Libri: presentati “La Noria” e “Il Giglio di grano”

Presentati ieri a Flumeri le due operette del professore Michele Di Paola. All'appuntamento il consigliere provinciale Franco Di Cecilia, i professori Pasquale Areniello e Marino Perrina, l'editore delle pubblicazioni.

La cultura che vince a Flumeri. Sala ex Eca gremita per la presentazione delle operette del professore Michele Di Paola, “La Noria” e “Il Giglio di grano a Flumeri”. Una composizione di liriche il primo libro. Una descrizione storica e documentata per il testo sul Giglio. I due testi sono editi Delta 3.

A presenziare l’appuntamento il consigliere provinciale e dirigente scolastico Franco Di Cecilia, i professori Pasquale Areniello e Marino Perrina. Tra i presenti in sala il poeta e docente Salvatore Salvatore.

La Noria, da definizione del dizionario della lingua italiana è “una ruota idraulica che ha la funzione di sollevare acqua sfruttando la corrente di un corso idrico. Sulla ruota sono montate delle pale per mezzo delle quali la noria è messa in rotazione dalla corrente d’acqua e dei secchi o tazze che si riempiono d’acqua. Quando i secchi giungono nella parte superiore della ruota svuotano il loro contenuto in una vasca di raccolta”. La “macchina” è stata molto in uso nell’antichità e nel passato della vita rurale e contadina. Simbolo del lavoro dedicato dell’uomo semplice e sapiente.

“La vita dell’infanzia e della prima adolescenza è quella che si ricorda sempre e rimane impressa – dichiara l’autore – così ho espresso in rime le mie emozioni”. Quelle della vita da “figlio” e poi come uomo adulto, marito e padre di tre figli. La Noria è una raccolta di poesie che porta il lettore in una dimensione “altra” e profonda. Lo immergono in un contesto e lo guidano con mano in un viaggio introspettivo dolce e gradevole.

Michele Di Paola docente di Lettere e giornalista ha portato nella sua espressione letteraria l’ambiente di vita, i paesaggi e la sua famiglia. La moglie, docente Michelina Primavera e i figli Angelo, Felicia e Francesco. La semplicità profonda di quel che si è. Della propria vita.

Lodevoli gli interventi dei tre relatori. L’omaggio degli amici e colleghi. Primo Franco Di Cecilia che si è soffermato sulla tradizione del giglio di grano, sapientemente documentata, e sull’importanza di lasciare traccia di sè attraverso uno scritto. L’importanza del testo scritto, del “fare cultura” in piccole realtà, è stato evidenziato da Silvio Sallicandro. Una disamina puntuale poi, quella del professore Perrina che con dovizia ha descritto e interpretato passo passo il testo di poesie. Pasquale Areniello ne ha curato la prefazione. Ha sottolineato “la serenità di chi scrive” e “il capolavoro Angelo mio”, che è la “scoperta del valore della vita, il senso e il significato di un sorriso e la serenità che ne deriva”.