Intesa raggiunta ad Avellino tra il Comune e il gestore del trasporti pubblico, l’Air. Questa mattina il confronto tra il Sindaco Vincenzo Ciampi e l’amministratore unico dell’Air, Alberto De Sio, ha prodotto un accordo al centro di una conferenza stampa attualmente in corso a piazza del Popolo. Alcuni pullman saranno trasferiti a campetto Santa Rita a partire dal 17 dicembre, terminati i lavori di sistemazione dell’area, mentre per gli altri si stanno valutando soluzioni tampone, in attesa che a marzo si inauguri l’autostazione. Nel frattempo si cercano altre soluzioni a Valle e a Santo Spirito. Nella sostanza, però, la soluzione non c’è.

Travolto dalla bufera di polemiche e dall’esposto presentato dall’Asso Consumatori contro lo stop al traffico, oggi il Sindaco di Avellino prova ad uscire dall’angolo con l’aiuto dell’Air. A piazza del Popolo con l’amministratore Alberto De Sio si è discusso essenzialmente di dove ricollocare la gran parte dei pullman che oggi utilizzano come terminal l’area di sedime dell’ex mattatoio comunale di Avellino, noto agli avellinesi con il nome di “Macello”.

L’area dell’ex Macello, oggi dedicata allo stazionamento dei pullman

Sabato scorso Ciampi si è intrattenuto nella zona con alcuni tecnici e il suo Assessore all’Ambiente, in vista dell’incontro già programmato. Nel corso di una sua diretta su Facebook, Ciampi ha anticipato che avrebbe chiesto all’Air di riorganizzare il terminal, liberando l’area dell’ex mattatoio. Resterebbero circa 15 mezzi al giorno, rispetto alle centinaia che in quest’area convergono dalle autostrade, dalle arterie di grande traffico, dal sistema viario extraurbano provinciale e dall’Area Urbana. Ci ha provato in diverse occasioni fin dallo scorso mese di settembre, ma finora i tentativi del Sindaco sono sempre andati a vuoto. Stavolta deve trovare un risultato utile per poter ritoccare l’ordinanza che gli ha messo contro anche i suoi alleati tradizionali. Qualche correttivo potrebbe arrivare entro domani per gli automobilisti più anziani, con un provvedimento che ridurrebbe la platea degli interdetti a circolare.

Un contesto quindi emergenziale, quello nel quale si annuncia tra Comune e Air  una discussione complessa e densa di problemi strutturali,  ma anche di potenziali opportunità per la città. Certo,  ridisegnare l’assetto cittadino del terminal meriterebbe ben altra cornice. I nodi da sciogliere sono diversi e riguardano l’Autostazione, la Metro leggera (cioè i bus ibridi che un tempo si chiamavano filovia), la stazione ferroviaria di Avellino e il suo complesso di infrastrutture oggi inutilizzate, a cominciare dall’ampio parcheggio.

AUTOSTAZIONE, INAUGURAZIONE ATTESA NELL’ARCO DEL 2019 (IMMINENTE INVECE QUELLA DI GROTTAMINARDA…). Nell’anagrafe delle Opere Pubbliche incompiute di interesse nazionale aggiornato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti si elenca tra le grandi incompiute per la Regione Campania l’Autostazione. Si tratta di un progetto da 11 milioni e 236mila euro con lavori eseguiti solo per il 63,90 per cento rispetto al progetto previsto. Al palo anche la struttura elaborata dall’arch. Francesca Chiacchio, l’Autostazione di Grottaminarda, la cui apertura si attendeva per l’autunno 2016 e che invece ora, con due anni di ritardo, pare sia imminente. Estesa su una superficie di 3.000 metriquadri, alta 15 metri, è ubicata a ridosso dello svincolo autostradale dell’A16. Con il primo livello destinato a terminal delle autolinee dell’Air, prevede uno spazio al servizio dei passeggeri in partenza, un piazzale con parcheggio degli autobus in attesa ed uno per 500 auto private. Per il terminal di Avellino l’aggiornamento l’ha fatto poche settimane fa lo stesso Alberto De Sio, intervistato da nuovairpinia.it: «Siamo impegnatissimi per la ripresa dei lavori. Contiamo di aprire le strutture entro il 2019. Prima quella di Grottaminarda, dove non ci sono problemi pregressi di collaudo e di contenziosi, poi quella di Avellino, che richiede verifiche per i lotti precedenti», aveva affermato.

METRO LEGGERA, SERVE UN’INTESA TRA COMUNE DI AVELLINO E AIR. Nella stessa intervista, Alberto De Sio aveva affermato che «indubbiamente dovremo ragionare su come inserire la filovia all’interno del generale riassetto del trasporto pubblico locale, che si concretizzerà con la gara». Secondo il referente dell’Air «si tratta di un’opera sulla quale si sono spesi ingenti finanziamenti pubblici, una risorsa che merita attenzione».

La stazione ferroviaria di Avellino

STAZIONE FERROVIARIA, UN PROGETTO DEL COMUNE PER ORA SULLA CARTA. Con il programma in fase di realizzazione, l’elettrificazione della linea (Benevento) -Avellino – Salerno, la stazione ferroviaria del Capoluogo irpino avrà una centralità che non ha mai avuto nei precedenti centocinquant’anni della sua storia (anche se l’attuale complesso risale al dopo terremoto). Alle spalle dell’attuale terminal ci sono gli antichi insediamenti della stazione oggi in gran parte scomparsa, già destinati dalla precedente amministrazione a diventare museo archeologico industriale, prezioso contributo storico ad un campus universitario collegato all’ateneo salernitano, con l’aggiunta di un incubatore di impresa e centro di ricerca applicato. Secondo Pietro Mitrione, referente della Associazione In_loco_motivi, impiegando la Metro Leggera come circolare si potrebbe connettere l’autostazione e la stazione ferroviaria creando le condizioni per sviluppare due poli intermodali, rendendo il quartiere di Borgo Ferrovia finalmente una zona centrale nello sviluppo economico e sociale di Avellino nei prossimi decenni. La rinnovata strada ex Bonatti, via don Giovanni Festa, fungerebbe da circonvallazione di raccordo tra Ferrovia e Pianodardine con il quartiere ospedaliero e il futuro centro direzionale, al cui centro c’è, guarda caso, la nuova autostazione. Con un sistema del genere il centro consolidato di piazza Kennedy – Via Circumvallazione, oggi preda delle polveri sottili, potrebbe essere risanato e pienamente recuperato.

UN CONFRONTO NEL FUTURO CONSIGLIO COMUNALE. Serve un luogo per questa discussione. Avellino ha bisogno di una amministrazione comunale nei poteri, con un consiglio comunale in grado di tornare a fare ciò che ha fatto nella sua tradizione dell’ultimo mezzo secolo (fino al 2013) dalla fine degli anni ’60, ma anche prima, quando negli anni ’50 si progettava la centralità di Avellino in Campania nel suo rapporto privilegiato con Napoli. Ik Consiglio comunale di Avellino è stato protagonista dell’evoluzione e delle scelte cittadine, anche quando si decide di coinvolgere gli abitanti con un referendum per stabilire quale forma dare alla piazza Libertà, poi firmata dal pittore Pascale, ad esempio. Toccherà alla politica restituire ad Avellino la sua assemblea in piazza del Popolo, qualificando un rapporto al momento compromesso tra cittadini e Palazzo.


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