Una vista del centro urbano della città di Avellino

La provincia di Avellino rappresenta un terreno fertile per la cooperazione. Le cifre fornite dall’Area Studi di Confcooperative (pubblicate sull’inserto settimanale di nuovairpinia.it | clicca qui) le attestano su oltre 600 società che producono un fatturato pari a 130 milioni di euro l’anno, contando su tremila addetti. Si può dire che il movimento cooperativistico in Irpinia rappresenti una grande industria. E le previsioni che vengono fatte da Confcooperative inducono a ritenere che nel prossimo periodo le coop cresceranno ulteriormente. In una fase in cui il posto fisso è divenuto merce rara, al di là della scommessa lanciata dal Governo sull’anticipazione dell’età pensionistica per favorire un turn over oggi improbabile sul piano contrattuale, la cooperativa rappresenta un approdo per molti. La opportunità di usufruire del supporto legale, contrattuale e di affiancamento delle organizzazioni di categoria, la possibilità di condividere la responsabilità nell’investimento e nella gestione, ad esempio, incentivano la scelta di entrare o fondare cooperative, anziché puntare su altre forme di società. Secondo Francesco Melillo, nell’ambito di Confcooperative Campania impegnato come Presidente del Comitato Territoriale di Avellino, i campi «su cui la cooperazione sarà protagonista nei prossimi anni sono: welfare, agricoltura, energia e turismo», tutti in espansione in un territorio come quello irpino caratterizzato da una propensione dei giovani ad investire grazie al Psr e ad altre opportunità proprio nell’impresa rurale. Melillo ha fatto una ricognizione sulla situazione della cooperazione nella provincia di Avellino per nuovairpinia.it, delineando anche lo scenario futuro. Di seguito la sua analisi.


Area Studi Confcooperative: l’Irpinia si conferma una terra fertile per la cooperazione

di Francesco Melillo*

Francesco Melillo, Presidente Comitato Territoriale di Avellino – Confcooperative Campania

L’ Irpinia è una terra cooperativa. Stando ai dati dell’Area Studi Confcooperative. Organizzazione datoriale di rappresentanza, assistenza e revisione delle imprese cooperative, risultano attive in Irpinia più di 600 cooperative (il 29,1% delle cooperative attive sono femminili, il 13,8% delle cooperative attive sono giovanili e il 5,2% delle cooperative attive sono di stranieri).

Tremila addetti operano in tutti i settori, dal credito all’edilizia. Il 56% degli occupati opera nella cooperazione sociale (compreso il socio-sanitario)

Gli occupati a vario titolo sono più di 3.000 e il fatturato aggregato (compreso il settore del credito) si attesta a circa 130 milioni di euro. Il 55% circa del fatturato totale è riconducibile alla cooperazione di produzione e lavoro, mentre il 56% dell’occupazione totale fa riferimento alla cooperazione sociale, compreso il socio-sanitario. In questo quadro imprenditoriale, Confcooperative Campania è presente sul territorio attraverso il Comitato Territoriale di Avellino, che, in stretta sinergia con il livello regionale, offre servizi alle imprese socie e promuove la cultura dell’impresa cooperativa. La nascita e lo sviluppo di imprese cooperative nei settori economici più disparati, dall’agricolo al sociale, può costituire, infatti, una risposta al fenomeno dell’abbandono delle aree interne che vede l’Irpinia come una protagonista, a differenza, ad esempio, delle aree costiere. Sono, infatti, molti i giovani irpini che partono verso il Nord Italia e l’estero in cerca di opportunità di lavoro, attratti dai grandi centri. Ma sono anche tanti quelli che decidono di restare, offrendo alle comunità locali il loro know how e le loro esperienze, fornendo risposte a bisogni emergenti e/o consolidati. Bisogni che ruotano intorno ai servizi (mobilità, turismo), l’agroalimentare ed il welfare, con l’assistenza di minori ed anziani in primis. Una lettura attenta delle necessità del territorio ed un percorso di avvicinamento all’autoimprenditoria possono rappresentare, insieme, un incoraggiamento per la creazione di nuove cooperative (non solo di giovani) ed una soluzione al depauperamento territoriale.

Quattro i campi di intervento su cui la cooperazione sarà protagonista negli anni: welfare, agricoltura, energia e turismo.

CONSAPEVOLEZZA E AZIONE. Come Organizzazione datoriale lavoriamo, in sinergia con tutti gli organismi preposti, affinché l’impresa cooperativa sia una scelta consapevole, alla luce dei valori economici e sociali che in essa sono contenuti. La cooperativa è una forma di impresa attenta alla persona, che non delocalizza e pone il socio al centro di dinamiche decisionali e sociali. La cooperazione si semina, si insegna, si vive. I margini per farlo ci vengono offerti da settori oggi esplorabili, ovvero l’agricoltura, il turismo, i servizi, la gestione dei beni confiscati alla malavita. Lo sviluppo della cooperazione in Irpinia, come nel resto della Campania, nei prossimi anni, è legato a quattro ed aree di intervento:

Welfare: inteso come servizi alle persone ed alle famiglie, sostegno alle comunità, accesso alla casa ed alla qualità della vita e lo sviluppo di sistemi di tutela per i richiedenti prestazioni sanitarie che vivono una situazione di disagio economico; Agricoltura: intesa come naturale e imprescindibile vocazione del territorio; Energia: intesa come produzione di energia da fonti rinnovabili e servizi per l’efficientamento energetico e conseguente risparmio nell’acquisto collettivo dell’energia. Turismo: inteso come servizi per la rivalutazione e la scoperta dell’Irpinia, dei suoi borghi e le sue tradizioni.

Oltre a queste priorità settoriali, esistono priorità orizzontali, ovvero quelle attraverso le quali la cooperazione si sviluppa sul territorio, a prescindere dai settori di impatto immediato, mediante un’azione più lenta ma costante nel tempo. La cooperazione di comunità, ad esempio, è un fenomeno in forte crescita proprio nelle aree interne: essa rappresenta la sintesi di bisogni diffusi e generali e delle relative risposte, anche in termini di forza lavoro. La cooperazione semina dunque possibilità: la possibilità di costruirsi il proprio lavoro, con la propria impresa, nel proprio territorio, nella propria comunità. Radici ben piantate quindi, ma con uno sguardo al mondo. Negli interventi a venire svilupperemo tematiche di interesse cooperativo specifiche e siamo pronti a rispondere a tutte le vostre curiosità.

CONFCOOPERATIVE, 900 IMPRESE E OLTRE 64MILA SOCI. Confcooperative Campania associa quasi 900 imprese cooperative e rappresenta 64.250 soci, per un numero di 10.270 addetti ed un fatturato complessivo che si attesta intorno ai 761 milioni di euro. Il sistema del credito (Banche di Credito Cooperativo) fa registrare un numero di 40.600 soci, un numero di 1.100 addetti, per un fatturato di 201 milioni di euro (dati al 31 dicembre 2017 e forniti dall’Area Studi Confcooperative). Confcooperative Campania, in sinergia con il livello nazionale, lavora per programmare e portare a compimento le politiche, le azioni, i servizi volti allo sviluppo e alla crescita del modello d’impresa cooperativa. Sulle cinque provincie operano i Comitati territoriali, con funzione politica di rapporto con gli enti locali, di primo contatto e di intercettazione dei bisogni delle imprese socie. Il braccio operativo dell’Organizzazione sono le Federazioni che aggregano le cooperative per settore economico e sfere di interessi.

(*): Presidente del Comitato Territoriale di Avellino | Confcooperative Campania

Per Informazioni: Confcooperative Campania | Confcooperative Avellino


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