Comune di Avellino: sabato si vota la mozione di sfiducia. Rivoluzione Cristiana: Ciampi lasci

La conferenza dei capigruppo ha ufficialmente fissato la data del dibattito consiliare che deciderà le sorti dell'amministrazione cittadina. Ore contate per il sindaco Ciampi. Piazza del Popolo sempre più in stato confusionale: guerra tra dirigenti e politica e faida interna agli stessi uffici. La nota del referente democratico cristiano Fausto Sacco: esperienza giunta al capolinea

Arriva la resa dei conti: la mozione di sfiducia sarà all’esame dell’aula sabato mattina. La conferenza dei capigruppo del Comune di Avellino, dopo una riunione fiume, in cui sono stati affrontati anche altri argomenti, ha confermato la data indicata dai firmatari del documento.

Sulla necessità di confermare la verifica politica, che dovrebbe portare alla chiusura anticipata del mandato, si sono trovati d’accordo tutti i rappresentanti dell’opposizione. Resta, però, sullo sfondo qualche margine di incertezza per il mancato esame della proposta di dissesto avanzata dalla giunta Ciampi, che comunque non ha sollevato la questione durante il confronto di oggi, né si è attivata in questi giorni per tentare di accelerare l’iter per il completamento della pratica. Alla conferenza dei capigruppo, tra l’altro, era assente il sindaco.

Ma gran parte del tempo della riunione è stato impiegato in tutt’altra questione. Il nuovo segretario generale dell’ente, Vincenzo Lissa, ha sollevato un problema procedurale sull’emendamento al bilancio consolidato, approvato ieri sera in consiglio comunale all’unanimità, su proposta di consiglieri dell’opposizione, con il quale si sosteneva l’inopportunità di attuare il piano assunzioni approvato dall’amministrazione Foti (relativamente a 7 unità, di cui 2 dirigenti), recepito dalla giunta Ciampi, atteso che quest’ultima ha proposto la dichiarazione di dissesto dell’ente. (Leggi l’articolo)

Piazza del Popolo nei pressi dell’ingresso al Palazzo degli Uffici. Sullo sfondo la torre dell’orologio

Secondo il segretario generale, che non era presente alla seduta d’aula di ieri, alla quale è stato sostituito dal Ragioniere capo, Gianluigi Marotta, l’emendamento va a modificare il Dup, il Documento unico di programmazione. Sarebbe quindi necessario approvare un altro provvedimento che recepisca tali indicazioni.

Questo episodio ha segnalato, ancora una volta, il clima che si respira a Piazza del Popolo: una sorta di guerriglia a bassa intensità tra apparato burocratico e rappresentanza politica, e viceversa, ma anche una faida interna alla stessa macchina comunale. Elementi evidenziati anche da alcuni consiglieri.

Enza Ambrosone, Capogruppo del Partito Democratico

«E’ stata una riunione molto lunga – ha affermato la capogruppo del Pd, Enza Ambrosone – che si è soffermata soprattutto sulla delibera di ieri. Ma non è affatto emersa, da parte dei Cinque Stelle, la volontà di discutere del dissesto. Ciò dimostra che è stata un’operazione tutta tattica e politica, al di là delle considerazioni che pure andrebbero fatte su un argomento serio, considerata la delicatezza della situazione che il Comune sta attraversando. Siamo, perciò, più che mai decisi ad andare avanti sulla mozione di sfiducia».

Il Presidente del Conservatorio ‘Cimarosa’, Luca Cipriano

Anche il capogruppo di Mai Più+, Luca Cipriano, non ha dubbi: «Spero si metta fine a questo disastro amministrativo, ampiamente confermato dalle ordinanze degli ultimi giorni e dai ripensamenti del sindaco. Da parte nostra nessun passo indietro. Oggi tutti i firmatari hanno confermato la propria volontà di chiudere l’attuale esperienza. Alla faccia di chi metteva in dubbio la nostra coerenza».

Il consigliere ha poi posto l’accento sull’aria che tira in questi giorni a Palazzo di Città: «L’indecente ed infuocata capigruppo di oggi testimonia la condizione di confusione che si sta vivendo al Comune, lo scontro in atto tra burocrazia e politica, l’alto tasso di inquinamento che si percepisce anche in Municipio. E’ perciò quanto mai necessario ritrovare una serenità, con il commissariamento dell’ente, per ricostruire una prospettiva».

Sulla mozione di sfiducia il messaggio di Cipriano è chiaro: «Sono certo che tutti i firmatari agiranno in maniera conseguente. Sarebbe incomprensibile ed ingiustificabile un’eventuale retromarcia. E’ sicuramente un passaggio sofferto, ma ineludibile. I tatticismi non sono ammissibili. Sarebbe un suicidio politico».

Il capogruppo di La svolta inizia da te, Dino Preziosi, conferma l’intenzione di andare fino in fondo, sollevando però qualche dubbio sulla mancata discussione del dissesto: «Avrei preferito che si analizzasse la questione finanziaria dell’ente. Ma purtroppo stiamo assistendo ad un insolito ritardo dei revisori nell’esprimere la propria valutazione sui conti. Sulla mozione l’opposizione è compatta, qualche differenza c’è sui tempi di approvazione».

Fausto Sacco, referente di Rivoluzione Cristiana

RIVOLUZIONE CRISTIANA: IL SINDACO LASCI, TEMPO SCADUTO. «E’ tempo che il sindaco di Avellino Ciampi si renda conto che è arrivato al capolinea» così Fausto Sacco, responsabile politico organizzativo regionale di Rivoluzione Cristiana e responsabile provinciale di Democrazia Cristiana. «Resto sbalordito e perplesso – prosegue l’esponente della Dc – dalle dichiarazioni del sindaco che continua a parlare di “operazione verità”. Ma a quale verità si riferisce, se in questi quattro mesi è emersa un’unica e sola certezza: il Movimento Cinque stelle ha esclusivamente tirato in ballo le passate amministrazioni, pur di giustificare la propria incapacità a dare risposte, senza risolvere concretamente alcun problema. Non è stato mai chiarito quali fossero gli obiettivi da raggiungere, né le modalità per farlo. Il dissesto? Solo uno slogan elettorale, in cui non hanno mai creduto veramente. Il M5S in questo inizio di consiliatura ha solo pensato a mettere in scena passerelle per il suo rappresentante di secondo rango del governo, perché altrove probabilmente non avrebbe mai trovato spazio e visibilità. La nuova ordinanza per lo smog? Un’altra pagliacciata, senza andare alla radice della questione. La verità è che Avellino sotto la guida del M5S arretra in tutte le classifiche della qualità della vita e Ciampi ancora ripete stancamente il copione. Credo che sia arrivato effettivamente il momento che questa amministrazione comunale vada a casa, per manifesta incapacità politica e gestionale. L’ente verrà commissariato? Si tratta sicuramente del male minore per Avellino e gli avellinesi, in un quadro così avvilente e mediocre».