La castagna irpina potrà essere protetta, esattamente come chiedono da anni i produttori. Cambiare lo status giuridico dei castagneti è ora possibile. Da boschi in frutteti. E’ la decisione presa al tavolo tecnico dall’Assessorato all’Agricoltura della Regione Campania convocato nei giorni scorsi nel casertano. La decisione si concretizza nella possibilità di utilizzare fitofarmaci per combattere il cinipide del castagno. Opportunità estesa anche “alle concimazioni per rendere le piante più forti”. Così la nota diffusa dalla CIA Campania (Confederazione Italiana Agricoltori).

Franco Alfieri, Consigliere Delegato all’Agricoltura della Regione Campania

“Siamo al pronto soccorso della castanicoltura regionale”, ha affermato Franco Alfieri. “La prima cosa da fare è rivedere i disciplinari regionali in modo da aggiungervi le prescrizioni d’uso per i prodotti fitosanitari registrati per il castagno e già autorizzati dal Ministero per le Politiche Agricole”. Secondo il consigliere regionale all’agricoltura, l’aggiornamento dovrà essere pronto a breve “in modo che i castanicoltori potranno legittimamente farne uso a partire dal prossimo dicembre”.

Secondo una stima della CIA Campania, la produzione regionale dei castagneti si attesta in media del 20-30% rispetto alla produzione attesa. La stangata è arrivata principalmente dall’attività del cinipide . Inoltre, il 40 per cento del prodotto risulta colpito da patologie fungine. Di conseguenza c’è con grave deprezzamento dei frutti sul mercato che di contro è preso d’assalto dalle forniture estere.

Castagneti

E’ stato argomentata la richiesta dello stato di calamità naturale e l’attivazione del Fondo di solidarietà nazionale. L’obiettivo primario è quello di riportare la castanicoltura a livelli ottimali di produzione.

Il tavolo tecnico è stato coordinato dal direttore generale per le Politiche agricole, Filippo Diasco. Hanno partecipato molti operatori di settore e le organizzazioni agricole Cia e Coldiretti, le associazioni di produttori Verde Collina e Castanicoltori campani.

Soddisfatto Mario Grasso, direttore generale di CIA Campania. La Confederazione inoltre ha proposto “la sperimentazione di altri prodotti e di monitorare le principali malattie che interessando il castagno solo ed esclusivamente da parte del servizio fitosanitario della Regione Campania”. Suggerito anche “l’intensificazione di controlli nei castagneti e un tavolo regionale dedicato aperto a istituti di ricerca da convocare quando necessario per analizzare le problematiche del settore”.

In Irpinia l’attacco da cinipide e poi dal fungo killer ha messo a dura prova la stagione e i castanicoltori. La specie galligena del castagno ha già contratto il fatturato negli anni scorsi sfiorando restrizioni pari a circa l’80% della produzione attesa. Trecentomila quintali la produzione media dell’Irpinia contro i 60mila del 2016, anno nero del frutto.

L’Alta irpinia reagisce ugualmente con la Sagra della castagna di Montella in programma dal 2 al 4 novembre. Un weekend all’insegna del buon gusto, della musica e dell’intrattenimento. Un progetto che negli anni è riuscito a portare i binari del turismo enogastronomico nazionale nelle aree interne. Il 3 e il 4 è possibile raggiungere Montella sul vagone storico lungo la tratta Avellino-Rocchetta-Sant’Antonio.


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