Edilizia in Irpinia, opere pubbliche ferme: nel 2017 perso il 36,5% degli addetti

OGGI IL CONGRESSO FILLEA CGIL. La relazione del segretario Di Capua: necessario intervenire con lo sblocco dei cantieri pubblici e l’avvio della programmazione per l’edilizia popolare di qualità e il recupero dei Centri storici sia in città sia in provincia

Nel 2017 c’è stato un calo dei livelli produttivi con una perdita complessiva del 36,5 per cento nel comparto dell’edilizia nella provincia di Avellino. Sono i dati della Cassa edile, che restituiscono un quadro a tinte molto fosche nel settore delle Costruzioni.

“Su queste dinamiche incide il dato negativo delle opere pubbliche, comparto che invece avrebbe dovuto trainare la ripresa degli investimenti così come previsto dalla Legge di Bilancio 2017, osserva il segretario della Fillea Cgil, Antonio Di Capua, alla vigilia dell’XI Congresso provinciale della Fillea Cgil, in programma oggi, venerdì 12 ottobre alle ore 10  presso il Viva Hotel di Avellino.

Un cantiere stradale

“Tuttavia queste misure non hanno prodotto gli effetti sperati, a causa dell’incapacità di tradurre in cantiere le risorse disponibili e per l’inefficienza nelle procedure di spesa da parte della pubblica amministrazione”.

Le conseguenze sull’occupazione e i redditi sono devastanti, spiega Di Capua. “Nella nostra provincia si registra una flessione della massa salariale, rispetto all’anno precedente, del 20 per cento pari a 10 milioni di euro in meno (dai circa 45 milioni del 2016 ai 35 del 2017). In calo anche gli addetti presenti in Cassa (3789, ovvero 689 in meno rispetto all’anno precedente) e le imprese (1057, ovvero 110 in meno rispetto all’anno precedente). Di conseguenza, scende il numero delle ore lavorate (739mila 426 in meno) che si attestano a 2 milioni 979mila complessive con una diminuzione del 25 per cento”.

Questi ulteriori dati “riflettono il trend negativo del periodo in esame dove è positiva la sola percentuale delle imprese regolari sul totale che si mantiene pressoché stabile. Mentre quelle irregolari passano da 120 a 121 e rappresentano l’8,96 per cento del totale”.

La strada fuori terra proveniente dal Tunnel di piazza Garibaldi durante la prima fase dei lavori

Per la Fillea Cgil “è ora necessario intervenire con lo sblocco dei cantieri, con una serie di interventi di edilizia pubblica, con l’avvio della programmazione per l’edilizia popolare di qualità e il recupero dei Centri storici sia in città sia in provincia”.

Per questo “è opportuno pianificare operazioni di ristrutturazione edilizia con tecniche avanzate, puntando alla valorizzazione del patrimonio abitativo esistente, intervenendo soprattutto sull’edilizia popolare pubblica e implementando opere di bonifica”.

L’ingresso di Palazzo Caracciolo, sede della amministrazione provinciale di Avellino

Al «Viva Hotel» Di Capua apertura dei lavori congressuali con una relazione introduttiva basata su questa analisi, prima della elezione dei delegati. Saranno presenti il segretario generale della Cgil irpina, Franco Fiordellisi, e il segretario generale Fillea Campania, Giovanni Sannino.

In conclusione, il segretario ha sottolineato “il momento di profonda crisi del comparto, che rende indispensabile il supporto delle istituzioni per risollevare le sorti, contrastando il crescente fenomeno del lavoro irregolare”. In questo senso, in provincia di Avellino risulta l’edilizia il comparto che più degli altri soffre per le ripercussioni della crisi: una condizione che implementa il sommerso a scapito della sicurezza e dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici impegnati nei cantieri”.