Novolegno nell’Azienda Forestale, si prepara il dossier. Barzazi (Gruppo Fantoni): no suggestioni, contano le carte

ORE DECISIVE PER IL DESTINO DELLO STABILIMENTO DI PIANODARDINE E DEI 117 OPERAI. L'amministratore delegato del Gruppo Fantoni commenta l'ipotesi lanciata dal consigliere regionale Zinzi sull'inserimento dell'azienda di Pianodardine nella rosa dei privati dell'Azienda Forestale dell'Alta Irpinia. "Non vorrei che potessero illudersi i lavoratori. Andremo al tavolo istituzionale per vedere cosa realmente sara proposto. Per anni abbiamo cercato soluzioni alternative alla chiusura, ma invano. Vedremo"

L’ipotesi di recuperare nel Progetto Pilota all’interno della Azienda Forestale dell’Alta Irpinia il know how della Novolegno, oggi in fase di dismissione da parte del Gruppo Fantoni, sarà al centro del tavolo di crisi convocato al Ministero dello Sviluppo Economico per domani, giovedì.

Sarà avanzata ai vertici del Gruppo Fantoni dalla rappresentanze irpine che siederanno al tavolo romano del Ministero per lo Sviluppo Economico nell’incontro di giovedì 14 marzo. Nella stessa data, la proposta sarà discussa dall’assemblea dei sindaci del Progetto Pilota convocata a Nusco dal presidente De Mita, nel corso di una riunione che vedrà la partecipazione di Enrico Borghi, presidente della Fondazione Montagne Italia.

Nei giorni scorsi il consigliere regionale Gianpiero Zinzi aveva interrogato l’Assessore alle Attività Produttive di Palazzo Santa Lucia, Antonio Marchiello, per sapere “se non sia opportuno attivare ogni procedura possibile per inserire all’interno del Progetto Pilota
la partecipazione e la valorizzazione del know how della Novolegno S.p.A., ai fini della salvaguardia dei livelli occupazionali, tenuto conto oltretutto della delicatezza degli equilibri  economico-occupazionali delle aree interne della Campania”.

Enrico Borghi, coordinatore nazionale delle Aree Pilota dal 2016

Alla vigilia della data fatidica del 14 marzo, sia il presidente della Fondazione Borghi che l’amministratore unico del Gruppo Fantoni Giorgio Barzazi, evitano un pronunciamento sulla proposta avanzata dal consigliere regionale Gianpiero Zinzi e inoltrata all’assessore regionale alle attività produttive Antonio Marchiello.

“L’ipotesi avanzata dal consigliere regionale in prima battuta sembra complessa e di difficile realizzazione per quanto ci riguarda, fermo restando che in questo momento in assenza di fatti nuovi non modifica le intenzioni che abbiamo già illustrato”, annuncia l’Amministratore del Gruppo friulano Giorgio Barzazi, che tiene comunque la porta aperta. “Vedremo se verrà fuori qualcosa di più chiaro dal tavolo che è stato convocato al Ministero” aggiunge.

Barzazi conferma la forte preoccupazione dell’intera dirigenza del Gruppo Fantoni sulle conseguenze sociali derivanti dalla decisione di chiudere la Novolegno a Pianodardine. “Purtroppo non ci sono altre vie d’uscita, e la proposta avanzata in queste ore, se non supportata da un piano concreto, potrebbe finire soltanto per illudere qualcuno. Siamo aperti al dialogo e all’ascolto, ma non vogliamo coltivare false speranze” avverte Barzazi.

Giorgio Barzazi, amministratore del Gruppo Fantoni

Il percorso della Novolegno, nelle parole dell’amministratore è ormai segnato per quello che riguarda il Gruppo Fantoni. “In questi mesi abbiamo fatto ampie valutazioni sulla situazione, e sondato tutte le soluzioni possibili, ma se l’avessimo trovata non saremmo a questo punto. Il problema è grave per la società: qui non c’è prospettiva di sviluppo per noi e dubito che ci sia qualcosa in futuro”.

Al di là della prosecuzione del Gruppo Fantoni, le istituzioni locali non intendono abbandonare i 117 lavoratori di Montefredane al proprio destino, nè gettare via l’attuale stabilimento di Arcella di Montefredane.

L’interrogazione di Gianpiero Zinzi sembra andare nella direzione di realizzare un investimento pubblico sul polo del legno proposto dall’Azienda Forestale a prescindere da Fantoni, come ha dichiarato in queste ore a Nuova Irpinia il segretario della Cisl Irpinia Sannio Mario Melchionna.

“La Cisl ha sempre auspicato una riconversione industriale degli stabilimenti, con o senza Fantoni, ma ora bisogna capire se l’azienda o il Governo confermano la praticabilità dell’ipotesi in campo”, la posizione del sindacato.

Il consigliere provinciale Luigi d’Angelis chiarisce lo scenario in cui si muovono gli attori istituzionali.

“Potremmo chiudere una filiera con soggetti privati che faranno investimenti con agevolazioni” chiarisce D’Angelis. “Le prospettive legate all’Azienda Forestale riguardano un investimento sul patrimonio boschivo, inteso come rispetto del Piano di assestamento forestale, e potenziamento dello sfruttamento delle biomasse. Lo scopo sarà di prestare massima attenzione alla sostenibilità ambientale e garantire l’equilibrio biologico dell’ambiente; tutte le aziende che aderiranno dovranno concorrere a questo scopo, ognuna nel suo ramo di produzione”.

Insomma, sindaci e sindacato sono pronti a sfidare in positivo il Gruppo Fantoni, se la Regione Campania e il Ministero dello Sviluppo Economico faranno la propria parte. Contratti di programma o di sviluppo potrebbero fare miracoli. Nel Mezzogiorno si ricorda il caso della Ema ormai oltre vent’anni fa a Morra De Sanctis, oggi realtà industriale di prima grandezza nel settore dell’Aerospazio, grazie alla lungimiranza e alla visione strategica di Rolls Royce.

In vista dell’incontro a Roma, promosso dal Prefetto di Avellino Maria Tirone e dall’assessore Marchiello, le parti sociali e il sindaco di Montefredane Valentino Tropeano sono alle prese con la definizione della posizione del territorio da portare al tavolo.

Quanto a Fantoni, rinvia tutto ai tavoli ufficiali, dovendo in questa fase gestire il proprio difficile momento. “Rispondiamo sempre ai tavoli istituzionali perchè siamo preoccupati anche noi del problema sociale che la scelta di chiudere comporta. Vediamo cosa succederà giovedì a Roma” conclude Barzari.

La Novolegno, azienda del gruppo Fantoni con sede a Montefredane in provincia di Avellino, fondata nel 1980

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