Novolegno, Fillea Cgil: «Fantoni scarica Pianodardine per rafforzare Udine». Mobilitazione unitaria

L'accusa del segretario della Cgil Antonio Di Capua nel corso del congresso provinciale che lo ha riconfermato alla guida. «Non possiamo accettare che il gruppo destini 50 milioni di euro sullo stabilimento di Osoppo, mentre abbandona l'industria avellinese ad una lenta agonia»

«La Fantoni scarica lo stabilimento di Pianodardine della Novolegno, taglia l’integrativo agli operai, mentre investe 50 milioni di euro in Friuli Venezia Giulia, condannando la fabbrica avellinese all’agonia». Così Antonio Di Capua, segretario provinciale della Fillea Cgil, appena riconfermato alla guida della sigla sindacale al congresso che si è celebrato ad Avellino. «Nel settore legno alla Novolegno di Pianodardine a febbraio di questo anno è stato prorogato il contratto di solidarietà per un altro anno, con un prezzo, purtroppo, alto sia per il sindacato sia per i lavoratori pagano», spiega Di Capua entrando nel dettaglio del dossier. «Nello stesso stabilimento è stato confermato il taglio del 50 per cento dell’integrativo e ancora una volta è stata applicata la penalizzazione di un aumento percentuale di solidarietà su alcune figure lavorative in produzione» nonostante «l’esubero prospettato di 55 unità lavorative su 122 con la chiusura di una linea di produzione». Secondo Di Capua «non c’è nessun criterio di equilibrio generale nell’utilizzo dell’ammortizzatore sociale e i nodi irrisolti, legati all’ambiente e sicurezza, sono molti».

«DIALOGO DIFFICILE CON LA DIRIGENZA DI FANTONI». In questo quadro, «l’incontro con la direzione aziendale, al quale hanno partecipato il consigliere delegato Giorgio Barzazi e il direttore di stabilimento Giuseppe Pitton, illustrando il programma di lavoro e l’andamento produttivo con l’utilizzo del Cds e esprimendo una valutazione soddisfacente, ci lascia comunque ancora sulla strategia aziendale: la Rsu e le organizzazioni sindacali più volte hanno illustrato i punti di criticità della fabbrica, sollecitando soprattutto provvedimenti sulla questione delle polveri e sulla sicurezza precaria nei reparti». Nonostante ciò, prosegue Di Capua, «di fronte a tali richieste, i vertici di Novolegno, fino ad oggi, non ha dato nessuna risposta concreta: un comportamento che non esitiamo a definire poco corretto nei confronti delle maestranze».

SI ALZA IL LIVELLO DEL CONFRONTO. Giunti a questo punto, si annuncia la mobilitazione. «Unitariamente Fillea, Filca, Feneal e Ugl con i nostri livelli regionali e nazionali, con le istituzioni territoriali e con la Regione – dobbiamo mettere in campo una serie di iniziative programmate per imporre all’azienda un cambio di passo», aggiunge Di Capua. «Non possiamo accettare che il gruppo Fantoni nello stabilimento di Osoppo, in provincia di Udine, investa circa 50 milioni di euro, mentre abbandona la Novolegno a una lenta agonia, dimostrando così poco interesse nel realizzare una nuova e credibile strategia industriale, fondata sugli investimenti per il rilancio dello stabilimento».

IL NUOVO MANDATO IN UN CONTESTO COMPLESSO. «Per i prossimi 4 anni avrò l’onore e l’onere di rappresentare ancora le lavoratrici e i lavoratori del comparto delle costruzioni e del legno: ringrazio tutti i delegati e gli iscritti per la fiducia che proverò a ricambiare durante il mio mandato», ha spiegato Di Capua, rilanciando sulla condizione di grave difficoltà in cui versa il comparto edile. «In Irpinia l’edilizia è il comparto che più degli altri soffre per le ripercussioni della crisi: una condizione che implementa il sommerso a scapito della sicurezza e dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici impegnati nei cantieri». Di fronte ad una crisi di queste dimensioni, ha proseguito Di Capua, «è indispensabile il supporto delle istituzioni per risollevare le sorti, contrastando il crescente fenomeno del lavoro irregolare. Sul punto, i dati della Cassa edile restituiscono un quadro a tinte molto fosche». Stando ai rilievi dell’ente, nel 2017 c’è stato un calo dei livelli produttivi con una perdita complessiva del 36,5 per cento. Su queste dinamiche incide il dato negativo delle opere pubbliche, comparto che invece avrebbe dovuto trainare la ripresa degli investimenti così come previsto dalla Legge di Bilancio 2017. «Tuttavia – osserva il segretario Fillea Cgil – queste misure non hanno prodotto gli effetti sperati, a causa dell’incapacità di tradurre in cantiere le risorse disponibili e per l’efficienza nelle procedure di spesa da parte della pubblica amministrazione».

SOLIDARIETÀ PER UN ANNO ALLA CELLUBLOCK. Nel settore laterizi, alla Cellublock di Montoro – che produce contrappesi per lavatrici – si è raggiunto un accordo per una proroga di 12 mesi di solidarietà: qui 28 unità lavorative da circa 2 anni soffrono a causa di una crisi dovuta alla condizione che attraversa la Whirpool di Napoli: questo conferma tutte le criticità rispetto alla ripresa produttiva».

Edilizia in Irpinia, opere pubbliche ferme: nel 2017 perso il 36,5% degli addetti