Allarme furti, rete per la sicurezza tra sei Comuni con Gesualdo capofila

In provincia di Avellino parte il primo esperimento del "Controllo del vicinato". Villamaina, Paternopoli, Sturno e Frigento sono i paesi in rete che stipuleranno l'accordo con la Prefettura.

Operazione sicurezza a Gesualdo. Il paese del Principe dei musici corre ai ripari in modo innovativo. Sei Comuni uniti per il deliberare l’accordo del Controllo del vicinato. L’iniziativa fa seguito ai numerosi furti che si sono consumati a Gesualdo nelle scorse settimane.

Segnaletica relativa alle aree in cui vige l’Accordo del “Controllo del Vicinato”

Fontanarosa, Villamaina, Paternopoli, Sturno, Frigento e Gesualdo in rete per il primo esperimento in Irpinia. Si tratta di una misura di “sicurezza partecipata” decisa dall’amministrazione comunale d’intesa con i cittadini e il  Prefetto. Una sinergia tra territori, cittadini, istituzioni e forze dell’ordine. Viene affermato un rinnovato concetto di cittadino. Cioè il residente è chiamato ad assumere un ruolo per così dire attivo e desto. Laddove lo ritiene, può segnalare eventuali situazioni o presenze anomale. Si va a ristabilire il concetto di comunità e di solidarietà.

Edgardo Pesiri, sindaco di Gesualdo

In corso di redazione il protocollo che sarà poi sottoposto al vaglio della Giunta comunale di ogni paese. Sinora cinque i Comuni interessati. “Siamo pionieri e l’auspicio è fare rete con tutti i Comuni della Provincia – ha dichiarato il consigliere Americo D’Onofrio – è auspicabile aderiscano diverse realtà. Si tratta di un deterrente per i malintenzionati. Avremo dei coordinatori di zona che, si badi bene, sono chiamati solo a collaborare e non interferire con quanto poi spetta alle forze di polizia. Saranno utilizzati i social come strumento di comunicazione”

Tra gli scopi dell’accordo  viene perseguita la finalità di contribuire all’attività di prevenzione sul territorio. Altri obiettivi sono: accrescere la consapevolezza dei cittadini sulle problematiche locali ed incrementare le misure di difesa passiva. Promuovere la sicurezza partecipata attraverso la reciproca attenzione e il vicinato solidale; favorire la coesione sociale. E’ bene chiarire che non si tratta di uno strumento di “giustizia fai da te”, nè tantomeno di ronde. Nelle prossime ore saranno noti i dettagli del protocollo.

L’iniziativa è utilizzata in molte realtà. 480 Comuni in tutta Italia. Soprattutto nel centro – nord. Quarantuno Comuni nell’hinterland di Milano. Ancora si sono mossi nella stessa direzione ventisei Comuni dell’area metropolitana di Firenze. Poi Arezzo, la città di Monza, Bergamo e Cesenatico.

IL MODELLO IMPORTATO DAGLI USA. “Neighbourhood watch” (Controllo del vicinato) è nato in America e in Inghilterra negli anni ottanta. Si tratta di una misura di prevenzione. In tutti i Comuni aderenti viene apposta tra l’altro apposita segnaletica che indica l’adesione della località al Protocollo.

A livello nazionale c’è poi l’Associazione Controllo del Vicinato. E’ “composta da una rete territoriale di volontari e specialisti volontari che forniscono consulenza e supporto alle Amministrazioni Comunali, alle associazioni locali e a privati cittadini che intendono sviluppare nel proprio territorio programmi di sicurezza partecipata e organizzare gruppi di Controllo del Vicinato”.

Il Palazzo di Governo al corso Vittorio Emanuele II ad Avellino

“Tutto sarà istituzionalizzato – prosegue D’Onofrio – infatti i coordinatori seguiranno un corso il Prefettura per filtrare le segnalazioni che giungeranno dai cittadini. Il Prefetto, Dottoressa Maria Tirone, ci ha invitati a fare rete con altri Comuni. E’ un modo per collaborare e contribuire per contrastare la piaga dei furti in appartamento. Si tratta di un deterrente. Speriamo sia d’aiuto”.