare risposte ai problemi dei cittadini».

Nonostante le difficoltà, potrà ricominciare proprio da qui un cammino unitario?

«La recente manifestazione di Piazza del Popolo a Roma conferma la necessità di lavorare ad una riorganizzazione del partito, che tenga conto delle importanti sfide politiche che abbiamo di fronte, e testimonia la richiesta di unità dei nostri iscritti. Per quel che mi riguarda faccio mia questa sollecitazione. Spero altrettanto gli altri. Il congresso è ormai alle spalle».

Il consigliere comunale di Avellino, Livio Petitto, chiede che ci sia un radicale rinnovamento del gruppo dirigente. (Leggi l’articolo)

«In generale, il rinnovamento è sempre auspicabile, ma esso avviene sul campo, non per decreto o per un desiderio strumentale di qualcuno. Il rinnovamento non avviene solo sui numeri, ma sulle idee e sui metodi e non è un problema di età. Anzi, in un partito è necessario coniugare l’esperienza con la voglia di fare dei giovani, stimolando il confronto tra le diverse generazioni. Penso, che le figure istituzionali del Pd siano un patrimonio dell’intero partito».

Tra i nodi da sciogliere, c’è quello della sfiducia al sindaco di Avellino, Vincenzo Ciampi. Qualcuno dubita che si andrà fino in fondo come annunciato.

«La mozione di sfiducia mi sembra un dato acquisito. Siamo di fronte ad una consiliatura mai nata, nella quale è emersa subito l’inadeguatezza dell’amministrazione comunale. I rappresentanti del Pd sono determinati ad andare fino in fondo. La costituzione delle commissioni è solo un atto dovuto».

Quali saranno i punti di riferimento del futuro progetto politico per il capoluogo? Le candidature verranno definite attraverso le primarie?

«E’ ancora prematuro parlarne. Serve un ragionamento complessivo. La proposta politica va però sicuramente rilanciata sui temi amministrativi, per dare credibilità al progetto. Le modalità di individuazione dei candidati le decideranno gli organismi di partito. Non è un aspetto che mi preoccupa, l’importante è ritrovare una sintonia con i cittadini».