Monteverde diventa smart. Nel progetto Tim-Olivetti anche hotel e servizi per ciechi e sordi

LABORATORIO DELLA COOPERAZIONE DI COMUNITÀ. In cantiere strutture ricettive e ristorante. Si concretizza l'intesa tra l'Amministrazione comunale, Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (Uici), su progetto di Confcooperative Habitat Campania, presieduta da Antonio Gesummaria

Monteverde sarà il primo Comune smart della provincia di Avellino. Inserito tra i Borghi più belli d’Italia (consulta la scheda), in corsa per diventare il Comune di maggiore accessibilità in Europa (leggi l’articolo pubblicato da nuova irpinia.it), sta realizzando un progetto innovativo per l’accoglienza universale dei turisti. L’intero paese sarà accessibile da ciechi, sordi e portatori di disabilità motorie, che potranno girare in lungo e in largo il territorio urbano e le zone esterne, grazie agli itinerari realizzati, coperti da fibra ottica e ottomila punti di lettura wireless, per ottenere informazioni in tempo reale e agire con la tecnologia digitale in tempo reale. L’iniziativa, di seguito sentizzata, si vale della decisiva collaborazione dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti e della Confcooperative Habitat Campania.

NAVIGATORE H24 PER I VISITATORI. «Le persone non vedenti saranno accompagnate da audio-guida e mappe tattili, mentre i non udenti usufruiranno di linguaggio LIS con sistemi innovativi, connessi a fibra ottica e Wi-Fi, per una precisa localizzazione. All’interno del castello, il comune di Monteverde ha allestito il museo Interattivo – M.I.G.R.A – La donna ed il grano nella civiltà contadina, una esposizione in nove sale ispirata alla visione al femminile della ruralità, fruibile da tutti», spiega Confcooperative.

Il logo di Confcooperative Habitat Campania

LA COOPERAZIONE COMUNITARIA. Il programma è innovativo non solo dal punto di vista tecnologico, come vedremo, ma anche sotto il profilo della progettazione e gestione. Lo spiega il presidente di “Confcooperative Habitat Campania”, Antonio Gesummaria: “Abbiamo elaborato una convenzione con l’amministrazione di Monteverde per individuare e sperimentare un modello innovativo di gestione dell’accessibilità».

IL RUOLO DELLA TECNOLOGIA DIGITALE. Sotto il profilo tecnologico, il progetto è della Tim/Olivetti, che offre con “TIM Big Data” alle Pubbliche Amministrazioni la possibilità «di sviluppare una serie di iniziative per la trasformazione delle città in ‘città intelligenti/smart’, dove al centro dell’innovazione c’è l’uomo inteso come cittadino con diritto a vivere in un ambiente», si legge sul sito dedicato della Tim (per informazioni su soluzioni smart Tim Olivetti).

«BORGO ACCESSIBILE AL 100% CON HOTEL DA 34 CAMERE, RISTORANTE E SERVIZI UNIVERSALI». L’iniziativa è del Comune di Monteverde, in collaborazione con l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (Uici – per informazioni visita il sito), «è stata pensata per trasformare un borgo medievale nell’interno della Campania, tra Irpinia, Puglia e Basilicata, in un moderno paese accessibile, perfettamente fruibile dalle persone con difficoltà motorie, uditive e visive», fa sapere Confcooperative. «A tale scopo, sono stati realizzati 3,5 km di itinerari tattilo/plantari (loges-vettel-evolution), che permettono ai disabili di visitare il borgo grazie all’utilizzo del bastone bianco. Il percorso tattile/plantare realizzato collega una struttura ricettiva (in fase di realizzazione) per diversamente abili con 34 camere, sala ristorazione, reception e spazi ludici/ricreativi). L’intero percorso è fornito di 8000 punti di informazione che, attraverso un sistema con fibra ottica e di lettura wireless».

Di seguito l’analisi di Confcooperative su questo progetto, utile per definire il modello di cooperazione di comunità, sperimentato a Monteverde in questa circostanza.


Cooperative di comunità per far crescere la comunità negli splendidi borghi dell’Appenino: il caso Monteverde

a cura di Confcooperative Campania

Sentiamo sempre più spesso parlare di cooperative di comunità. In un tempo storico caratterizzato dalla forte frammentazione, dall’isolamento di intere porzioni di territori e dalla fuga delle nuove generazioni verso le metropoli, la cooperazione di comunità costituisce una risposta. E su questo Confcooperative Campania – Comitato territoriale di Avellino sta lavorando, in sinergia con Confcooperative Habitat Campania (per informazioni consulta il sito di Confcooperative Habitat Campania), che nell’Organizzazione di rappresentanza delle imprese cooperative è il motore in materia di cooperazione di comunità.

