La Regione Campania pubblicherà un bando per la gestione a fini turistici delle stazioni storiche dell’Avellino-Rocchetta, ad enti pubblici o a imprenditori privati. Queste aree riconvertite in poli attrattivi, consentiranno alla ferrovia di tornare a vivere, sul modello dei treni turistici del centro nord, e inglesi. Il numero due della giunta regionale campana Fulvio Bonavitacola da poco intervenuto a Cassano Irpino in occasione dell’evento dedicato al “Treno delle sorgenti”, ha proposto un protocollo fa Acamir e l’Università Federico II di Napoli per promuovere un bando di concorso internazionale per recepire idee su come riqualificare le stazioni ferroviarie che insistono lungo la tratta irpina e su come ri-creare relazioni con il territorio. Bonavitacola non ha celato ai presenti la soddisfazione incassata dai vertici regionali per il completamento della ferrovia congelata nel 2010 su disposizioni del precedente esecutivo. Acquisita la riapertura del treno irpino, però è necessario avviare i passi successivi alla sua promozione turistica. In questo scenario si inserisce il nuovo orizzonte di programmazione, annunciato nei giorni precedenti dalla Presidente del Consiglio regionale Rosetta D’Amelio, intervenuta al fianco di Bonavitacola.

Il coordinamento dei sindaci, promosso dalla cabina di regia del Comune di Lioni, per avanzare una comune linea sulle politiche di indirizzo turistico, si incrocia con la direttrice annunciata da Bonavitacola e con quella promossa dalla D’Amelio sulla pubblicazione dei bandi a cui potranno concorrere i comuni non solo per la riqualificazione delle (stazioni) ‘impresenziate’, ma anche per allestire la vetrina promozionale del territorio. Lo stesso Bonavitacola ha tracciato la rotta: costruire un brand territoriale legato alla ferrovia in grado di coinvolgere il protagonismo dei comuni, e assecondare il trend in voga sul turismo del silenzio, della tranquillità e del mangiar sano.

Sulle carrozze borbottanti del treno irpino dedicato alle sorgenti di Cassano Irpino, decine di studenti universitari impegnati nel Master promosso dalla Federico II di Napoli e guidati da Federico Verderosa, appassionati, turisti e curiosi irpini. Il sindaco cittadino Salvatore Vecchia ha accolto oltre ai vertici istituzionali di cui sopra, anche Enrico Elefante del Forum dei Giovani Regione Campania, Francesco Rispoli ed Andrea Pane, espressioni del parterre degli accademici del Master, Modestino Ferraro, dirigente di Rfi, Direzione produzione- So servizi per le stazioni; Consuelo Isabel Astrella, dottoranda Diarc, e Valentina Corvigno, dottore di ricerca in Storia e Conservazione e vice presidente di In Loco Motivi.

Il panel dei relatori ha relazionato sull’ipotesi di una esperienza che la linea ferroviaria può fare per iniziative turistiche che considerino la rete territoriale nel suo complesso. La visione del mondo accademico è stata riassunta dal professor Pane, che ha focalizzato l’attenzione sulla necessità di un recupero delle identità delle stazioni (si tratta di fabbricati costruiti dopo il sisma dell’80): si esclude l’ipotesi di costruzioni ex novo, ma si ambisce invece a creare nuovi contenuti, e a innescare le relazioni con i comuni per pianificare le funzioni che devono svolgere sul territorio.

Modestino Ferraro, dirigente Rete Ferroviaria Italiana e responsabile della Struttura Organizzativa Ingegneria della Direzione Territoriale Produzione di Napoli

Altra cosa è stato invece l’intervento tecnico del dirigente di Rfi e referente della Fondazione Fs Modestino Ferraro, che ha illustrato la visione del gestore dell’infrastruttura. “Intanto è necessario chiarire il perchè della dismissione delle stazioni, che sono rimaste chiuse per tanto tempo” annuncia. “Uno degli obblighi prioritari per Rfi è mettere in equilibrio i conti di una società che gestiva le linee ferroviarie. Ad oggi, Rfi è una Spa pubblica e registra utili, ma ciò è stato reso possibile grazie alla pianificazione degli obiettivi industriali, che sono necessari. Anche se oggi parliamo di una linea di trasporto che non è a valenza strettamente commerciale, ma si considera sul piano turistico, è necessario applicare lo stesso modello di pianificazione. Si deve procedere, insomma, alla stesura di un piano che contempli l’obiettivo che si vuole raggiungere e la gestione, tali da rendere operativa l’apertura di un conto economico” ha spiegato.

Il romanticismo della linea ferroviaria a scopo turistico viene sì contemplato dalla Fondazione Fs, che ha dimostrato come le tratte secondarie dismesse possono in realtà essere recuperare a nuova vita e per altri scopi, ma deve essere supportato dalla necessità di rendere vantaggiosa la fruizione delle locomotive.