Il terminal dei pullman di Avellino dopo il nubifragio

Il nubifragio di lunedì sera ha messo a nudo la inadeguatezza e la pericolosità dell’area utilizzata come zona di stazionamento dei pullman ad Avellino. Inondata di acqua piovana, l’intera superficie (come documenta la foto che sta facendo il giro d’Italia) dello slargo è diventata impraticabile, mettendo a rischio la sicurezza del personale dell’Air e degli utenti.

Questa zona costituisce un pericolo per la stessa città di Avellino, che da decenni attende venga sanato questo vulnus. L’area di sedime dell’ex Mattatoio è una ferita aperta nel corpo vivo del Capoluogo e offre ai viaggiatori che provengono dalla Capitale, da Napoli e dalla Campania, da svariante zone del Paese e dall’intera Irpinia l’immagine di una città disastrata, degradata, arresa di fronte alla avversità.

L’Air e il Comune di Avellino non possono più tollerare questo stato di cose. L’Air in quanto azienda regionale, che proseguendo sulla linea attuale coinvolgerà il nome del Governo della Campania in questa immagine inqualificabile di degrado urbano. Il Comune di Avellino perché, avendo avviato nel 2002 la cessione dell’Autostazione allora quasi terminata, dal 2005 ha assistito inerme da ex proprietario di quell’immobile a tredici anni di vicissitudini procedurali, consumate intorno ad un edificio che continua a restare nascosto dietro le barriere di protezione.

L’allagamento dell’ex terminal è stata la risposta degli elementi all’intesa raggiunta dal Comune capoluogo e dall’Air sull’ipotesi di spostamento parziale del terminal attuale in Campetto Santa Rita, confidando nell’apertura dell’Autostazione di via Colombo nel prossimo mese di marzo, da sei mesi.

L’area dell’ex Macello, oggi dedicata allo stazionamento dei pullman

Questo stato di cose è ormai non più ammissibile e richiede provvedimenti immediati. I pullman vanno spostati ad horas per ragioni di sicurezza. L’autostazione potrà essere utilizzata almeno per gli spazi esterni, riorganizzando i percorsi e le linee. Gli utenti impareranno i percorsi e organizzeranno le proprie faccende, dal commercio al lavoro, in modo da utilizzare le fermate intermedie. L’Air dovrà provvedere a qualificarle, dotandole di pensiline capaci e confortevoli con servizi informativi digitali come avviene nel resto della Campania e del Paese, tenuto conto il servizio reso agli utenti non può definirsi economico. Di fronte a questa emergenza non esistono week end, occorre la massima tempestività per colmare gli anni di ritardo consumati fino ad oggi.

Campetto Santa Rita non incide sulle concentrazioni di polveri sottili in maniera diversa dall’ex Macello. Si tratterebbe di cambiare slargo, peggiorando l’imbuto dello stazionamento. Questo è il tempo di agire, dopo tredici anni di totale assenza di risposte in materia di riorganizzazione del trasporto pubblico nella città di Avellino.

VENTIQUATTRO ORE FA L’ACCORDO CHE RINVIA LA QUESTIONE. Intesa raggiunta ad Avellino tra il Sindaco Vincenzo Ciampi e l’amministratore unico dell’Air, Alberto De Sio, ha prodotto un accordo che non muta la situazione. Alcuni pullman saranno trasferiti a campetto Santa Rita a partire dal 17 dicembre, terminati i lavori di sistemazione dell’area, mentre per gli altri si stanno valutando soluzioni tampone, in attesa che a marzo si inauguri l’autostazione. Nel frattempo si cercano altre soluzioni a Valle e a Santo Spirito. Nella sostanza, però, la soluzione non c’è.

Travolto dalla bufera di polemiche e dall’esposto presentato dall’Asso Consumatori contro lo stop al traffico, oggi il Sindaco di Avellino aveva provato ad uscire dall’angolo con l’aiuto dell’Air. A piazza del Popolo con l’amministratore Alberto De Sio si è discusso essenzialmente di dove ricollocare la gran parte dei pullman che oggi utilizzano come terminal l’area di sedime dell’ex mattatoio comunale di Avellino, noto agli avellinesi con il nome di “Macello”.

Dossier

Il capitolo della riorganizzazione del trasporto pubblico ad Avellino rappresenta una pagina nera nella storia del Capoluogo degli ultimi tredici anni. Le ordinanze continuano a colpire il trasporto privato, cresciuto esponenzialmente per compensare la mancanza di politiche efficaci sulla mobilità urbana. Ecco i capitoli salienti su cui concentrare l’attenzione.

