Tribunali soppressi, Gambacorta e Repole vanno dal Ministro ad Avellino

I rappresentanti di Ariano Irpino e Sant'Angelo dei Lombardi del Coordinamento nazionale per i tribunali soppressi in pressing per l'applicazione del disposto del Programma di Governo, che garantisce la riapertura delle sedi giudiziarie soppresse dalla Riforma Monti, e che ha portato agli accorpamenti dei tribunali ad Avellino e Benevento

Dopo la prima assemblea di Catania alla presenza di amministratori, associazioni e espressioni dell’avvocatura, le rappresentanze di Sant’Angelo dei Lombardi e Ariano Irpino del coordinamento nazionale di lotta per la riapertura dei tribunali soppressi venerdì incontrano il Ministro della Giustizia, Guardasigilli Bonafede ad Avellino. Nel perorare la causa della riapertura dei fori soppressi, le rappresentanze si faranno portavoce delle richieste del coordinamento nazionale, che ha espressamente invitato il Governo all’attuazione del “promesso ripristino dei tribunali, procure ed uffici del giudice dei pace soppressi dal Governo Monti” come si legge in una nota ufficiale.
In particolare, il coordinamento nazionale fa leva sulle indicazioni del Contratto di Governo, che ha previsto il recupero delle trenta sedi giudiziarie soppresse, così come ha e garantito il Guardasigilli Bonafede. “Considerato che il Movimento 5 Stelle e La Lega- nel punto 12, comma 3 del ‘Contratto per il Governo del Cambiamento’- hanno scritto una dichiarazione d’intenti per cui “Occorre una rivisitazione della geografia giudiziaria – modificando la riforma del 2012 che ha accentrato sedi e funzioni – con l’obiettivo di riportare tribunali, procure ed uffici del giudice di pace vicino ai cittadini e alle imprese”.
Alla luce delle indicazioni fornite dal testo, i “sindaci delle città sedi dei tribunali soppressi, i comitati di difesa della giustizia di prossimità, i Presidenti delle Regioni delle sedi soppresse, il coordinamento nazionale per la riapertura dei tribunali soppressi sollecitano
il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, nonché i Vice Presidenti, On.li Di Maio e Salvini, anche nella loro qualità di rappresentanti politici dei due partiti di  maggioranza, di assicurare il puntuale rispetto di quanto previsto dal Contratto di Governo in materia di geografia giudiziaria”.
Rosanna Repole e Domenico Gambacorta

Di ritorno da Catania, intanto, la delegazione irpina rappresentata dagli amministratori di Ariano Irpino e Sant’Angelo dei Lombardi, dagli avvocati espressione della Fondazione forense “Grassi” e dall’avvocato Licia Rafaniello, é impegnata a valutare la possibilità di avanzare una proposta unitaria di respiro provinciale. Alla luce delle affermazioni del Ministro lo scorso 4 ottobre, sulla reale impossibilità di riaprire tutti i 30 fori soppressi dalla Riforma Monti, i circondari giudiziari degli ex presidi di giustizia di Ariano e Sant’Angelo, potrebbero avanzare la richiesta di un unico tribunale, baricentrico rispetto alle procure di Avellino e Benevento.

Una ipotesi di riflessione avanzata al momento soltanto dalla Fondazione Grassi di Ariano Irpino, che potrebbe essere vagliata dagli amministratori e dagli addetti ai lavori nelle prossime settimane. In sede di dibattito all’assemblea di Catania, invece, gli amministratori Domenico Gambacorta e Rosanna Repole hanno evidenziato le criticità che la soppressione delle sedi giudiziarie ha comportato: impoverimento complessivo del tessuto economico dei due centri, ma anche un ulteriore aggravio dei costi, dilatazione dei tempi di risposta alla domanda di giustizia, e un aumento del carico di lavoro per i tribunali accorpanti di Avellino e Benevento.