L’incontro di ieri in Regione Basilicata fra istituzioni pugliesi, lucane e irpine ha aggiunto un nuovo tassello al progetto di riapertura della linea ferroviaria Rocchetta Sant’Antonio- Gioia del Colle per fini turistici. Un tassello che si aggiunge al grande mosaico della costruenda ferrovia trans Appenninica che collega Perugia a Matera, e che in questa fase trae spunto dal metodo adottato dalla Regione Campania per la riqualificazione della tratta ferroviaria Avellino Rocchetta.

L’accoglienza del treno turistico nella stazione Rocchetta Sant’Antonio-Lacedonia

“Il metodo campano ha fatto scuola” conferma Mitrione al termine dell’incontro di Potenza. “Ad oggi la Fondazione Ferrovie dello Stato sta vagliando l’opportunità di replicare l’esperimento, e sta vagliando i costi. In caso positivo, la Regione Basilicata firmerà un protocollo d’intesa sulla scia di quello predisposto dalla Campania”.

All’incontro tecnico in Regione Basilicata promosso dall’assessore ai trasporti Carmine Miranda, hanno preso parte il consigliere regionale della Puglia Francesco Ventola, Carmela Sinisi assessore del comune di Venosa, il sindaco di Spinazzola Michele Patruno, il consigliere comunale di Palazzo San Gervasio Tonino Paradiso in rappresentanza del Sindaco Michele Mastro, e le associazioni amici delle Rotaie ed esperti del settore, fra cui Fernanda Ruggiero e Nicola Ditommaso.

L’interesse dell’Irpinia in questo scacchiere è duplice: rafforzare la tratta Calitri-Rochetta Sant’Antonio, che interessa la Basilicata, e agganciare la Puglia verso Spinazzola- Barletta per costeggiare l’Ofanto fino a Venosa. Anche quest’ultima infatti, sarà capitale della cultura europea per un giorno, come Calitri. La trans Appenninica per Matera si materializza se si porta a compimento la riapertura della tratta Rocchetta- Gioia del Colle, e la tratta Benevento Campobasso.

Matera capitale europea della cultura 2019

“In questo modo di può partire da Terni o da Perugia per scendere fino a Matera sul treno turistico del paesaggio a bordo di treni storici. Il modello inaugurato dalla Regione Campania sta riscuotendo successo e lo stiamo esportando fuori regione per costruire la trans Appenninica” continua Mitrione.

Da sx: Francesco Celli di Info Irpinia, Luigi Cantamessa direttore generale di Fondazione Fs, Pietro Mitrione di In Loco Motivi, e Modestino Ferraro, dirigente Rfi

Ad oggi, l’associazione In Loco Motivi, di concerto con la Fondazione Fs e la Regione Campania sta definendo la programmazione 2019. “Il programma di quest’anno prevede i treni didattici insieme ai treni turistici e a quelli storici. Se riuscissimo a riaprire la tratta fino a Venosa si potrebbe immaginare un’unica giornata in cui si congiungono le due linee ferroviarie per Matera” annuncia.

Venosa intanto, è una delle mete a cui traguarda anche il maxi progetto della Provincia di Avellino e illustrato da Nicola Di Iorio, presidente del distretto turistico “L’irpinia del Principe e dei tre re”, impegnato nella stesura di una mappa strategica del turismo che narra il percorso di Carlo Gesualdo.


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