Carife, si inaugura il museo archeologico

L'inaugurazione domani venerdì 11 gennaio alle 16.00 presso il Comune di Carife. L’allestimento è destinato ad essere integrato in futuro con l’esposizione di ulteriori reperti, tutti provenienti dagli scavi diretti dal compianto Werner Johannowsky e dai suoi collaboratori Giovanna Gangemi e Matilde Romito

A Carife apre il museo archeologico, con un progetto atteso da 20 anni per rilanciare l’economia locale. L’inaugurazione è prevista per domani, venerdì 11 gennaio alle ore 16.00, a cui interverrà la Soprintendente di Salerno e Avellino, Francesca Casule.

Domani alle ore 16.00, nella Sala Consiliare di largo mons. Vincenzo Salatore, a Carife si terrà l’incontro di inaugurazione del MAC -Museo Archeologico Carife.

Il Museo Archeologico di Carife rappresenta un nuovo tassello per impreziosire l’offerta culturale della provincia di Avellino: un progetto atteso da 20 anni e fortemente voluto dal Sindaco Carmine Di Giorgio che ha puntato sull’apertura del contenitore museale per ridare visibilità al suo comune e rilanciare l’economia locale.

Questa Soprintendenza, superando tutte le difficoltà tecniche e organizzative che in passato avevano più volte fatto arenare l’importante iniziativa, grazie al funzionario archeologo di zona, Silvia Pacifico, e ai suoi collaboratori, è riuscita in sei mesi a raggiungere l’obiettivo prefissato.

Francesca Casule

L’allestimento è destinato ad essere integrato in futuro con l’esposizione di ulteriori reperti, tutti provenienti dagli scavi diretti dal compianto Werner Johannowsky e dai suoi collaboratori Giovanna Gangemi e Matilde Romito: indagini eseguite in regime di archeologia preventiva negli anni successivi al sisma del 1980, che colpì duramente la valle dell’Ufita.

Dai dati ricavati dalle necropoli di Castel Baronia e Carife si è riusciti a seguire le diverse fasi di popolamento dell’area, dal Neolitico all’età del Bronzo, dall’età del Ferro all’età ellenistica, confermando la presenza di insediamenti stabili soprattutto in età sannitica e romana, periodo cui si riferiscono gran parte dei reperti recuperati e selezionati dai corredi funerari esposti per la prima volta in forma definitiva nel museo della civiltà preromana della Baronia.

Come Soprintendenza speriamo che questo nuovo contenitore archeologico nel corso degli anni possa attirare un numero cospicuo di visitatori, studiosi e appassionati, instaurando soprattutto con il mondo della scuola uno stretto rapporto di collaborazione per rafforzare nelle nuove generazioni, eredi di un notevole passato, la propria identità culturale.


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