Il commissario del Comune di Avellino, Giuseppe Priolo, ha già dimostrato di non voler svolgere il ruolo di semplice comparsa o di rappresentante della burocrazia ministeriale, in attesa del ritorno in sella della politica, ma di essere pronto a spendersi fino in fondo sulle numerose e delicate questioni che pendono a Piazza del Popolo.

Giuseppe Priolo, Commissario prefettizio di Avellino

Oltre all’impegno per la definizione di una strategia di risanamento finanziario dell’ente, che dovrebbe portare entro il 28 febbraio all’approvazione del Consuntivo 2018 e del Preventivo 2019, è stato già avviato il percorso per l’organizzazione della nuova azienda consortile dei servizi sociali, con l’approvazione dell’atto costitutivo e dello statuto, che rimette in moto dopo anni di stasi il Piano di zona sociale A4, restituendo la necessaria centralità al Comune capoluogo.

Priolo, insieme al viceprefetto vicario, Silvana D’Agostino, e al subcommissario Francesco Ricciardi, dirigente di prima fascia ed esperto in materia finanziaria, sta mettendo le mani nei progetti di finanziamento degli interventi avviati dalle precedenti amministrazioni, fermi al palo per ragioni procedurali, e nei contenziosi che su più fronti stanno impaludando l’attività istituzionale.

Domani il commissario dovrà firmare in Regione l’accettazione della delega da parte della giunta regionale per la gestione diretta dei fondi e degli interventi, per un importo complessivo di 18 milioni di euro, previsti dal Pics, Programma Integrato Città Sostenibile, presentato dall’amministrazione Foti, che prevede la riqualificazione del centro storico di Avellino e di Via Francesco Tedesco, oltre ad una serie di incentivi alle imprese insediate negli stessi ambiti.

Ma tra le grane da affrontare nelle prossime settimane ci sono anche lo sblocco del cantiere di bonifica e rifacimento di Piazza Castello, recentemente dissequestrato dalla Procura della Repubblica di Avellino. Ad inizio di settimana si è svolta in Tribunale la prima udienza della causa intentata dalla Cogepa, la Costruzioni Generali Passarelli di Napoli, che ha chiesto al Comune circa sette milioni di euro di risarcimento per il fermo imposto al cantiere. Sarà, dunque, necessario trovare una soluzione urgente per riprendere i lavori nella piazza antistante il Teatro Gesualdo, che consentirà di riconnettere Corso Umberto e Via Francesco Tedesco con Via Circumvallazione. Il verbale di dissequestro temporaneo, sottoscritto agli inizi di dicembre dal Comune e dall’Arpac prevede che il piano di monitoraggio dovrà terminare entro il 30 gennaio 2021, insieme ai lavori.

Sul tavolo del commissario però c’è anche il caso del nuovo progetto di riqualificazione del Mercatone, bloccato dall’ennesimo contenzioso attivato da uno dei tecnici del precedente intervento sulla struttura, proprio mentre stava per partire.

Il project financing da nove milioni di euro prodotto dall’impresa napoletana Principe s.p.a. in associazione con la ditta Cosap, presentato nell’estate 2017, per ridare vita all’infrastruttura di via Ferriera, rischia di arenarsi a causa di nuovi problemi, che andranno risolti rapidamente se non si vuole rischiare l’ennesimo buco nell’acqua.

Per non parlare del capitolo della bonifica dell’Isochimica e del futuro dell’area dell’ex fabbrica dei veleni.

Infine, il Comune di Avellino dovrà riprendere l’iter delle progettazioni dell’Area Vasta, ma soprattutto ridare consistenza allo strumento di rappresentanza del territorio, rafforzando la strategia di sviluppo, anche in funzione delle novità che saranno introdotte con l’inserimento del nucleo industriale di Pianodardine nella Zes, la Zona economica speciale.

Tantissime, dunque, le questioni da rimettere in moto e da collocare nei giusti binari per tentare di imprimere una svolta alla crisi che ha investito negli ultimi anni la città, spesso impantanata nelle pastoie burocratiche e in costosi contenziosi, che hanno depredato le casse comunali.

Al commissario ovviamente non sarà possibile chiedere di risolvere magicamente tutti i problemi che le rappresentanze politico-istituzionali, gli uffici comunali ed i tecnici esterni non hanno saputo o potuto superare, ma dai segnali sinora emersi, c’è da attendersi che gli sforzi di Priolo e dei suoi collaboratori saranno volti a cercare di dipanare molte delle matasse che hanno sinora imbrigliato Palazzo di Città.