AUTOSTAZIONE, INAUGURAZIONE ATTESA NELL’ARCO DEL 2019 (IMMINENTE INVECE QUELLA DI GROTTAMINARDA…). Nell’anagrafe delle Opere Pubbliche incompiute di interesse nazionale aggiornato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti si elenca tra le grandi incompiute per la Regione Campania l’Autostazione. Si tratta di un progetto da 11 milioni e 236mila euro con lavori eseguiti solo per il 63,90 per cento rispetto al progetto previsto. Al palo anche la struttura elaborata dall’arch. Francesca Chiacchio, l’Autostazione di Grottaminarda, la cui apertura si attendeva per l’autunno 2016 e che invece ora, con due anni di ritardo, pare sia imminente. Estesa su una superficie di 3.000 metriquadri, alta 15 metri, è ubicata a ridosso dello svincolo autostradale dell’A16. Con il primo livello destinato a terminal delle autolinee dell’Air, prevede uno spazio al servizio dei passeggeri in partenza, un piazzale con parcheggio degli autobus in attesa ed uno per 500 auto private. Per il terminal di Avellino l’aggiornamento l’ha fatto poche settimane fa lo stesso Alberto De Sio, intervistato da nuovairpinia.it: «Siamo impegnatissimi per la ripresa dei lavori. Contiamo di aprire le strutture entro il 2019. Prima quella di Grottaminarda, dove non ci sono problemi pregressi di collaudo e di contenziosi, poi quella di Avellino, che richiede verifiche per i lotti precedenti», aveva affermato.

METRO LEGGERA, SERVE UN’INTESA TRA COMUNE DI AVELLINO E AIR. Nella stessa intervista, Alberto De Sio aveva affermato che «indubbiamente dovremo ragionare su come inserire la filovia all’interno del generale riassetto del trasporto pubblico locale, che si concretizzerà con la gara». Secondo il referente dell’Air «si tratta di un’opera sulla quale si sono spesi ingenti finanziamenti pubblici, una risorsa che merita attenzione».

Borgo Ferrovia dall’alto come è ora
La stazione ferroviaria di Avellino

STAZIONE FERROVIARIA, UN PROGETTO DEL COMUNE PER ORA SULLA CARTA. Con il programma in fase di realizzazione, l’elettrificazione della linea (Benevento) -Avellino – Salerno, la stazione ferroviaria del Capoluogo irpino avrà una centralità che non ha mai avuto nei precedenti centocinquant’anni della sua storia (anche se l’attuale complesso risale al dopo terremoto). Alle spalle dell’attuale terminal ci sono gli antichi insediamenti della stazione oggi in gran parte scomparsa, già destinati dalla precedente amministrazione a diventare museo archeologico industriale, prezioso contributo storico ad un campus universitario collegato all’ateneo salernitano, con l’aggiunta di un incubatore di impresa e centro di ricerca applicato. Secondo Pietro Mitrione, referente della Associazione In_loco_motivi, impiegando la Metro Leggera come circolare si potrebbe connettere l’autostazione e la stazione ferroviaria creando le condizioni per sviluppare due poli intermodali, rendendo il quartiere di Borgo Ferrovia finalmente una zona centrale nello sviluppo economico e sociale di Avellino nei prossimi decenni. La rinnovata strada ex Bonatti, via don Giovanni Festa, fungerebbe da circonvallazione di raccordo tra Ferrovia e Pianodardine con il quartiere ospedaliero e il futuro centro direzionale, al cui centro c’è, guarda caso, la nuova autostazione. Con un sistema del genere il centro consolidato di piazza Kennedy – Via Circumvallazione, oggi preda delle polveri sottili, potrebbe essere risanato e pienamente recuperato.

Borgo Ferrovia nel progetto del Comune di Avellino presentato nel 2016

UN CONFRONTO NEL FUTURO CONSIGLIO COMUNALE. Serve un luogo per questa discussione. Avellino ha bisogno di una amministrazione comunale nei poteri, con un consiglio comunale in grado di tornare a fare ciò che ha fatto nella sua tradizione dell’ultimo mezzo secolo (fino al 2013) dalla fine degli anni ’60, ma anche prima, quando negli anni ’50 si progettava la centralità di Avellino in Campania nel suo rapporto privilegiato con Napoli. Ik Consiglio comunale di Avellino è stato protagonista dell’evoluzione e delle scelte cittadine, anche quando si decide di coinvolgere gli abitanti con un referendum per stabilire quale forma dare alla piazza Libertà, poi firmata dal pittore Pascale, ad esempio. Toccherà alla politica restituire ad Avellino la sua assemblea in piazza del Popolo, qualificando un rapporto al momento compromesso tra cittadini e Palazzo.


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