Nei giorni scorsi la Corte dei Conti ha promosso la Regione Campania, esprimendo un positivo giudizio sulla situazione delle finanze regionali vagliata con riferimento ai consuntivi dei primi due anni dell’amministrazione guidata da Vincenzo De Luca.

«La Corte dei Conti con la Procura ha partecipato a tutta quanta la fase istruttoria del giudizio e rileva che la Regione Campania ha sicuramente intrapreso una via di recupero e di efficienza nella gestione delle proprie finanze e della macchina pubblica», hanno riferito fonti di agenzia, riprese dalla stampa regionale e nazionale.

Il giudizio è stato pronunciato da Michele Orecchio, procuratore regionale in Campania della Corte dei Conti, nel giorno della parificazione dei bilancio del 2015 e del 2016.

Secondo  Orecchio «ci sono incoraggianti segni di miglioramento del funzionamento della macchina regionale ma ci sono ancora criticità come nelle indennità accessorie del personale del consiglio regionale, che risultano un unicum non giustificabile all’interno del sistema». Commentando il giudizio espresso dai magistrati contabili, il Governatore Vincenzo De Luca ha espresso soddisfazione per l’esito delle verifiche. «La Corte dei Conti ci dà respiro e ci consente di proseguire gli investimenti e non soffocare l’economia della Campania», ha affermato. «C’è stata grande saggezza e grande sensibilità. Ci sono decenni di incrostazioni da eliminare ma oggi possiamo lavorare con serenità».

Nel merito, la sentenza emessa dalla Sezione di controllo, che ha parificato i bilanci della Regione Campania e lo stato patrimoniale riferiti agli anni 2015 e 2016 (ad eccezione di 140 milioni per il 2015 e 96 milioni per il 2016, ordinando al Presidente Vincenzo De Luca di riportare i rendiconti in consiglio regionale per attuare le modifiche concordate, garantisce margini di manovra sulla spesa alla Giunta di Palazzo Santa Lucia. In sostanza, non c’è stato il blocco della spesa vincolata per gli investimenti, a dimostrazione che lo sforzo sul risanamento è stato apprezzato, al di là di alcune questioni pregresse su cui è stata espressa una riserva (ad esempio il trattamento accessorio del personale per le
quali sospende il giudizio fino alla definizione dell’eventuale
questione di costituzionalita’ dedotta in giudizio e sulla
quale si oppone specifica riserva).

Vincenzo De Luca al centro, con a destra il manager dell’Azienda San Giuseppe Moscati, Angelo Percopo, a sinistra Enrico Coscioni, Consigliere del Presidente in materia di Sanità

Il disco verde sui conti era già arrivato nelle scorse settimane nella parte consistente del bilancio riferito alla spesa sanitaria. La riunione congiunta del tavolo tecnico, convocata l’ultima volta a Roma il 18 luglio scorso, aveva dato esito positivo. Con un avanzo medio annuo di 19 milioni nel biennio 2016-2017, l’amministrazione regionale aveva incassato il via libera sul piano finanziario e contabile, con l’autorizzazione ad impiegare nell’ambito del Bilancio ordinario il maggiore gettito fiscale realizzato, calcolato in 51 milioni.


• BENE I CONTI DELLA SANITÀ, LIVELLI ESSENZIALI ANCORA DA RIVEDERE

Maria Morgante, Direttore Generale dell’Asl di Avellino

In quella sede le riserve erano state espresse in particolare sulla qualità di una parte dei livelli essenziali di assistenza, sia pure entro margini di miglioramento determinati dalle politiche attuate nell’ultimo biennio. Una situazione di sofferenza sulla quale avevano pesato soprattutto la carenza di personale in ambito ospedaliero, i margini ridotti di investimento nelle strutture, le conseguenze durature dei tagli lineari operati negli anni più difficili dell’opera di risanamento imposta dai governi nazionali.

Con la terapia d’urto decisa sul riassetto territoriale del sistema sanitario-ospedaliero, mirata a riequilibrare il costo dei servizi per recuperare all’efficienza i servizi risultati maggiormente penalizzati dal blocco del turn-over, il Governatore Vincenzo De Luca conta di invertire la tendenza, imponendo a Roma un provvedimento di uscita dal Piano di rientro, dopo oltre dieci anni di commissariamento.