Vino, Di Marzo lancia l’etichetta ‘Universo Irpinia’

IL PRESIDENTE DEL CONSORZIO DI TUTELA. Al termine del mandato festeggia i 25 anni del 'Taurasi doc G' e traccia un bilancio delle attività con la proposta di rendere visibile il territorio sulle bottiglie prodotte in provincia di Avellino. La sfida dei produttori vitivinicoli, che puntano sull'enoturismo

L’Irpinia del vino si prepara a celebrare i 25 anni del riconoscimento del Doc G Taurasi prevista per dicembre. L’incremento esponenziale della produzione di Taurasi ha portato a 97 aziende, che rappresentano la filiera principale dell’agroalimentare irpino, fungendo da traino per una generazione di imprenditori illuminati che hanno unito alle produzioni brand di successo per i territori. Su questo grande evento, si concluderà il primo mandato del Consiglio d’Amministrazione del Consorzio di tutela dei Vini d’Irpinia, che guidato prima da Milena Pepe e poi da Stefano Di Marzo, è riuscito ad ottenere l’accreditamento presso il Ministero per le Politiche Agricole.

“La formazione e la ricerca sono il cuore di un distretto vitivinicolo. Con l’approdo dell’Università accanto alla scuola enologica si è fatto tanto”

La sede dell’Istituto Agrario Francesco De Sanctis di Avellino

“Non esiste un grande territorio del vino senza una grande espressione scolastica e formativa, e bisogna ammettere che per la crescita del territorio è stato fatto davvero tanto: sia dal punto di vista della formazione con l’approdo dell’università e dell’offerta accademica che dal punto di vista dell’incremento delle aziende”, spiega il presidente Di Marzo, riprendendo un concetto esposto alla platea degli studenti dell’Istituto Agrario De Sanctis di Avellino.

Stefano Di Marzo, responsabile della Azienda vinicola Torricino di Tufo e Presidente del Consorzio di Tutela dei Vini Irpini

In vista della conclusione del mandato alla guida del consorzio, che sarà rinnovato a gennaio 2019, il presidente in carica si prepara a stendere un breve bilancio delle attività. Dal riconoscimento presso il Ministero per le Politiche agricole, all’approvazione in assemblea del nuovo disciplinare, arrivando fino a quella che viticoltori e aziende definiscono “la questione dirimente” del biodigestore di Chianche. Proprio intorno alla protesta dell’areale del Greco, il Consorzio è riuscito a fare sintesi di una pluralità di attori che si sono pronunciati sulla necessità di salvaguardia della salubrità ambientale e sulle direttive dell’economia locale.

“In 30 anni le aziende produttrici di Taurasi sono passate da 2 a 97. Ben 112 sono dedite al Fiano e 116 al Greco”

Negli ultimi 30 anni, il comparto vitivinicolo irpino si è profondamente evoluto, dopo essere cresciuto oltre ogni più rosea previsione. Oggi è finalmente consapevole del suo potenziale, afferma il Presidente del Consorzio. Mentre nel 1993 si contavano appena due aziende dedite alla produzione di Taurasi, oggi il Consorzio ne conta 97; insieme a 116 produttori di Greco e 112 di Fiano. L’Irpinia vanta 400 ettari di terreno coltivati a Fiano, 600 di Greco e 800 di Aglianico. “Ma esistono nuove rotte da esplorare” ha puntualizzato il presidente.

“Il Consorzio cresce: in due anni e mezzo registrate 550 adesioni ad una realtà riconosciuta a livello ministeriale”

Vigneti a perdita d’occhio nella Valle del Calore

Nell’ultimo triennio di presidenza- due anni e mezzo sotto la guida di Stefano Di Marzo che era subentrato a Milena Pepe- sono state registrate le iscrizioni di 550 soci, e sono in campo agenti esperti nel campo della viticoltura che verificano la corrispondenza dei parametri analitici al disciplinare di produzione. “E’ stato presentato un nuovo disciplinare al Ministero per le Politiche Agricole con modifiche relative al Fiano di Avellino DOCG, al Greco di Tufo DOCG, al Taurasi DOCG e all’Irpinia DOC. Nei nuovi disciplinari sono stati inoltre inserite anche nuove tipologie di vino, tra cui il Fiano di Avellino Spumante e Riserva e il Greco di Tufo Spumante e Riserva” ha spiegato Di Marzo.

“Tra le specialità, nella cantina irpina entrano il Fiano di Avellino Spumante e Riserva e il Greco di Tufo Spumante e Riserva”

Il Consorzio si è pronunciato anche sull’imbottigliamento, che deve essere considerato un anello della filiera produttiva irpina, quindi realizzato nelle zone di produzione. In questo senso propone l’etichetta “Universo Irpinia”.

Il padiglione IRPINIA all’Expo di Milano nel 2015. Il vino è stato protagonista assoluto della presenza irpina

“Sono stati realizzati corsi di potatura, corsi per il patentino fitosanitario, ma è anche stata messa in campo la capacità di promuovere i brand convenzionali e includere tutte le aziende”, continua, sottolineando gli eventi promossi durante il mandato, rassegne cinematografiche e kermesse con giornalisti provenienti da tutto il mondo.

In vista delle celebrazioni dei 25 anni della Dogc assegnata al Taurasi, il Consorzio lancia un nuovo obiettivo: l’enoturismo.

“Il territorio è qualificato da tre grandi vitigni, ma ce ne sono altri da scoprire. La ricerca e lo studio per noi è una prerogativa fondamentale e le nostre attività devono sempre misurarsi con lo studio e l’evoluzione tecnologica e scientifica. Il connubio fra il territorio e la produzione vitivinicola è vincente per le prospettive turistiche” ha concluso.

Dossier

Vino, ad Avellino la sfida dell’Italia alla Francia sull’innovazione

Nella caserma Berardi il Campus universitario del vino. Proposta di Liliana Monaco alla Provincia

Acone: “Le vie del vino sono nell’area vasta di Avellino. I sindaci facciano la loro parte”