La tradizionale vista del borgo di Monteverde

“La cooperazione di comunità è sì un fenomeno economico, ma è anzitutto un processo di sviluppo locale e di economica civile, di promozione di valore e di identità, che passa attraverso l’intraprendenza e l’abilità di costruire reti e sinergie. Non c’è un’esperienza di cooperazione di comunità che non passi attraverso una situazione di svantaggio sociale e territoriale: uno svantaggio che però si traduce – attraverso la rete – nella promozione delle radici, della storia di un luogo e del bene comune” dice Francesco Melillo, presidente del Comitato territoriale di Avellino. La cooperativa di comunità si caratterizza per la consapevolezza dei soci di prendere un impegno per la animazione e la rivalutazione del territorio. E questo è importante, specie in Irpinia, dove molte aree sono caratterizzate da una bassa accessibilità. Questo spinge a lavorare per la vivibilità di queste aree e per la loro riconoscibilità in un disegno di crescita che parte dal livello locale e si estende man mano con benefici per il Paese intero. Humus per la nascita di cooperative di comunità in Irpinia è un progetto che coinvolge Confcooperative Campania accanto al comune di Monteverde, un piccolo borgo medievale dell’Alta valle dell’Ofanto, socio del club I Borghi più belli d’Italia. Il presidente di Confcooperative Habitat Campania, Antonio Gesummaria, racconta: “Abbiamo elaborato una convenzione con l’amministrazione di Monteverde per individuare e sperimentare un modello innovativo di gestione dell’accessibilità”.

Il logo dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti (Uici)

Il comune di Monteverde ha difatti avviato, in collaborazione con l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (Uici – per informazioni visita il sito), il progetto Un paese accessibile, volto a migliorare la fruibilità e l’accessibilità al borgo per le persone con difficoltà motorie, uditive e visive. A tale scopo, sono stati realizzati 3,5 km di itinerari tattilo/plantari (loges-vettel-evolution), che permettono ai disabili di visitare il borgo grazie all’utilizzo del bastone bianco. Il percorso tattile/plantare realizzato collega una struttura ricettiva (in fase di realizzazione) per diversamente abili con 34 camere, sala ristorazione, reception e spazi ludici/ricreativi). L’intero percorso è fornito di 8000 punti di informazione che, attraverso un sistema con fibra ottica e di lettura wireless, (progetto Tim/Olivetti), consentirà ai fruitori di ricevere informazioni. Pertanto, le persone non vedenti saranno accompagnate da audio-guida e mappe tattili, mentre i non udenti usufruiranno di linguaggio LIS con sistemi innovativi, connessi a fibra ottica e Wi-Fi, per una precisa localizzazione. All’interno del castello, il comune di Monteverde ha allestito il museo Interattivo – M.I.G.R.A- La donna ed il grano nella civiltà contadina, una esposizione in nove sale ispirata alla visione al femminile della ruralità, fruibile da tutti.

Franco Ricciardi, sindaco di Monteverde

“In questo quadro, l’amministrazione comunale ha richiesto il supporto del nostro mondo cooperativo irpino per individuare un modello di gestione imprenditoriale/mutualistico che – coinvolgendo la comunità locale e le stesse persona disabili – garantisca un adeguato sistema di accoglienza. Un modello imprenditoriale che risponda ai variegati bisogni degli ospiti e che metta gli stessi, indipendentemente dal tipo di disabilità, nelle condizioni di poter fruire delle risorse locali” racconta Antonio Gesummaria.

La cooperativa di comunità interpreta così il proprio rapporto con il circostante in modo ancora più profondo, diventandone parte e ingranaggio essenziale. Il modello che si vuole proporre per la gestione dell’accessibilità è una tipologia di impresa che ha come obiettivo la creazione di valore, sia economico che sociale, che reinveste il profitto per il potenziamento e l’espansione delle attività. E conclude il presidente del Comitato di Avellino – Confcooperative Campania: “La mission è massimizzare il beneficio collettivo rispondendo ai bisogni di una pluralità di soggetti. Nel caso di Monteverde si risponde anche alle esigenze di soggetti diversamente abili. Gli interventi realizzati costituiscono un unicum nella fruizione e nell’accessibilità di un borgo medievale, un’opera infrastrutturale complessa che può costituire, se opportunamente gestita, un volano per lo sviluppo di tutto il territorio irpino”.


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