Alto Calore, Vecchia difende il Piano: “Ciampi rischia un buco nell’acqua”

Alla luce della proposta lanciata dal sindaco di Avellino Vincenzo Ciampi ai sindaci- soci per ricapitalizzare l'Alto Calore Servizi, il primo cittadino di Cassano evidenzia che la disposizione di un percorso normativo che smantella la pianificazione annunciata

“Il sindaco Ciampi rischia di fare un buco nell’acqua” ironizza il sindaco di Cassano Irpino Salvatore Vecchia, replicando alla proposta lanciata dal sindaco di Avellino Vincenzo Ciampi per ricapitalizzare l’Alto Calore Servizi. Vengono smantellate dalla sede istituzionale delle sorgenti della Pollentina sia la proposta lanciata dal primo cittadino di Avellino che le argomentazioni elencate nel documento contro il Piano del Presidente Michelangelo Ciarcia.

Salvatore Vecchia sventola il decreto dirigenziale della giunta regionale della Campania numero 58 del 12 ottobre 2017 sulla tutela dell’acqua e la gestione della risorsa idrica. L’oggetto dell’atto infatti, è la regolamentazione provvisoria della portata derivabile dei 2200 litri al secondo, relativamente disponibili dalle sorgenti di Cassano Irpino, “Al netto del deflusso minimo vitale di 200 litri al secondo” come cita testualmente il documento- nella misura del 50 per cento ciascuno fra Acquedotto Pugliese e Alto Calore Servizi Spa.

Il sindaco di Cassano Irpino Salvatore Vecchia. Dal borgo da lui amministrato scaturiscono le acque che alimentano il Calore e il sistema idrico delle province di Avellino e Benevento, ma anche della Regione Puglia

“Il Sindaco di Avellino nel documento allegato alla richiesta di convocazione dell’assemblea dell’Alto Calore propone di rivedere degli accordi che già sono stati disciplinati. In base al decreto dirigenziale citato, l’accordo che prevedeva un prelievo di 600 l/s in favore dell’Alto calore è stato già oggetto di modifiche, e in base al decreto legilsativo 112/98 la competenza sulle grandi derivazioni di acqua è attribuita alle Regioni, mentre le piccole derivazioni passano di competenza della Provincia. Ciampi sta chiedendo al soggetto sbagliato, e chiede cose già date” puntualizza Vecchia.

Richiamando il decreto legislativo, il funzionario regionale Michele Palmieri ha stabilito che l’Alto Calore non preleva più 600 litri al secondo da Cassano, ma mille e 100; un prelievo che viene riequilibrato con i mille litri al secondo che Aqp preleva dall’impianto di Conza della Campania.

“Esiste poi una norma che disciplina i servizi ecosistemici, ovvero dei benefici a tutela del territorio che non possono essere trasformati in indennizzi da trasferire all’Alto Calore per non pagare la corrente degli abitanti di un comune al confine con il napoletano, ad esempio” continua. Lui sta chiedendo il ristoro ambientale non per tutelare il territorio- come stabilisce la legge- ma per abbassare le bollette del consumo spalmato su tutto il territorio provinciale”.

Sull’aumento della capacità di adduzione da parte degli impianti di Cassano invece, il sindaco tira il freno a mano: “Con il prelievo di mille e 100 litri da Cassano l’impianto di sollevamento fa una gran fatica e l’adduttrice rischia di collassare: prevedere di aumentare la portata sarebbe impossibile”.

Rispetto al ristoro ambientale, il sindaco Vecchia sottolinea l’esistenza di una norma, l’articolo 70 del Collegato Ambientale della legge 221 del 2015. “Il collegamento ambientale è in vigore dal 2 febbraio 2016, e l’articolo 70 prevede il pagamento dei servizi ecosistemici; ovvero: per la prima volta nell’ordinamento italiano viene introdotto il criterio del ristoro ambientale” puntualizza. “Se questo è, significa che la legge prevede il ristoro per quei territori che garantiscono il permanere di certi equilibri: da questo possiamo certamente dedurre che il ristoro per Cassano non può avere nessuna relazione con le clausole di pagamento ipotizzate dal sindaco Ciampi” conclude.


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Le sorgenti Pollentina_di Cassano