IIA, si dimettono Rampini e Lepore. Entro 30 giorni il nuovo corso

L'Industria Italiana Autobus e la sua evoluzione rispetto al Polo pubblico. Si dimettono il vice presidente e il consigliere di amministrazione. Intanto la FCA di Pratola Serra si attiva per incontrare parlamentari e organi regionali il 15 ottobre. Interviene il Segretario Fiom Giuseppe Morsa

Nell’IIA la nuova fase è già iniziata. C’è un cambiamento nell’organigramma aziendale dell’Industria Italiana Autobus. Si sono dimessi Stefano Rampini amministratore delegato e vice presidente dell’industria e il consigliere di amministrazione Giuseppe Lepore. La dirigenza che ha condotto fin qui la società nata per dare continuità all’ex Irisbus abbandonata dall’allora Fiat, si appresta ad uscire di scena. Entro la nuova assemblea del 9 novembre, quando una nuova compagine assumerà il controllo, c’è molto lavoro da fare. Leonardo, Busitalia e Invitalia dovranno mantenere gli impegni assunti sul piano industriale e contrattuale con il personale, ma soprattutto dovranno predisporre un piano industriale credibile, in grado di lanciare il marchio sul piano internazionale. Non si tratterà soltanto di contare sulla possibile domanda interna delle Regioni o dello Stato, producendo mezzi per rinnovare il peraltro parco mezzi del trasporto pubblico nazionale, ma si tratterà di sfidare i colossi europei su una nuova linea di mezzi.

Stefano Del Rosso, referente della IIA

LA FASE DI TRANSIZIONE. L’azienda interpellata nel pomeriggio di ieri, nella persona di Stefano del Rosso, non ha rilasciato dichiarazioni. Dopo la presa d’atto dunque della proposta del MISE rispetto al polo pubblico e dell’interessamento di Leonardo e Ferrovie dello Stato, l’asset societario preesistente dà segni di cambiamenti. Pronte le prime valige per fare spazio ad altri. La cautela comunque è alta.

“Gli attori coinvolti si sono presentati al tavolo convocato a Roma e questo per noi è segno di reale interessamento”, dichiara Giuseppe Morsa, nuovo Segretario Fiom Cgil Avellino. “E’ chiaro – prosegue Morsa – che i prossimi 30 giorni sono decisivi e dobbiamo monitorare. Faremo pressing sul Mise affinchè i tavoli tecnici tra le parti in gioco vengano fatti”. Due parole da parte del numero uno di Fiom per la Regione Campania che, dichiara, “a differenza dell’Emilia non è presente e invece dovrebbe sostenerci”. Quel che verrà ovviamente è tutto da seguire perché la realizzazione del polo pubblico è faccenda delicata. Soprattutto in questa fase.

Nessun cenno al valzer dei vertici aziendali in seno all’IIA da parte di Giuseppe Morsa. Non ci comunica le dimissioni di Rampini e Lepore che pure ci sono state. E sono ufficiali. Sulla vicenda il neo Segretario Fiom si rifà unicamente a quanto emerso nelle ultime giornate. Cioè agli incontri al MISE e all’esito dell’assemblea straordinaria della società.

Molti operai confidano nel salto di qualità. Ad ogni modo mostrano una certa stima nei confronti del team, a questo punto, storico dell’IIA. In particolare Stefano Del Rosso, definito da alcuni, “incantatore di serpenti”, è considerato “abile venditore”. E alla sua persona, in qualche modo, gli operai sono legati non foss’altro perché tra incertezze e instabilità le loro sorti sono state traghettate fino al prossimo novembre. Sebbene in una situazione da volo a planare, gli operai hanno comunque percepito un reddito. Del resto, si sa, il colosso Fiat (In valle Ufita) ha chiuso nel 2011 e dopo di lei nessuno ha messo dimora in Valle Ufita promettendo un indotto e una produzione che proprio non era nelle possibilità.

I cancelli della FCA di Pratola Serra, nell’area industriale di Pianodardine

Altro focolaio molto attenzionato da Morsa e dalla Fiom Cgil è lo scenario relativo alla FCA di Pratola Serra. A giugno la decisione di fermare la produzione dei motori diesel entro il 2021 con progressiva “conversione” all’ibrido e all’elettrico. In merito dichiara Morsa: “abbiamo un calo di produzione e il 15 ottobre incontreremo parlamentari e organi regionali”. Chiederemo chiarezza sulla mobilità e un tavolo di convocazione per capire, in questa nuova situazione, la politica come intende agire. Sulla possibilità di un interessamento della Hyundai, Morsa non batte ciglio. Afferma, “non sappiamo nulla, non disponiamo di fonti autorevoli in merito”. Quindi nella sostanza, allo stato, l’alternativa del gruppo coreano pare un miraggio.

IIA scongiurato fallimento (per ora) Gli azionisti convocano Leonardo, Busitalia e Invitalia