Il partito di Salvini si riorganizza e lancia la sfida per le prossime amministrative in Irpinia.

Passaggio di consegne, ieri sera, tra il coordinatore regionale della Lega, il deputato Gianluca Cantalamessa, ed il nuovo responsabile provinciale del partito, Sabino Morano. Ad affiancare l’ex consigliere comunale di Avellino il sindaco di Cassano Irpino, Salvatore Vecchia, e l’ex consigliere comunale di Ariano Irpino, Pasqualino Santoro, indicati direttamente da Napoli.

Si chiude, dunque, la fase di commissariamento iniziata nel mese di luglio, con la rimozione dall’incarico dell’ex parlamentare Marco Pugliese, che ha poi lasciato il Carroccio, e con la sospensione di tutti gli organismi della compagine politica.

Tra le fila dei salviniani irpini resta, però, ancora qualche tensione, a cominciare dalla posizione dell’ex responsabile cittadino, Aniello Govetosa, che probabilmente immaginava un riassetto differente. (Leggi l’articolo)

«Intendiamo costruire – ha precisato, dal canto suo, Morano – una presenza capillare sul territorio, ponendo attenzione ai problemi delle comunità locali ed impegnandoci nell’individuazione di soluzioni concrete».

Quali saranno i tratti caratterizzanti della Lega in provincia di Avellino?

«Immaginiamo un partito aperto, ma capace di selezionare la classe dirigente. Inclusivo e, allo stesso tempo, rigoroso nella difesa dei principi ideali del progetto politico. L’anima cattolica avrà sicuramente un adeguato rilievo».

In primavera il primo test elettorale nel capoluogo e in vari Comuni di dimensioni significative. Come vi state preparando?

«Saremo certamente presenti, con le nostre idee e proposte, in tutte le realtà più importanti ed ovunque vi sia un riferimento. Dai segnali che emergono, c’è grande interesse attorno alla Lega».

Punterete sulla riconferma della coalizione di centrodestra o si fa avanti l’ipotesi di un’alleanza con il Movimento Cinque Stelle, per replicare lo schema nazionale? Su entrambi i fronti non sembrano mancare differenze e fibrillazioni con gli altri partiti.

«Il centrodestra resta l’opzione prioritaria, soprattutto sui territori. Un po’ dovunque nel Paese l’alleanza viene confermata. Al momento, però, non mi sento di escludere nessuna ipotesi. Vedremo quali saranno gli sviluppi del quadro nazionale e le eventuali ricadute locali. Le intese, comunque, si realizzeranno su basi programmatiche».

C’è la sensazione, suffragata da alcuni elementi piuttosto evidenti, che nei prossimi mesi potrebbero registrarsi novità di rilievo nella geografia politica italiana. Che ne pensa?

«Sì, effettivamente la situazione appare molto dinamica. Nel M5S ci sono posizioni che appaiono difficilmente conciliabili tra loro ed alimentano spinte che vanno in direzioni opposte. Pare che vi sia già chi stia lavorando ad un contenitore diverso, che guarda alla riconferma dell’alleanza con il nostro partito. D’altra parte, anche nel centrodestra ci sono movimenti in atto. Mentre si consolida il ruolo trainante della Lega, in Forza Italia c’è chi punta ad una riaggregazione delle forze centriste con pezzi del Pd, guidati da Renzi. Non è da escludere, quindi, un rimescolamento delle carte. Resta da vedere come si muoverà Fratelli d’Italia».

Le elezioni europee rappresenteranno uno spartiacque per gli eventuali nuovi equilibri?

«Penso proprio di sì. Molto dipenderà dai risultati che verranno fuori. Il nostro progetto politico è comunque dato in forte crescita su tutto il territorio nazionale. Vedremo come andrà a finire».

Sono previsti appuntamenti in città sui temi politici del momento?

«Il 29 gennaio verrà ad Avellino il filosofo Diego Fusaro, con il quale avevo già stretto un rapporto durante la campagna delle scorse amministrative, per partecipare ad un convegno sul sovranismo, organizzato dall’associazione Primavera Irpinia, insieme ad Alessandro Sansoni».