Comune di Avellino, Bilotta: la giunta non ha una strategia per il risanamento dei conti

Il presidente della commissione Finanze rassegna il clima di incertezza che si respira a Piazza del Popolo, dove prevarrebbe la volontà di creare un caso politico sull'ipotesi del dissesto, fino ad oggi non supportata da alcun atto ufficiale.

Il Presidente della Commissione Finanze, Alberto Bilotta

Bilotta, la data di convocazione della seduta dedicata al bilancio si avvicina, ma a Piazza del Popolo c’è ancora grande incertezza. E’ così?

«Una situazione di per sé complicata rischia di diventare ingestibile a causa della inadeguatezza dell’amministrazione. Non ho ancora convocato la commissione perché al momento è disponibile soltanto il rendiconto elaborato dal commissario prefettizio. Nel prossimo consiglio comunale si discuterà del bilancio, ma non ci sarà una delibera della giunta».

Durante la campagna elettorale Ciampi aveva prospettato un risanamento dei conti senza scossoni, successivamente insieme all’assessore alle Finanze, Forgione, ha ipotizzato la strada del predissesto, adesso invece si parla perentoriamente di dissesto. Cosa succede?

«Per dichiarare il dissesto occorrono condizioni oggettive. Non può essere soltanto un’opzione politica. E’ un’azione da intraprendere con dati certi e tenendo conto dell’impatto che avrà sulla comunità: innalzamento delle tariffe dei servizi a domanda individuale, blocco del pagamento dei creditori, impossibilità di accedere ai fondi dell’Unione europea. C’è una relazione del dirigente che propone un piano di risanamento in 15 anni. E’ evidente che la linea ipotizzata dalla giunta non è supportata dagli uffici. Resta poi da verificare quale sia la valutazione dei revisori dei conti».

C’è chi sostiene che il dissesto venga agitato come una clava contro l’opposizione, che ha deciso di sfiduciare il sindaco. Che ne pensa?

«La sensazione è che non si voglia realmente fare luce sui conti, ma creare soltanto un caso politico. Le scelte che decidono il futuro di una comunità non possono essere il frutto di un capriccio di un’amministrazione. Bisogna valutare quale sia la scelta più idonea nelle condizioni date e sforzarsi di trovare soluzioni ai problemi. Ma qui siamo già in campagna elettorale».

Con quale clima sarà affrontato il Consuntivo 2017?

«Al Consuntivo arriviamo dopo che la giunta non si è assunta la responsabilità di riscrivere il bilancio bocciato dai revisori, rendendo necessaria la nomina di un commissario. Oggi c’è una tale confusione che si andrà in aula senza certezze sulle prospettive dell’ente. Ripeto, allo stato non c’è un atto dell’esecutivo che indichi le misure che si intendono adottare in base alle risultanze del bilancio e nemmeno per il piano di riequilibrio triennale. E’ la prima volta che succede».

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