Air disagi per la biglietteria
Pochi i punti vendita

Continua a far discutere la nuova organizzazione decisa a Napoli. Gli utenti lamentano la scarsa reperibilità dei ticket, soprattutto in provincia

La riorganizzazione del servizio di bigliettazione all’Air sta provocando primi disagi nel trasporto pubblico locale ad Avellino e in Irpinia. Con l’affidamento alla Giraservice di Caserta della rivendita dei biglietti a seguito della gara d appalto, Avellino si ritrova privo di punti vendita. A scoraggiare gli esercenti la percentuale stabilita sulle vendite di ogni biglietto ritenuta troppo bassa, il 4%. Conseguenza per l’utenza la penuria di biglietti. È diventato più difficile trovare i ticket e spesso sono costretti ad acquistarli direttamente a bordo. L’azienda continua difendersi spiegando che in via Carlo Del Balzo, nei pressi della ex rivendita De Rosa Viaggi, ci sono attività dotate di ticket. In realtà gli utenti lamentano una distribuzione non omogenea sul territorio, soprattutto nella provincia, dove vengono acquistati biglietti da pendolari, studenti e cittadini che hanno la necessità di raggiungere il capoluogo per servizi, commercio o cure.

Il nuovo assetto è nato dal nuovo assetto di Unicampania (di cui Air è cliente).La decisione di centralizzare il servizio della fornitura di ticket ha disincentivato i commercianti dal chiedere stock di tagliandi per la vendita al dettaglio.

Le condizioni imposte sono ritenute inaccettabili: i biglietti sono richiedibili solo on line, compilando obbligatoriamente un ordine minimo di mille euro.

Se fino a qualche settimana fa, i rappresentanti Air fornivano i tabacchi e le edicole, oggi gli esercizi che si sono muniti di biglietti sono davvero pochi. Su un ordine minimo di mille euro da presentare alla biglietteria centrale, la percentuale di guadagno per l’esercente è di appena 40 euro, e molti hanno dichiarato di non avere la possibilità di investire una somma tale in ticket, per rendere un servizio non remunerativo. Sprovvisti di biglietto, intanto, i viaggiatori sono costretti a farne richiesta all’autista del pullman, e a pagare un euro di maggiorazione sul costo totale, come previsto dal regolamento. Ma anche qui, si apre un ulteriore fronte di discussione, che apre un divario fra il regolamento applicato dal personale in servizio e i cittadini utenti, che pur volendo, non riescono ad acquistare il biglietto.

Un mezzo di Busitalia

L’ASSE CON BUSITALIA. A partire dal 26 aprile 2018, l’Air l’azienda leader in Irpinia per il trasporto su gomma si è presentata ai soci con un nuovo assetto societario, aderendo all’Associazione Temporanea d’Impresa con Busitalia e Sitasud, con l’obiettivo di concorrere alla gara regionale per l’affidamento del trasporto pubblico locale, per il lotto Benevento-Avellino. Il bando pubblicato da Regione Campania e Acamir-Agenzia campana per la mobilità sostenibile ha stanziato 222 milioni di euro all’anno per un affidamento decennale, e la quota parte relativa al lotto del bacino di Avellino- Benevento ammonta a 20,6 milioni di veicoli/km annui per 38 milioni e 636mila euro circa.

Alla luce della riforma del settore voluta dall’esecutivo di governo regionale, le piccole e medie aziende sono state costrette a creare una joint venture per competere con multinazionali arrivate da tutta italia, e anche dall’estero. Ma la Spa fondata nel 2001, che in pochi anni è riuscita a costruire un patrimonio finanziario e immobiliare a diversi zeri, è stata costretta a correre ai ripari e impedirne il saccheggio da parte di società esterne. Da poche settimane infatti, la Spa si è scissa in Air mobilità Srl che ha concorso all’Ati, e in Air Patrimonio – che dovrà fare da garante agli autisti sul pagamento degli stipendi.

Il perimetro che avrà in carico la nuova Ati include 30milioni di chilometri, che la Regione ha pagato in precedenza a 1,80 euro, a differenza di Napoli, a cui versava invece 2 euro e pochi centesimi a chilometro. L’aggiudicazione della gara implica dei paletti: vince un solo gestore, che secondo gli addetti ai lavori, consentirà una organizzazione più efficace ed efficiente. Il gestore potrà affidare a sua volta, una quota del 30% ad altre ditte, escludendo automaticamente dal servizio del trasporto pubblico locale altre piccole compagnie, che dovranno dedicarsi al turismo.

Nell’ottica dell’efficientamento del servizio, il nuovo piano potrebbe riservare novità sulle tratte, ad eccezione delle corse scolastiche, e molti piccoli comuni restano alla finestra in attesa di capire se la riforma potrebbe comportare alterazioni sul servizio. Le amministrazioni comunali, intanto che saranno chiamate in causa, potranno presentare richiesta alla Provincia di Avellino, deputata alla stesura del Programma di Esercizio, che stabilisce i chilometri e il percorso del trasporto. In caso positivo, dovrà essere la Provincia ad autorizzare la variazione del programma e pagare l’incremento dei chilometri.

L’avanguardia del trasporto pubblico locale sarà l’integrazione ferro- gomma, e Busitalia ha interpretato nella maniera giusta l’opportunità di siglare una Ati nella Campania interna: ha colto al volo l’occasione di espandere il suo mercato nel Mezzogiorno, dove però era già presente nel bacino di Salerno, che oggi perde a causa della lottizzazione dell’appalto. Ma non del tutto.

Busitalia è una controllata di Fs, e da tempo aveva messo in campo una strategia mirata a costruire un asse ferro-gomma tale da consentire il controllo dell’area tra Salerno e Benevento, passando per Avellino. Infatti, Ferrovie dello Stato potrebbe incrociare il trasporto pubblico di Salerno, l’elettrificazione della linea ferroviaria Salerno-Avellino-Benevento in fase di completamento, e il trasporto su gomma in Irpinia, portando a casa il massimo risultato.