Ariano: lungodegenza e servizi.
Nuovo corso per l’Ospedale

Presso l'Aula Magna del Sant'Ottone Frangipane, la dottoressa Morgante annuncia l'apertura a breve della lungodegenza e la battaglia in corso per il servizio di radioterapia

Ariano Irpino – Giornata di saluti per Oto Savino, direttore dell’Ospedale Sant’Ottone Frangipane. In pensione da oggi, il capo del presidio arianese, incontra presso l’aula Magna lo staff di medici, infermieri, operatori sanitari, personale amministrativo. Al tavolo dei relatori il direttore dell’ASL Maria Morgante e dottoressa Vozzella Maria Anna direttore sanitario.

Quarant’anni di lavoro per Oto Savino. Dal 1980, anno del grande terremoto, durante il quale il presidio “fu spostato di un chilometro e mezzo la – dichiara Oto Savino – allestimmo due sale chirurgiche e spostammo tutti i reparti. Un fronte importante in cui riuscimmo a far fronte a tutte le emergenze che ci arrivarono”.

Ricordi, battaglie, moniti rivolti al personale e tanta simpatia per un’esperienza di lavoro che Savino ha rievocato e vissuto con passione e adesione a quella che definisce “una famiglia che deve continuare a crescere nel suo assetto organizzativo”.

Ringraziamenti sinceri da parte della dottoressa Vozzella. “Abbiamo trascorso insieme giornate intense – dice – e sotto la tua direzione Oto quest’ospedale ha ottenuto una sua organizzazione”. Del direttore, Vozzella ricorda l’onestà intellettuale, la volontà e la caparbietà.

Battute di chiusura per il direttore Maria Morgante che evidenzia il lavoro svolto soprattutto negli ultimi tre anni e di cui si attende raccogliere frutti. E’ il caso dell’inaugurazione del reparto di Lungodegenza, che “aprirà a breve – dice – siamo poi attivi sul fronte della radioterapia e soprattutto ci saranno molto concorsi perchè abbiamo bisogno di personale”.

Poi l’invito rivolto a Savino di continuare a seguire le attività in corso.

Entro il prossimo autunno è previsto concorso per la nomina del successore che, dice Morgante “mi auguro e spero sia del territorio perchè quando si è del posto ci si sente investiti di una doppia responsabilità”.

Durante la cerimonia è arrivato il sindaco e presidente della provincia Domenico Gambacorta. Ha sottolineato l’importanza dell’umanità nella cura del paziente. Quindi “la carica necessaria nell’esercizio del proprio lavoro unito all’amore al paziente. Aspetto, in quest’ambito, molto importante”.

Su tutte, una grande amarezza per Savino: quella di aver visto il presidio declassato “sebbene – dice – riusciamo a fornire le specialità e le competenze necessarie alla cura del paziente e facciamo da filtro per le strutture del Rummo e del Moscati.

Commozione ma anche sorrisi e gioia per quella che è stata una festa. In famiglia.