La Iavarone, la Holzbau, la segheria Picciocchi di Baiano, ma anche il Dipartimento della Facoltà di Agraria di Portici. Ad oggi sono questi i cosiddetti ‘privati’ che hanno risposto alla manifestazione d’interesse pubblicata dalla Fondazione Montagne Italia per aderire al costruendo partenariato pubblico- privato e concorrere allo studio di fattibilità dell’Azienda Forestale dell’Alta Irpinia.

Ma l’invito a manifestare interesse è ancora attivo sul sito della Fondazione, che ha previsto la data del 15 ottobre come termine ultimo per i privati a candidarsi per costruire un partenariato con i 25 comuni dell’area del progetto pilota, e concorrere alla misura 16.7 del bando del Psr, concernente la fase di studio di fattibilità della progettazione dell’Azienda Forestale dell’Alta Irpinia. Si tratta in sintesi, di un bando già elencato nelle schede dell’Apq approvate dalla Strategia Nazionale per le Aree Interne, utile alla definizione del maxi progetto successivo da 10milioni di euro per mettere a regime la risorsa foresta.

“Tutto il gruppo della start up ha risposto all’invito di Montagne Italia. Con Holzbau e la segheria Picciocchi di Baiano abbiamo avviato un percorso già due anni fa” spiega Luigi Iavarone, leader dell’azienda omonima che ha sede a Calitri. “I tempi sono maturi per sviluppare una politica dell’industria, e si deve ragionare sulle opportunità. La nostra candidatura deriva dal fatto che crediamo in questo progetto, ma siamo attivi anche su altri fronti, e con più programmi di investimento industriale. Sarebbe utile iniziare a ragionare con qualche comune sulle certificazioni e portarsi avanti il lavoro” continua.

Il fattore tempo per l’imprenditoria resta un elemento di primaria importanza, e le lungaggini burocratiche annunciate dal percorso, sembrano scoraggiare i cosiddetti stakeholders. “Non serve lo studio di Montagne Italia per avere un quadro della situazione, che per noi, come per molti comuni è ormai nota. Attendiamo però di conoscere gli altri soggetti che hanno inoltrato la proposta e hanno risposto all’invito della Fondazione” argomenta. “Mi auguro di essere selezionato insieme alle altre aziende: attualmente stiamo lavorando sul castagno di Baiano con prove sul lamellare. Andiamo avanti, ma ci farà piacere essere accompagnati in questa avventura”.

La platea istituzionale del Progetto Pilota dell’Alta Irpinia in una assemblea tenuta presso la sede della Comunità Montana a Calitri

Tutt’altro clima invece, si respira invece fra le fasce tricolori alle prese con la delibera di giunta che formalizza l’adesione del Comune all’Associazione temporanea di Scopo con la Fondazione capofila. Alla data del 15 ottobre- termine stabilito per presentare le manifestazioni di interesse e deliberare sull’adesione al partenariato- i sindaci arrivano spaccati, e attendono la convocazione di una nuova assemblea a Nusco per fare luce sulla questione.

Ad oggi, il quadro risulta confuso: una parte ha pubblicato sull’albo pretorio la manifestazione d’interesse così come è stata inoltrata dalla Fondazione, una parte ha ‘corretto il tiro’ rilanciando solo nella intestazione il ruolo protagonista dell’Ente Locale come promotore dell’apertura della manifestazione d’interesse (lasciando il testo inalterato); e una parte ha palesemente dichiarato di non poter deliberare sull’adesione al partenariato, dietro esortazione dei segretari generali degli Enti Locali stessi. Questi ultimi sono pronti a pubblicare una selezione ad evidenza pubblica, non riconoscendo alla Fondazione il ruolo di capofila.

Ciriaco De Mita, presidente della Città dell’Alta Irpinia e Enrico Borghi, referente della Fondazione Montagne italia

Il bando in questione, intanto, non è rivolto specificatamente alla Città dell’Alta Irpinia- che non ha soggettività giuridica ma solo una unione formalizzata da un protocollo d’intesa- ma possono concorrere anche i comuni in maniera autonoma, in quanto il bando non segue il percorso dell’Apq. Oltre allo studio di fattibilità dell’azienda forestale, la misura del Psr in questione prevede un bando anche sulla zootecnia, di cui nessun sindaco ha ancora fatto menzione.

Le aspettative nei confronti della costruenda azienda della forestazione intanto, sono ambiziose. Basti pensare che il direttore della Fondazione Fs Luigi Cantamessa, così come la presidente del Consiglio regionale Rosetta D’Amelio hanno in più occasioni evidenziato che la pietra e il legno saranno i materiali utilizzati per la riqualificazione delle stazioni dismesse del treno Avellino- Rocchetta Sant’Antonio.