Sant’Angelo a Scala, l’intera comunità ai funerali di Claudio

Una folla commossa e addolorata si è stretta intorno alla famiglia del giovane ucciso a coltellate in un appartamento nel centro storico di Avellino. Amministratori locali, rappresentanti della polizia penitenziaria di Ariano di cui il padre è capo coordinatore, ma soprattutto tanti giovani hanno partecipato alle esequie

C’era l’intera comunità a Sant’Angelo a Scala per l’ultimo saluto a Claudio Zaccaria, ucciso a coltellate in un appartamento del centro storico di Avellino. L’intero paese si è stretto intorno alla famiglia del giovane, fin dalla sala mortuaria dell’Ospedale San Giuseppe Moscati di Avellino, dove il corpo del 24enne era stato trattenuto per consentire l’autopsia del medico legale Lamberto Pianese. Con Agnello e Maria Leo, i genitori di Claudio e con il fratello Manuel e la fidanzata Sara, tante persone anche della comunità di Mercogliano dove aveva vissuto per tutta la vita. Alle esequie tra la folla tanti amministratori locali, personale della polizia penitenziaria di Ariano dove il papà è capo coordinatore. C’erano anche i rappresentanti della Sezione irpina Arbitri di calcio, di cui fa parte lo zio di Claudio, Saverio, e i giocatori della squadra di calcio di Sant’Angelo a Scala. Commozione all’arrivo del feretro nella chiesa madre, accolto dal manifesto dei cugini: “Il tuo ricordo più forte di ogni abbraccio”.

La messa è stata officiata dal parroco Don Pietro Codori, che ha ammonito quelli che ha definito i “venditori di morte, minaccia per ogni famiglia”. In un paese completamente bloccato per i funerali la disperazione ha lasciato posto ai sentimenti di stima e di alta considerazione per un giovane che anche nel momento estremo della morte è stato capace del più alto gesto di generosità, pensando a mettere in salvo la fidanzata.

A Mercogliano, nella messa della mattina, un pensiero a Claudio è stato rivolto da Don Vitaliano Della Sala, che ha invitato i giovani a non dimenticare l’esempio tragico di Claudio esortando l’opinione pubblica a non far finta di niente, di fronte al degrado in cui la società sta scivolando per colpa della droga.