Teatro di Lacedonia, Biagio Izzo apre la stagione con “I fiori del latte”

Venerdì 16 novembre alle ore 20.00 il primo spettacolo della stagione teatrale Lacedoniese. Sarà il celebre attore napoletano a calcare le scene e a portare all'attenzione del pubblico un interessante spettacolo che intreccia l'attualità alla verve comica

Sarà Biagio Izzo ad aprire venerdì 16 novembre, la nuova stagione del Teatro Comunale di Lacedonia. Porterà in scena una commedia scritta da Eduardo Tartaglia e diretta da Giuseppe Miale Di Mauro: «I fiori del latte». Tale espressione evoca, nel suono, notevoli suggestioni gastronomiche e allude senza dubbio a quanto di meglio offra la produzione lattierocasearia della nostra Campania.

Se non che, il caseificio di prossima apertura nel quale si svolge l’azione si trova proprio nella zona tristemente nota come Terra dei fuochi, nel territorio di un paese chiamato Casal di Sotto Scalo (e quel nome “Casal” è estremamente evocativo, eccome se “evoca”). Uno stabilimento, quello de quo, estremamente moderno, nel quale i protagonisti hanno investito tutti i loro risparmi perché potesse diventare un modello di produzione biologica, del tutto aliena dall’uso di sostanze innaturali, come gli additivi chimici ed le mille altre diavolerie che spesso ci vengono servite attraverso gli alimenti.

Se non che, poco prima dell’inaugurazione un cane dissotterra un bidone arrugginito. Di più meglio non dire circa la trama, per non deprivare lo spettatore della possibilità di seguire l’azione passo dopo passo.

L’oggetto della narrazione è dunque quanto mai serio, ma nella trasposizione teatrale diventa motivo di eccezionale comicità, come è nella straordinaria tradizione partenopea, che è sempre riuscita ad affrontare grossi guai seppellendoli sotto incontenibili risate. L’ironia, l’umorismo, nelle mani di attori eccelsi quali Biagio Izzo, diventano efficacissimi strumenti di riflessione nel segno del divertimento e di conseguenza aiutano non soltanto a portare a galla le problematiche, ma addirittura a risolverle: questo è uno dei compiti dell’arte, soprattutto quella teatrale, come è stato, ad esempio, per Eduardo De Filippo, il quale sosteneva che «se un’idea non ha significato e utilità sociale non m’interessa lavorarci sopra».

Apertura porte ore 20.00.