I grandi investimenti annunciati in Alta Irpinia accendono le uniche speranze per l’industria in provincia di Avellino nel 2019. Così la Fismic, che ha riunito la segreteria provinciale per tracciare un bilancio del 2018 nella prospettiva dell’anno che si apre.

Giuseppe Zaolino, Segretario della Fismic di Avellino

Nel corso della riunione straordinaria, convocata «per un’analisi approfondita dell’attività sindacale svolta nel 2018 in Irpinia e per tracciare le linee guida che vedranno impegnata tutta l’organizzazione nel 2019», si è sottolineato il momento di transizione per l’industria irpina, che oggi vede soprattutto i grandi stabilimenti al bivio. «È stato un anno molto travagliato», spiega il Segretario Provinciale Giuseppe Zaolino. «Il settore metalmeccanico irpino si è aggrappato alle tre grandi fabbriche del territorio, cioé Fca, Denso ed Ema, per bilanciare la  perdita di posti di lavoro, causati dalla chiusura di alcune piccole aziende».

Stefano Del Rosso, anno 2015 – Presentazione progetto aziendale IIA

Simbolo della difficoltà attraversata dal comparto è stata la travagliatissima vertenza  della IIA. «A giugno la Industria Italiana Autobus sembrava prossima al rilancio con 100 lavoratori in fabbrica ed un programma che prevedeva il raddoppio delle presenze entro la fine dell’anno, poi la crisi finanziaria e le strumentalizzazioni politiche hanno portato la società ad un passo dal fallimento, con il passaggio delle azioni da Roberto Del Rosso ai turchi di Karsan». E ora, osserva Zaolino, «si prospetta solo una lunga cassa integrazione senza programmi produttivi».

La Fca di Pratola Serra

Situazione diversa a Pratola Serra. «Sono state fatte tante discussioni anche sul futuro dei 1800 lavoratori della Fca avellinese», dopo «la presentazione a Torino del piano industriale di fine novembre, che ha ridato speranza al futuro della fabbrica più grande dell’Irpinia, rispondendo a tutti quelli che ne avevano già decretato la chiusura».

Ma il futuro industriale della provincia di Avellino, sottolinea la Fismic, si scriverà lontano da Avellino e dall’Ufita. «Il 2019 sarà l’anno dell’Alta Irpinia, unica zona industriale interessata a progetti di sviluppo in grado di generare 350 nuovi posti di lavoro». Per Zaolino Sirpress di Nusco e Ema/Poema di Morra De Sanctis diventeranno le locomotive dell’Alta Irpinia, favorendo anche la crescita dell’indotto e dell’ artigianato locale».

Nell’area industriale di Nusco

In questo contesto a tinte fosche, «la vera sfida è fermare l’emigrazione dei giovani, creando nuovi posti di lavoro con gli investimenti e non con le chiacchiere e le contrapposizioni sterili dei partiti politici». In conclusione il messaggio della Fismic rilancia il tema della convergenza tra le componenti sociali. «Noi come Fismic continueremo a batterci per far crescere la cultura partecipativa», considerato che «al Sud il lavoro si difende solo facendo squadra tra imprese , lavoratori e sindacato.