In Valle Ufita si pensa alle azioni di ristoro del territorio derivante dalla costruzione dell’Alta Capacità ferroviaria, considerata ad alto impatto tecnologico. In particolare per quello che riguarda il terminal, ubicato in un’area prossima a Grottaminarda ma prevalentemente rientrante nel territorio di Ariano Irpino a Fontana del Re, assorbirà vaste aree. Le amministrazioni locali hanno la necessità di incamerare risorse finanziarie da impiegare in una serie di opere necessarie per integrare le infrastrutture ferroviarie con i contesti urbani e agrari che si sviluppano lungo la tratta da Apice nel Sannio a Orsara nel foggiano.

L’obiettivo di amministratori e imprenditori in questa partita è favorire il riammagliamento del territorio, che consentirebbe la costruzione di una fitta ragnatela stradale e ferroviaria in grado di azzerare la dilatazione degli spazi e uscire dall’isolamento dell’entroterra campano. Alla luce delle rassicurazioni venute dalla Regione Campania circa la conferma del cronoprogramma, la Valle Ufita si prepara ad accogliere i circa mille operai che saranno impiegati nella costruzione della linea, della stazione e delle opere accessorie. In questo senso, la partita sui ristori riguarda anche le ricadute occupazionali che deriveranno dal grande cantiere ferroviario.

Il logo della Rfi

Fatta eccezione per i tecnici di alta specializzazione, l’obiettivo dei sindaci sarebbe quello di garantire un posto di lavoro ad una parte dei tantissimi giovani inoccupati che guardano con speranza a questo cantiere come a un’opportunità insperata di lavoro.

In queste ore, cercano di inserirsi nella partita dell’alta capacità Napoli- Bari anche i comuni del potentino, in Basilicata, che vorrebbero agganciarsi nel punto strategico di incontro, ovvero Foggia. La stessa città di Foggia, secondo quanto affermato dai bene informati, è in pressing per ottenere il cosiddetto “baffo”, ovvero un prolungamento della strada ferrata che aggancia il tracciato già delineato dall’opera.

Riflettori puntati dunque sull’ipotesi di costruzione di 10 chilometri di binari utili a collegare la stazione di Lioni con la Valle Ufita, tali da agganciare la tratta Avellino- Lioni e inserire la città capoluogo al collegamento diretto con l’Alta Capacità. La stazione di Lioni, infatti, viene considerata baricentrica rispetto all’interscambio logistico che si va definendo: assumerà il ruolo di hub del trasporto ferro- gomma con l’interfaccia fra la stazione e l’autostazione dei pullman; e ambisce a rafforzare il collegamento con la Valle Ufita, sia con la Lioni- Grottaminarda (in costruzione), sia con la bretella ferroviaria.

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