Un treno Freccia Rossa in corsa

Rfi ha risposto alla Commissione Trasporti – Lavori Pubblici del Senato, che sulla linea di Alta Capacità Bari Napoli aveva inoltrato una risoluzione firmata dai senatori del Movimento Cinque Stelle contro il parere delle Opposizioni e del Pd, per tagliare la stazione Hirpinia dal tracciato. Rfi ha ribadito la centralità del terminal, spiegando dettagliatamente perché la linea Apica Orsara non può essere modificata in relazione al tratto indicato dai senatori della maggioranza, vista l’adesione anche della Lega alla richiesta di stralcio.

«Nel documento inviato da RFI alla Commissione Trasporti del Senato il 6 Novembre 2018, in sede di parere dell’aggiornamento del Contratto di Programma redatto da Rete Ferroviaria Italiana, col quale si è rimessa alla stessa la scelta di valutare la fattibilità tecnica ed economica della variante di Grottaminarda, lungo la tratta Napoli-Bari, risulta che il costo del primo lotto Apice-Hirpinia ammonta a 923 milioni di euro, contro i 1.392 milioni del 2° lotto Hirpinia-Orsara, la cui progettazione definitiva si è conclusa nel settembre 2018», fa sapere Giovanni Lo Russo della Filca Cisl.

«Stazione Hirpinia centrale nell’ambito del tracciato, anche perché ricade nel perimetro della Zes, attratto decisivi per lo sviluppo della Campania e del Sud d’Italia»

«Nel sottolineare le diseconomie derivanti dalla scelta di privilegiare un collegamento diretto tra Apice ed Orsara, s’evidenzia l’importanza di realizzare la stazione intermedia Hirpinia, prevista dalla Legge 164/2014, in virtù di un approfondito studio trasportistico e di un’accurata analisi costi/benefici», aggiunge Lo Russo. «Rfi ha inoltre puntualizzato l’importanza strategica che riveste il territorio in oggetto, una realtà in via di industrializzazione a servizio di importanti insediamenti produttivi e dinamici, come quelli della Valle Ufita, inclusa fra le Zone Economiche Speciali della regione Campania».

«Stazione Hirpinia indispensabile anche secondo l’analisi costi-benefici»

La stazione Irpinia nel rendering di Rfi

L’ANALISI CONDOTTA DA RFI SULLA CENTRALITÀ DELL’IRPINIA. La stazione Hirpinia non potrebbe essere stralciata dal percorso non solamente in ordine a previsioni legislative ma alla luce di analisi costi/benefici è un’opera di importanza strategica perché oltre a potenziare l’interesse di mobilità sulla Napoli-Bari in termini di volumi di passeggeri e di merci, accresce un concreto sviluppo economico e sociale dell’intera provincia irpina. Senza considerare il moltiplicatore che ha in sè un’opera pubblica sul fronte infrastrutturale, su un’area che per tempo ha sofferto proprio per carenti e non adeguati trasporti viari: muoversi in maniera corale per porre fine alle discussioni sulla stazione Hirpina, quasi a blindare la realizzazione, la certezza dei fondi e il tracciato, come iniziativa del presidente Biancardi al primo consiglio provinciale, è la risposta delle tante preoccupazioni dei territori, dei comuni, sindacati e associazioni imprenditoriali, istituzioni e cittadini che hanno visto mettere in dubbio uno straordinario investimento per l’Italia per il Meridione per la Campania e l’Irpinia. La determinazione è semplice alla quale pure la Regione Campania si associa ed è quella di fare chiarezza sul progetto infrastrutturale come istanza territoriale e sociale al governo centrale.

Filca Cisl: «Aprire i cantieri con urgenza, l’opera è una priorità assoluta per il Mezzogiorno e per le Zone Interne»

Gio0vanni Lo Russo della Filca Cisl

L’APPELLO DELLA FILCA CISL. La Filca Cisl spera che a breve si arrivi senza altri ripensamenti alla definizione certa di una fase operativa, con l’apertura dei cantieri nel 2019, lasciando da parte ogni tatticismo politico di distrazione che potrebbe rallentare, burocratizzare, osteggiare la fase attuativa dell’opera. Si crede che in questa fase anche la solo rimodulazione dei costi o del progetto è un forte aggravio alla realizzazione dell’ opera.
Si assuma la stazione Hirpinia invece come bene comune, e dunque come sviluppo e crescita con evoluzione delle dinamiche non soltanto lavorative e occupazionali, ma più largamente sociali dell’intero Mezzogiorno e della nazione.