L’addio a Carlo Giuffré, l’omaggio del Governatore De Luca

La scomparsa dell'attore napoletano, fratello di Aldo, desta emozione e cordoglio nel mondo dello spettacolo, della cultura e nell'intera società italiana. Il ricordo del Governatore Vincenzo De Luca su Twitter

«Addio a Carlo Giuffrè, un grande artista che ha contribuito a rendere l’arte della recitazione e del teatro napoletano conosciute e famose in tutto il mondo».

Così su Twitter il Governatore della Campania, Vincenzo De Luca, che ha voluto ricordare un attore tra gli ultimi simboli della Napoli ricostruita dalle macerie della Seconda Guerra Mondiale. Era cresciuto artisticamente accanto al fratello maggiore Aldo nel solco tracciato da Eduardo De Filippo, con il quale erano stati protagonisti sul palcoscenico del grande teatro napoletano.

Diplomato all’Accademia d’arte drammatica, Carlo Giuffré è protagonista del teatro nazionale dal 1963 nella Compagnia dei Giovani insieme a Valli, De Lullo, Falk per scalare i gradini del teatro pirandelliano.

Pur tornando con Eduardo dieci anni dopo, trova grande popolarità e affermazione sul grande schermo. Dopo aver già debuttato nel 1950 sul set con Eduardo in “Napoli milionaria” (1950), le sue doti di caratterista lo portano a lavorare con i registi Marcello Marchesi, Mastrocinque, Mattoli e Anton Giulio Majano che poi lo avrebbe portato alla televisione. Giuffrè recitò anche ne «La macchina ammazza cattivi» di Rossellini, ne «Il ferroviere» di Germi, e in «Belle ma povere» di Risi, quindi con Mario Monicelli e «La ragazza con la pistola», al fianco di Monica Vitti (1968). Ancora, con Benigni sarà Mastro Geppetto nel suo “Pinocchio”, Maurizio Ponzi con Francesco Nuti in “Son contento”, Carlo Vanzina lo mette al fianco di Gian Maria Volontè per “Tre colonne in cronaca”. Sempre al cinema, recita diretto da Liliana Cavani ne «La pelle» e da Vincenzo Salemme in «Se mi lasci non vale», ultimo lavoro in sala nel 2016, prima del suo addio al cinema.

Dopo la morte del fratello Aldo aveva lasciato il palcoscenico. Era malato da tempo. Il mondo della cultura italiana è in lutto per la sua scomparsa, ma un vuoto particolare si sente nella sua Napoli.